Un account anonimo pubblica filmati del gioco più atteso. La società Rockstar si rivolge ai tribunali per ottenere dalle piattaforme i dati per identificarlo. Cosa c’è dietro l’operazione? Nel manifesto dei leaker anche una critica ai prezzi di mercato e alle politiche dell’azienda considerate predatorie. Il 27 agosto la presentazione ufficiale su Netflix
In uno dei filmati che circolano da giorni sui social, un uomo si mette davanti a un muro e comincia a sparare. Non spara a caso: i fori dei proiettili, uno dopo l'altro, compongono la parola leek. Quel personaggio si chiama Jason Duval ed è uno dei due protagonisti di Grand Theft Auto VI, il videogioco più costoso mai realizzato (le stime più prudenti parlano di oltre un miliardo di dollari), in uscita il 19 novembre. Il filmato non è stato diffuso da Rockstar Games, che il gioco lo produce, e quella scritta sul muro serve a dimostrare una cosa sola: chi ha girato la clip è già in possesso di una versione del nuovo GTA.
Giovedì 27 agosto, alle 21 ora italiana, Netflix trasmetterà in esclusiva l'anteprima estesa di GTA VI, che arriverà gratis su YouTube sei ore più tardi. Si tratta del più grande evento promozionale mai costruito attorno a un prodotto videoludico. Rockstar svelerà il filmato dopo giorni in cui pezzi della sua creazione sono apparsi in rete uno alla volta, pubblicati da un anonimo che si fa chiamare CyberLeek.
Prima la moneta, poi il manifesto
Il 15 agosto, sulla blockchain Solana, viene creata una criptovaluta che si chiama CyberLeek. Il primo video esce tre giorni dopo, il 18. Ogni clip diffusa da allora porta impressi in sovrimpressione un marchio, un codice QR e l’indirizzo del contratto della moneta, e chi la compra entra in un canale Discord dove si vota quale spezzone pirata del gioco verrà pubblicato per primo. Il 23 agosto è stata resa pubblica una clip ambientata in uno strip club: era la ricompensa promessa per il superamento dei 3 milioni di dollari di capitalizzazione del token. Che quel giorno ha toccato il massimo storico, per poi perdere quasi il 58 per cento.
Il manifesto, quello che dovrebbe spiegare il perché dell’operazione contro Rockstar, è arrivato dopo la moneta. È scritto in forma di comandamenti e chiede tre cose: basta preordini digitali dei titoli in uscita; basta far pagare contenuti già presenti nei file del gioco ma sbloccabili solo dopo aver effettuato un secondo pagamento; una patch che consenta di videogiocare offline quando i server di un gioco vengono spenti. Per quest’ultimo punto, il riferimento è a The Crew, che Ubisoft ha reso inaccessibile il 31 marzo 2024 anche offline, scatenando l’ira di utenti di tutto il mondo.
Nel mirino, più in particolare, c’è la Ultimate Edition di GTA VI che costerà ben 99,99 dollari e soprattutto la scelta di Rockstar di non stampare dischi: chi compra la scatola in negozio si porta a casa un codice per il download.
Stop Killing Games, il movimento che da anni chiede garanzie perché i giochi acquistati non diventino inutilizzabili, ha preso pubblicamente le distanze da CyberLeek condannando l’uso di mezzi illeciti come la diffusione di materiale coperto da copyright.
La caccia al leaker è iniziata
Rockstar, dal canto suo, non ha mai confermato che il materiale sia autentico e non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali su ciò che sta subendo. Take-Two, la società che la possiede, ha però scelto la via dei tribunali: il 20 agosto ha depositato alla corte federale del distretto sud di New York richieste di subpoena contro Microsoft e Discord, per farsi consegnare indirizzi IP, email di registrazione, identificativi degli account e dati collegati a OneDrive, Xbox e GitHub, con scadenza al 4 settembre. Poi ha esteso la richiesta a X. Nel documento definisce il materiale "copyrighted", è l’ammissione implicita, arrivata per via giudiziaria mentre l’ufficio stampa taceva, che i filmati diffusi da CyberLeek sono autentici.
Chi sia CyberLeek non lo sa nessuno: i server sono tedeschi, l’account Discord risale a gennaio 2019. Non risultano accuse penali a suo carico, quindi le ricostruzioni che circolano su arresti e condanne sono, al momento, invenzioni. Certo è che il leaker (o il collettivo che si nasconde dietro alla sigla) sta rischiando grossissimo.
Il precedente del 2022
Nel 2022 finirono online 90 filmati di GTA VI più parte del codice sorgente. A prenderli era stato Arion Kurtaj, all’epoca 18enne, del gruppo Lapsus$, che entrò nei sistemi di Rockstar dalla stanza di un Travelodge dove si trovava sotto protezione della polizia, usando una chiavetta Amazon collegata al televisore e un cellulare.
Nel dicembre 2023 un giudice britannico lo ha condannato al ricovero psichiatrico a tempo indeterminato, dopo che i medici lo avevano dichiarato inadatto al processo e avevano riferito che intendeva tornare a delinquere appena possibile. Lo scorso luglio è uscito dall’ospedale ed è in carcere in attesa di un nuovo processo. L’amministratore delegato di Take-Two, Strauss Zelnick, disse allora che quella fuga non aveva avuto effetti misurabili sulle vendite.
Stavolta il titolo si è mosso subito. Il 18 agosto, prima dei leak, Take-Two ha chiuso a 242,40 dollari; il giorno dopo è scesa a 237,04, per poi risalire a 240,15 il 20. Un andamento nervoso, che si inserisce però in una discesa più lunga: nei cinque giorni fino al 20 agosto il titolo aveva perso il 2,47 per cento. Nessuno può affermare che il calo sia dovuto ai leak. Ma nemmeno escluderlo.
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