Leone XIV tornerà in Vaticano nel pomeriggio e, secondo il bollettino diffuso dai sanitari, non dovrebbe avere bisogno di un presidio medico. Alle 12 la messa al Policlinico, mentre domani è attesa la preghiera dalla finestra dell’appartamento pontificio
Papa Leone XIV nel primo pomeriggio di oggi, sabato 17 ottobre, lascerà l’ospedale Gemelli, dopo l’operazione in cui gli è stato asportato un nodulo polmonare. Il decorso post operatorio è stato «regolare» e, «in considerazione degli esame del sangue, del controllo radiologico del torace» eseguiti in mattinata, «il Santo padre è stato giudicato idoneo alla dimissione», hanno comunicato i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora.
Sabato le dimissioni e domenica l’Angelus in piazza San Pietro. Lo ha fatto sapere la sala stampa vaticana: oggi, si legge, «farà rientro in Vaticano», «domani reciterà la preghiera dell’Angelus dalla finestra dell’appartamento pontificio». Prima di lasciare il Gemelli, però, Leone ha celebrato la messa alle 12, nella stanza adibita al decimo piano del Policlinico.
Il ritorno nel Palazzo apostolico non dovrebbe prevedere particolari presidi medici, secondo quanto riportano all’Ansa fonti vaticane e quanto si deduce dal bollettino medico diffuso sabato. Non è nemmeno prevista una conferenza stampa dei medici che hanno avuto in cura il pontefice in questi giorni, perché – secondo le fonti sentite da Ansa – sarebbe stato tutto chiarito nel bollettino.
L’operazione
Leone ha annunciato in prima persona, al termine dell’Angelus di domenica 11 ottobre, l’operazione a cui si è poi sottoposto. «Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato», aveva spiegato il papa rivolgendosi ai fedeli in piazza San Pietro.
L’intervento, avvenuto due giorni dopo, è durato tre ore e si è concluso senza complicazioni. Durante il decorso post operatorio, dal decimo piano del Gemelli, Prevost ha ricominciato a lavorare, arrivando a chiamare il presidente russo Vladimir Putin, venerdì 16 ottobre, per esprimere «viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile».
A diffondere la notizia una nota della sala stampa vaticana, che ha sottolineato l’impregno «della Santa Sede a favore del dialogo e della pace» ribadito dal papa nel colloquio telefonico.
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