Una delle unità militari più cruente della guerra di Siria, nota come Tiger Forces, potrebbe essere dispiegata a breve in Ucraina per combattere a sostegno delle forze armate russe.  Ad affermarlo sono diversi analisti e osservatori, come riportato dalla Associated Press. 

Nei giorni scorsi in Russia sarebbe stato nominato un comandante generale per il controllo centralizzato delle operazioni in Ucraina, per la prossima fase del conflitto. Una figura, che stando all’intelligence americana, non c’era prima, ma sarebbe stata creata dopo le perdite dei russi durante l’invasione.  

Si tratta di Alexander Dvornikov, 60 anni, uno degli ufficiali militari russi più esperti, che ha comandato l'esercito russo in Siria, rendendosi noto per i suoi precedenti di brutalità contro i civili, nella guerra siriana e in altri teatri di operazioni militari.

IL CONTINGENTE MEDIORIENTALE

A marzo il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha parlato di «più di 16mila domande», di combattenti «dal Medio Oriente», che avrebbero aderito alla causa russa contro l’Ucraina. Shoigu non ha menzionato alcun paese, nello specifico. Ma già in quella occasione osservatori e attivisti siriani hanno affermato che la Russia stava reclutando in Siria per la guerra in Ucraina, in particolare tra i combattenti addestrati dalla Russia.

Rami Abdurrahman, direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani (Sohr) impegnato nel monitoraggio e nella documentazione dell'abuso dei diritti umani in Siria, ha riferito che finora circa 40mila combattenti si sarebbero registrati per combattere al fianco dei russi. Di questi circa 22mila avrebbero dato disponibilità direttamente all’esercito russo e circa 18 mila si sarebbero arruolati con il noto gruppo Wagner.

Le Tiger forces

Secondo lo stesso Abdurrahman, circa 700 membri di una milizia speciale siriana nota come “Tiger Forces”, avrebbero lasciato la Siria nelle ultime settimane per combattere insieme alle forze russe.

La Tiger Force è un’unità d’attacco fondata nel 2013 dal comandante siriano Suheil al Hassan, che presiedeva l’intelligence aerea della Siria, considerata come il più potente e brutale dei quattro rami dei servizi segreti del paese. 

L’apporto di questa milizia nella guerra civile, dopo alcune battute d’arresto, divenne dal 2015 in poi determinante per fronteggiare i ribelli. Questo perché come analizzato da una ricerca del Middle East Institute, con l’ingresso della Russia nella guerra siriana ebbe inizio una “fruttuosa” partnership tra le forze armate russe e la milizia speciale delle Tigri siriane.

Durante l'offensiva di Ghouta del 2018, Alexander Ivanov, un portavoce dell’esercito russo, scrisse su Facebook «Forniremo il necessario supporto aereo alle forze del generale di brigata Suheil al-Hassan. ... Abbiamo una vera fiducia nella loro capacità di compiere la missione».

La superiorità militare di questa divisione, rispetto agli altri copri impiegati nel conflitto siriano, deriverebbe dunque dal fatto che sono stati riforniti e addestrati dalle forze armate russe. 

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, tra i combattenti arruolati dai russi ci sarebbe anche lo stesso fondatore delle Tiger Forces, Suheil al-Hassan. A lui, il presidente russo Putin, durante una visita in Siria nel 2017, aveva detto che la sua cooperazione con le truppe russe avrebbe portato «a grandi successi in futuro».

BRIGATE BAATH e QUDS

Ma anche altre forze siriane addestrate dai russi starebbero per partecipare alle seconda fase della guerra ucraina. Tra le divisioni siriane citate ci sarebbero la brigata Baath, ala armata del partito Baath del presidente siriano al Assad, e la Brigata palestinese Quds, composta da profughi palestinesi in Siria. 

«I russi cercano combattenti esperti – ha detto Abdurrahman – Non vogliono nessuno che non sia stato addestrato dai russi».

Tuttavia dalla Siria negano la notizia. Muhannad Haj Ali, ex comandante della brigata Baath, ha affermato che nessun siriano è andato né andrà a combattere in Ucraina, dal momento che la Russia vincerà la guerra senza alcun bisogno di aiuto da parte dei siriani. «Il modo in cui stanno andando le operazioni è una chiara indicazione – ha detto –  che l’Ucraina non sarà un altro Afghanistan».

LA RUSSIA IN SIRIA

La guerra in Siria era partita nel 2011 come una rivoluzione da parte di alcuni giovani, sull’onda delle cosiddette Primavere arabe. Ben presto, però, a causa di infiltrazioni di altre componenti, si era trasformata in una guerra interna che vedeva combattere da un lato i ribelli al regime di Bahar al Assad, e dall’altro l’esercito governativo. Mentre il governo stava per soccombere, la svolta nel conflitto arrivò dal sostegno russo.

L’intervento di Mosca nella guerra siriana, nel frattempo radicalizzatasi su base religiosa di matrice terroristica con l’avvento dell’Isis, fu fondamentale per permettere al governo di prendere il sopravvento. Il conflitto è ancora in corso causando una crisi umanitaria senza precedenti: sono milioni i profughi che hanno lasciato il paese così come gli sfollati interni. Secondo la Croce rossa internazionale circa l’80 per cento della popolazione è ridotta in povertà.

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