Satoshi Tajiri era considerato poco più che uno studente distratto, solo una passione sembrava coinvolgerlo ed era quella per gli insetti, li collezionava e li ricercava in modo ossessivo al punto che i suoi compagni di giochi lo avevano soprannominato Konchū hakase, Dottor Insetti.

Nessuno francamente avrebbe infatti scommesso nulla su questo ragazzino tanto introverso quanto capace solo di scarsi risultati scolastici, eppure proprio unendo la passione per gli insetti insieme a quella per i videogiochi insieme all’amico disegnatore Ken Sugimori, Tajiri arriva a fondare già a 18 anni una fortunata rivista di fumetti, Game Freak che sarà il preludio narrativo ed estetico di una serie di videogiochi che svilupperà sempre con la complicità di Sugimori.

Nel 1996 i due dopo vari titoli come Mario & Wario e Pulseman, rivoluzioneranno così la scena dei videogiochi con la nascita dei Pokémon che anche grazie alla messa in commercio del primo Game Boy otterranno un successo senza precedenti.

I Pokémon hanno ad oggi un seguito di appassionati e collezionisti (di ogni età) sempre in crescita che si ritrovano a festival e tornei. E proprio per festeggiare i trenta anni dalla nascita dei Pokémon a Bergamo presso lo spazio Mirmex – una delle realtà più autorevoli nel mondo del collezionismo Pokémon – ha inaugurato pochi giorni fa una straordinaria esposizione tutta dedicata alla loro storia ed evoluzione visiva e artistica.

L’esposizione

Si tratta di una raccolta che comprende alcuni inestimabili artwork: dall’unica carta mai autografata dal fondatore Satoshi Tajiri a quella che è considerata da tutti gli appassionati un vera leggenda: la carta di Charizard del disegnatore Mitsuhiro Arita (quasi 500 sono le carte da lui disegnate). Non manca poi il Palafin di Tetsuo Hara, il fumettista e disegnatore che nel 1983 diede vita a Ken il Guerriero fino alle collaborazioni che vedono coinvolto persino il Van Gogh Museum.

L’esposizione presenta nel suo insieme circa 200 opere di oltre 70 illustratori, gli appassionati avranno l’opportunità di avere davanti agli occhi opere che rappresentano tutto l’universo Pokémon degli ultimi trent’anni grazie all’attenta curatela di Pokesignature, Pokereverse, Dave Collecting e Profoak Lab alcuni tra i più importanti collezionisti italiani.

La mostra è visitabile solo su prenotazione e solo nei fine settimana fino al 5 luglio compreso, infatti il valore delle opere obbliga Mirmex a smontare ogni volta l’allestimento per poter conservare ogni carta in un luogo sicuro e protetto. Si tratta di una mostra difficile dunque da replicare come difficile è immaginare un successo che da trent’anni ha finito per coinvolgere chi fu bambino negli anni Novanta e chi lo è ancora oggi.

Capita infatti di vedere in fila azzimati quarantenni e giovanissimi appassionati che si scambiano opinioni e punti di vista. Come Tiago, undici anni e già esperto collezionista che adora soprattutto la dinamica di gioco che vive sia sulle carte come su videogioco: «semplicemente mi piace giocarci», anche se poi ammette di non perdere di vista anche il valore economico della sua precoce collezione.

È raro trovare luoghi realmente inclusivi in cui una passione invece che dividere e alzare barriere abbatte ogni differenza, anche di età. Un aspetto colto e inseguito da Mirmex che nato come negozio online si è dato una forma fisica – con anche uno spazio bar – proprio per potere accogliere appassionati coinvolgendoli in incontri e laboratori.

Tanto che se la mostra viene visitata con estrema attenzione e religioso silenzio ecco che appena fuori il dibattito si scatena come non mai, tra numeri di telefoni scambiati e salde strette di mano tra adulti e bambini. Non male per un appassionato di insetti giapponese che ha saputo conquistare l’attenzione e l’affetto di bambini e ragazzi che davanti a quei videogiochi e a quelle carte rimarranno per sempre bambini e ragazzi. 

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