Dal Policlinico Gemelli di Roma, dove si trova in convalescenza dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore al polmone, papa Leone XIV ha avuto oggi, venerdì 16 ottobre, un colloquio telefonico con Vladimir Putin. Nel corso della conversazione, fa sapere la sala stampa vaticana, il Santo Padre ha espresso al presidente russo «viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile». Il pontefice, si legge ancora nella nota, «ha infine ribadito l'impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace».

Nella conversazione, fa sapere invece il Cremlino, Putin ha sottolineato l'importanza della cooperazione tra la Russia e il Vaticano «nella promozione di valori spirituali e morali unificanti e nella protezione dei cristiani e dei luoghi di culto cristiani in diverse regioni del mondo», ha ringraziato il pontefice per la sua disponibilità a contribuire alla risoluzione del conflitto in Ucraina, ma ha anche attribuito alle autorità ucraine la responsabilità per la situazione umanitaria venutasi a creare a Oleshky. Il presidente russo, prosegue la nota del Cremlino, ha espresso «sinceri auguri di salute e pronta guarigione» a papa Leone XIV dopo il recente intervento chirurgico.

Non è la prima volta che il presidente russo e il papa si sentono da quando Prevost è arrivato al soglio di Pietro. Una prima telefonata era arrivata il 4 giugno 2025, meno di un mese dopo l’elezione del pontefice. Anche in quell’occasione Leone XIV aveva chiesto a Putin di rendersi protagonista di «un gesto che favorisca la pace».

L’appello di Zelensky all’Ue

Intanto, al Consiglio europeo di Bruxelles, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto ai leader dei 27 stati di rafforzare il sostegno a Kiev, accelerando l’approvazione del ventiduesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca e garantendo nuove risorse per la difesa. «Se non ci fosse stata un’Unione europea risoluta, capace di prendere decisioni forti, Putin sarebbe già arrivato molto più lontano», ha detto il presidente ucraino, invitando l’Europa a non arretrare di fronte alle ultime scelte di Donald Trump.

Zelensky ha sollecitato sanzioni contro chi contribuisce alla produzione di missili, droni e sistemi di comunicazione russi, oltre che contro chi sostiene il sistema finanziario di Mosca. Ha poi avvertito che «la Russia non smetterà di rappresentare una minaccia», accusando Putin di voler costruire una società sul modello nordcoreano, in cui i bambini vengono educati alla guerra fin dalla più tenera età.

Il presidente ucraino ha rivendicato il contributo di Kiev alla sicurezza continentale: «È proprio la nostra forza ucraina, il nostro esercito e le nostre tecnologie a contribuire a garantire anche la sicurezza europea, la vostra sicurezza». Un ruolo che, secondo Zelensky, non trova ancora adeguato riconoscimento nei bilanci dell’Ue a partire dal 2028. Per il prossimo anno, ha quantificato in 155 miliardi di euro il costo della guerra e chiesto almeno 70 miliardi aggiuntivi agli alleati europei «per la difesa, gli armamenti e il rafforzamento della nostra resilienza». Risorse che permetterebbero anche di potenziare la produzione di droni: «Oggi potremmo raddoppiare o triplicare la produzione, a seconda della tipologia. Ma semplicemente non abbiamo i fondi necessari». Un aumento che, nelle intenzioni di Kiev, consentirebbe di esercitare sulla Russia «una pressione due o tre volte maggiore» rispetto a quella attuale.

Nel frattempo, sul campo, le forze russe hanno lanciato nuovi attacchi con droni Shahed, anche a reazione, nella regione occidentale della Volinia, al confine con la Polonia. A Lutsk è stata colpita un’altra azienda con investimenti stranieri, mentre a Kovel un incendio ha distrutto una decina di camion e semirimorchi.

I raid hanno danneggiato anche infrastrutture energetiche: secondo le autorità ucraine, circa 370mila utenze sono rimaste senza elettricità nella regione. Altri attacchi hanno colpito diverse città, tra cui Kharkiv, dove sono stati segnalati morti e feriti. Intanto, l’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev ha accusato Kiev di avere deteriorato i rapporti con Washington, sostenendo che le critiche ucraine a possibili accordi economici tra Russia e Stati Uniti abbiano avuto «conseguenze significative».

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