Leone XIV celebra a Castel Gandolfo la solennità dell’Assunzione di Maria e dedica l’omelia alla bellezza che non si misura con l’età o con l’aspetto esteriore, ma con i «segni dell’amore che non ha fine». Poi, all’Angelus, il pensiero va alle popolazioni che soffrono: dalla Terra Santa all’Ucraina e alla Russia, e alla Colombia colpita dal terremoto.

Nell’omelia il Papa parte dal mistero dell’Assunzione, «compimento della pienezza di grazia che Dio le ha donato», e dalle immagini che raffigurano Maria, alla fine della sua vita terrena, «come una giovane bellissima che si eleva fisicamente da terra verso la volta celeste».

Un’immagine che sembra contrastare con l’esperienza del passare degli anni. «Con l’età, infatti, il nostro corpo non si fa più agile, ma più pesante; la pelle non diventa più fresca, ma mostra i segni della vecchiaia; i capelli non prendono colore e lucentezza, ma diventano grigi e poi bianchi», osserva Leone XIV.

È proprio da questo contrasto che il Pontefice invita a guardare diversamente alla bellezza. «La nostra vera bellezza non consiste nel nascondere i segni del tempo che passa, ma nel mostrare impressi anche nella nostra carne i segni dell’amore che non ha fine».

Secondo Leone XIV, la glorificazione di Maria invita anche a rivedere «molti dei canoni estetici, prevalentemente di stampo edonistico e consumistico, che il mondo ci impone». Modelli che, avverte, rischiano di «imprigionarci in pesanti condizionamenti», facendo sprecare energie «in ciò che non conta davvero e non dura per sempre».

La bellezza, per il Papa, si può invece riconoscere nelle persone incontrate ogni giorno: «nel volto tenero di un bambino come nelle rughe di un anziano, nella vivacità di un giovane come nella compostezza di un adulto, negli ornamenti della festa come negli abiti e negli strumenti del lavoro».

«È l’amore l’ornamento più bello dell’uomo», conclude Leone XIV, «l’amore che trasfigura, trasforma, nobilita, porta in alto; che rende leggeri, liberi, vicini a Dio, pur attraverso le vicende alterne della vita».

«Consolare e continuare a sperare»

All’Angelus recitato da Castel Gandolfo, il Papa ha rivolto quindi il pensiero alle popolazioni che soffrono per la guerra, pregando Maria per «quelle comunità che hanno particolarmente bisogno di essere consolate e di continuare a sperare».

«Penso ai fratelli e alle sorelle della Terra Santa, che è per eccellenza anche la terra di Maria. Penso al popolo ucraino e al popolo russo, entrambi legati da filiale devozione alla Santa Madre di Dio», ha detto Leone XIV.

Il Pontefice ha ricordato anche «i cristiani che soffrono discriminazione o addirittura persecuzione». Infine ha rivolto un pensiero al popolo della Colombia colpito dal terremoto.

Il 29 agosto la processione sul lago di Albano

La celebrazione dell’Assunta è la prima di due messe mariane previste per Leone XIV nella seconda metà di agosto. Sabato 29 agosto il Papa tornerà a celebrare in occasione della festa della chiesa collegiata di Santa Maria del Lago, presiedendo la messa e partecipando alla processione.

Parte del percorso si svolgerà sulle acque del lago di Albano. «Si tratta di un percorso che si snoda a partire dalla chiesa. Parte della processione sarà sul lago e Leone XIV, primo Papa a farlo, procederà in barca», ha spiegato a Vatican News il parroco di Castel Gandolfo, don Tadeusz Rozmus.

Gli ultimi Papi a partecipare alla processione furono Paolo VI e Giovanni Paolo II. La presenza di Leone XIV, racconta il parroco, sta richiamando anche numerosi visitatori: «Il Papa a Castel Gandolfo è una calamita che attira tante persone».

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