La presidente del Consiglio di nuovo nella città siciliana: «Non bisogna forzare i tempi per stabilire quale sia la fascia di rispetto della frana. Il commissario straordinario sarà il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano». Nel testo che sarà licenziato il 18 febbraio, annuncia, risorse anche per le aree colpite dal ciclone Harry: «Per il ripristino di infrastrutture e servizi e per sostenere le attività economiche»
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata questa mattina a Niscemi - a meno di un mese dall'ultima volta - per una ricognizione nelle aree colpite dal ciclone Harry, a partire proprio dal comune siciliano in provincia di Caltanissetta.
Meloni, accompagnata dal capo della protezione civile Fabio Ciciliano, ha incontrato alcuni cittadini sfollati nel Municipio insieme al sindaco Massimiliano Conti. «Non ci fermiamo e non molliamo», ha detto il primo cittadino accogliendo la presidente del Consiglio.
La visita
La frana che ha colpito Niscemi il 25 gennaio scorso dopo il passaggio del ciclone Harry ha causato l’applicazione della zona rossa in una parte della città dopo il crollo iniziale del belvedere. Meloni inizialmente ha effettuato un sopralluogo nelle aree più critiche seguito poi da una riunione al Centro operativo comunale, in municipio, con rappresentanti di Esercito, Protezione civile e Anas. Dopo la riunione Meloni ha incontrato una delegazione di cittadini sfollati.
«Posso dire che oggi Niscemi è il comune più monitorato d'Europa, perché ci sono tutte le migliori eccellenze che abbiamo da questo punto di vista: Genio militare, Protezione Civile stessa, Vigili del fuoco: stanno lavorando tutti perché puntiamo a dare queste risposte su quale sia la fascia» del fronte della frana «che bisogna purtroppo considerare non sicura e quale invece è quella che si può recuperare», ha commentato Meloni rispetto alla situazione attuale. Per poi aggiungere: «Per fare questo c'è bisogno del tempo che è necessario e non è una decisione che secondo me si può forzare per assecondare politicamente, sarebbe irresponsabile».
Il decreto
La visita della presidente del Consiglio è stata anche l’occasione per informare dello stanziamento di 150 milioni di aiuti per il comune siciliano: «Stiamo prevedendo fondi tra ordinari e immediati su tre direttrici: la demolizione degli edifici, la messa in sicurezza e l'acquisto di nuovi immobili».
L’arrivo del decreto è previsto per mercoledì 18 febbraio in Consiglio dei ministri: Meloni ha spiegato che il testo «si occupa in generale della questione dell'alluvione che ha colpito Sardegna, Calabria e Sicilia e di Niscemi. Distinguendo le due questioni. Per Niscemi c'è lo stanziamento specifico di 150 milioni di euro. Il resto del decreto vale per tutte e tre le regioni coinvolte dal problema alluvionale e prevede diverse centinaia di milioni di euro per il ripristino della rete infrastrutturale e dei servizi, indennizzi e sostegni per le attività economiche coinvolte particolarmente per quanto riguarda l'agricoltura».
«C'è la sospensione dei tributi - ha continuato - col pagamento rimandato a ottobre. Ci sono ammortizzatori sociali sui quali sta lavorando il ministero del Lavoro sia per i lavoratori dipendenti che autonomi. Ci sono i ministeri che hanno messo 170 milioni di euro per i vari settori. Tutto in raccordo coi presidenti delle tre Regioni. Abbiamo parlato col sindaco e coi vari comitati dei cittadini di Niscemi per cercare di avere da loro elementi. Vorremmo che fosse partecipato il confronto che poi porterà alle ordinanze».
Il commissario
Meloni ha anche annunciato la nomina di un commissario straordinario, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, per l’emergenza frana. Una situazione che rimane complessa: domenica 15 febbraio la croce di pietra, simbolo della resistenza dopo la frana del ‘97, è stata recuperata con un drone terrestre in dotazione al Nucleo operativo centrale di sicurezza della Polizia di stato, dopo essere caduta nel precipizio a causa dei continui movimenti della frana.
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