Giancarlo Vestiti era da pochi giorni al carcere duro, ma ha comunicato l’intenzione di collaborare con la giustizia. È tra i vertici della famiglia a Milano, imputato nel processo sul consorzio delle mafie al nord
Da qualche giorno era andato al 41 bis e proprio dal carcere duro ha deciso di consegnarsi ai pubblici ministeri della distrettuale antimafia di Milano. L’annuncio di un possibile terremoto giudiziario nei mesi che precederanno le elezioni politiche. Il boss del clan Senese Giancarlo Vestiti ha deciso di collaborare con la giustizia.
Proprio Domani ha raccontato i rapporti vantati dal boss con politici di caratura nazionale, negati dai soggetti citati che non figurano neanche tra gli indagati. Vestiti è uomo di potere criminale, che si presentava come imprenditore, «espressione della famiglia Senese». Il clan Senese, costola dei Moccia, è l’aristocrazia del crimine a Roma. Secondo i pm antimafia milanesi è parte del «sistema» lombardo.
Vestiti è finito imputato nel processo Hydra che ha messo alla sbarra il consorzio delle mafie al nord. Non è il primo collaboratore: già Gioacchino Amico, stessa famiglia criminale, da tempo riempie pagine di verbali, piene di omissis. Entrambi protagonisti del tentativo di infiltrare Fratelli d’Italia. Tentativi in parte già documentati negli atti dell’indagine.
Nel 2020 Amico incontra a Roma Paola Frassinetti, attualmente sottosegretaria all’Istruzione, e Carmela Bucalo, parlamentare in commissione Cultura. Al telefono aveva anche raccontato di aver ricevuto la tessera di Fratelli d’Italia. Come emerso da un incontro pubblico, svoltosi nel 2019, aveva un rapporto anche con Carlo Fidanza, oggi capo delegazione di Fratelli d’Italia al parlamento europeo. Politici tutti estranei all’inchiesta e che hanno raccontato di non conoscere il profilo criminale di Amico.
I Senese sono stati in grado negli anni di allargare il raggio d’azione criminale. «Noi siamo Senese (...) Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno», diceva un affiliato.
Vestiti si vanta
Vestiti, oggi collaboratore di giustizia, brigava con il sottobosco politico della destra milanese: è molto amico dell’avvocato Mario Marino, storico esponente della destra estrema del capoluogo lombardo, che vanta rapporti con le alte sfere di Fratelli d’Italia sul territorio.
Marino ha conosciuto Vestiti «perché aveva bisogno di una consulenza legale sul penale, lui è incensurato, lui ha sempre lavorato nella moda e nell’abbigliamento, rappresentante di Versace e grandi marchi e poi si è messo in proprio». Secondo Marino, Vestiti è solo una vittima del luogo di origine, mica un mafioso: «Siccome è napoletano e conosceva Michele Senese (boss di camorra a Roma, ndr)». Aggiunge che le strade di Vestiti e Senese «si sono poi separate da giovanissimi».
Dall’inchiesta emerge, invece, il suo profilo criminale, confermato dalla scelta di collaborare con la giustizia. Vestiti, lo aveva rivelato Domani, si vantava al telefono di importanti rapporti politici. «Io lo conosco bene perché con Romano ci esco insieme a mangiare», diceva. Il Romano è La Russa, assessore alla Sicurezza in regione Lombardia, e fratello di Ignazio, presidente del Senato. Uomini forti della destra sociale milanese, vertici di Fratelli d’Italia in Lombardia. «Non lo conosco nel modo più assoluto. Non so di chi stia parlando. Poi con la vita che facciamo uno può incontrare chiunque, ma escludo che io sia andato a pranzo a cena con questo signore», ha chiarito La Russa a Domani.
Ora Vestiti racconterà tutto ai magistrati che dovranno verificare ogni singola parola.
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