I pm avevano chiesto di condannare l’imprenditrice digitale a un anno e otto mesi. Si chiude così il processo sul Pandorogate e sulle uova di cioccolato dell’influencer accusata dai magistrati meneghini, Eugenio Fusco e Cristian Barilli, di aver ingannato i consumatori con campagne commerciali benefiche, ottenendo un profitto illecito
Chiara Ferragni è stata assolta questo pomeriggio dal tribunale di Milano dall’accusa di truffa aggravata. I pm avevano chiesto di condannarla a un anno e otto mesi di reclusione. Si chiude così il processo sul Pandorogate e sulle uova di cioccolato dell’imprenditrice digitale accusata dai magistrati meneghini, Eugenio Fusco e Cristian Barilli, di aver ingannato i consumatori con campagne commerciali benefiche, ottenendo un profitto illecito, pari a circa 2,2 milioni di euro, e benefici di immagine non quantificabili. Tutto si è concluso con una sentenza di improcedibilità, dovuta al fatto che le querele sporte contro l’imprenditrice sono decadute dopo il pagamento dei risarcimenti.
Nelle scorse udienze l’influencer di Cremona aveva affermato di aver sempre «agito in buona fede». Una tesi messa appunto in dubbio dai magistrati che hanno sostenuto che «tutta la comunicazione che ha inteso associare le campagne relative a uova e pandori ad una attività di beneficenza deve definirsi scorretta, ingannatoria e in ultima analisi mendace».
Nel procedimento era stata ammessa come parte civile l’associazione Casa del Consumatore.
«Può dunque ravvisarsi – aveva scritto il giudice nel provvedimento di ammissione dell’associazione – una lesione del diritto dell’ente dello scopo per cui si è costituito che rappresenta ai sensi dello statuto la ragione stessa della propria esistenza (ed azione), attenendo tale scopo in via esclusiva e specifica alla materia oggetto del presente procedimento».
Tradotto: la Casa del Consumatore avrebbe visto «ledere i propri interessi tramite la “pianificazione e diffusione di comunicazioni di natura decettiva, volte a indurre in errore i consumatori in ordine al collegamento tra l’acquisto dei prodotti pubblicizzati e le iniziative benefiche”». Con la pronuncia dei giudici, però, l’associazione non riceverà alcun risarcimento.
Prima della sentenza, Ferragni, in tribunale, ha dichiarato di essere «fiduciosa e tranquilla». Mentre nel pomeriggio, a verdetto letto, l’influencer ha dichiarato di essere «commossa» e ha ringraziato «avvocati e follower».
Assolti per improcedibilità anche il braccio destro di Ferragni, Fabio Damato, e l’ad di Cerealitalia, Francesco Cannillo.
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