Una rete di ong, tra cui Arci, Amnesty International e Un Ponte per.., nata con l'obiettivo di fornire strumenti di tutela ad attivisti e attiviste durante le manifestazioni, ha raccolto diverse testimonianze da parte di giovani e persone di seconda generazione e ha deciso di attivare un team legale per tutelare i manifestanti
Diciotto ottobre, Milano. A un giorno dalle proteste giovanili che hanno attraversato tutta Italia, nel capoluogo lombardo diversi ragazzi tornano a protestare per le strade del centro. Uno studente britannico-polacco sta camminando in zona Duomo con due amici. Si trova lì per turismo, oltre che per vedere una partita allo stadio. Improvvisamente, la polizia antisommossa lo ferma. I suoi due amici, bianchi, non vengono toccati. Viene trattenuto in questura, in una cella con altre trentasette persone, per ventitré ore e mezzo, senza un interprete o alcuna motivazione del fermo.
Questa è solo una delle diverse storie sugli scontri avvenuti a Milano lo scorso weekend riportate dalle vittime a Hub for defenders, strumento nazionale di protezione a sostegno delle attiviste e degli attivisti che offre loro supporto legale, psicologico e digitale promosso da una rete di associazioni della società civile come Arci, A Sud, Un Ponte Per e Amnesty International Italia.
Dopo la raccolta di decine di segnalazioni simili da parte di minori e persone di seconda generazione, l’Hub ha deciso di attivare un team legale per tutelare i manifestanti. «Ogni intervento deve rispettare le garanzie della giustizia minorile e il superiore interesse del minore, investendo nell’educazione, nell’inclusione e nel sostegno alle famiglie», afferma l’organizzazione.
Il report delle segnalazioni
Dal 17 al 20 ottobre al centralino dell’Hub sono arrivate 32 segnalazioni, di cui otto riguardavano persone di seconda generazione o razzializzate. Tredici provenivano da minori portati in questura senza aver avvertito la famiglia. Due ragazze di quattordici anni hanno raccontato di essere rimaste in questura per 7 ore senza telefono, documenti o cibo. Secondo le testimoni, alla richiesta di poter contattare i familiari, un poliziotto le ha derise: «Piangi, piangi. Chi vuoi, la mammina?». Una ragazza di quindici anni è stata arrestata negandole l’assistenza legale fino all’udienza di convalida.
Tra le chiamate anche segnalazioni di percosse: un manifestante ha infatti affermato di essere stato picchiato da sei agenti in via Broletto il 17 ottobre e trattenuto 12 ore in questura senza primo soccorso né avvocato. Nel referto effettuato il giorno dopo vi sono evidenze di ematomi su tutto il corpo, sull'occhio sinistro con emorragia congiuntivale e una ferita al sopracciglio.
Un ragazzo minorenne il 17 ottobre in Duomo è stato immobilizzato a terra con un ginocchio sul collo e colpito. In questura gli agenti avrebbero ignorato le richiese del giovane di essere soccorso. Dopo il rilascio, in ospedale gli sono stati diagnosticati un trauma cranico con emorragia cerebrale e traumi al braccio e al collo.
Le preoccupazioni dell’Hub
La decisione dell’Hub for defenders di attivare un team legale a Milano viene proprio dalle decine di segnalazioni ricevute soprattutto da minori. A preoccupare l’Hub sono le nuove disposizioni del decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 ottobre, che introduce diverse norme stringenti come l’estensione del fermo preventivo o quella della presunzione di capacità di intendere e di volere per i minori tra i 14 e i 18 anni.
«Dal suo insediamento, nell'ottobre 2022, il governo Meloni ha promosso una serie di interventi normativi in materia di sicurezza e ordine pubblico che hanno progressivamente ampliato gli strumenti repressivi e le sanzioni penali incidendo anche sulle forme di protesta e sull'esercizio del diritto costituzionale di manifestare», affermano.
«Il rischio è quello di restringere ulteriormente lo spazio civico e di scoraggiare la partecipazione alla vita pubblica. Il diritto di riunirsi pacificamente e di manifestare il proprio dissenso deve essere tutelato sempre, anche quando le posizioni espresse sono scomode o fortemente critiche nei confronti delle istituzioni».
L’Hub sottolinea poi come le misure che riguardano i minori portano a degli stravolgimenti della legislazione: «La valutazione della maturità e della capacità individuale rischia di essere sostituita da una presunzione che sposta sul minore l’onere di dimostrare la propria incapacità. Si sta privilegiando la punizione rispetto all’analisi dei bisogni, alla prevenzione e al sostegno educativo».
Sul sito ufficiale di Hub for defenders è presente un vademecum consultabile gratuitamente in cui sono presenti consigli pratici e legali su come comportarsi durante una manifestazione. Oltre a ciò, è disponibile un numero (+39 353 4953606) da poter contattare in caso di qualsiasi problema legale.
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