Cinquantacinque persone originarie di Camerun, Costa d’Avorio e Gambia, partite dalla Tunisia, sono sbarcate sull’isola dopo il soccorso da parte della Guardia di finanza. Tra loro una bambina di poche settimane, deceduta prima di arrivare al poliambulatorio dell’isola. Tre giorni fa il soccorso di altri 44 migranti
Cinquantacinque persone originarie di Camerun, Costa d’Avorio e Gambia, ma anche Guinea, Mali, Nigeria e Sierra Leone sono approdate sul molo Favarolo, a Lampedusa, poco prima delle 4.30 di sabato all’alba, dopo essere state soccorse dalla motovedetta V1307 della Guardia di finanza. Tra loro anche sette donne e sei minori, tra cui una neonata di poche settimane che è morta subito dopo lo sbarco.
Fin da subito la bambina è parsa condizioni critiche e assieme alla madre, che al momento ha solo riferito di essere originaria della Costa d’Avorio, è stata trasferita al poliambulatorio dell’isola, dove i medici ne hanno dichiarato il decesso. A quanto risulta, la piccola – che aveva poche settimane – è morta per ipotermia.
Indagini in corso
La procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta: la donna sarà sentita per ricostruire i dettagli della traversata e quando la bimba ha iniziato a stare male. Dopo essere stata dimessa dal punto sanitario dell’isola, la madre è stata portata all’hotspot, dove le verrà prestata assistenza psicologica. La salma della bambina è stata invece trasferita nella camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana.
Gli altri naufraghi che viaggiavano con madre e figlia hanno riferito di essere salpati da Sfax, in Tunisia, nel pomeriggio di venerdì. Il viaggio su un barchino di metallo di sette metri sarebbe costato dalle 400 alle 600 euro a persona.
Solo tre giorni fa la barca a vela civile Nadir dell’ong tedesca Resqhip aveva soccorso e sbarcato a Lampedusa altri 44 migranti. Secondo i dati del Viminale aggiornati al 15 maggio, da inizio anno gli sbarchi di migranti sono stati 9.110, in forte calo rispetto ai 19.439 del 2025 e ai 18.456 dello stesso periodo del 2024.
Tuttavia, secondo i dati resi noti qualche giorno fa dalla Croce Rossa italiana, i numeri delle persone morte e scomparse nel Mediterraneo sono aumentati. Un mare «teatro di tragedia», lo ha definito il presidente nazionale della Cri Rosario Valastro: «In dieci anni stimiamo tra i 100mila e i 200mila morti», ha affermato a L’Intervista su Rei Tv.
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