Ad ascoltare il papa ad Acerra, nella prima visita di un pontefice nella Terra dei fuochi, c’erano circa 15mila persone: «Per troppo tempo organizzazioni senza scrupoli hanno agito impunemente, serve un cambiamento di mentalità per risanare il pianeta». Dopo la preghiera in cattedrale, l’incontro con i genitori dei bambini morti per malattie legate all’inquinamento
«Sono venuto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone senza scrupoli che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente. Ma sono qui anche per ringraziare chi ha risposto al male con il bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia».
È iniziato così il discorso di papa Leone XIV nella cattedrale di Acerra, in provincia di Napoli, in occasione della sua visita pastorale del 23 maggio nella Terra dei fuochi. Al suo arrivo da Roma, Prevost è stato accolto dal sottosegretario Alfredo Mantovano e dal vescovo di Acerra Antonio Di Donna, oltre che dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Una terra da risanare
È la prima volta che la Terra dei fuochi accoglie un pontefice, dopo l’annullamento a causa del Covid della trasferta programmata nel 2020 da papa Francesco. «Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio. Il grido della creazione e dei poveri tra voi è stato avvertito più drammaticamente, a causa di un concentrato di oscuri interessi e indifferenza al bene comune che ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale», ha detto Leone.
«Sarà un vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa a edificare il bene che risanerà questa terra e l’intero pianeta. Tra le persone, le istituzioni, le organizzazioni pubbliche e private – ha aggiunto il papa – occorre consolidare il patto che già sta portando i suoi primi frutti sul piano educativo e sociale».
Bambini avvelenati
La visita di Prevost – che è tornato per la seconda volta in un mese in Campania, dopo la visita a Pompei e Napoli dell’8 maggio – si è articolata in due tappe. Prima la preghiera nella cattedrale di Acerra, poi l’incontro con le vittime dei danni ambientali di questa zona.
Il papa si è trattenuto a lungo con i genitori di diversi bambini e giovani morti per malattie legate all’inquinamento. In piazza Calipari erano presenti anche alcuni ragazzi ancora in cura per patologie oncologiche. Secondo le stime delle autorità, ad ascoltare il pontefice c’erano circa 15mila persone.
In cattedrale è intervenuto anche monsignor Di Donna, che ha ricordato la relazione tra inquinamento ambientale e l’insorgere di patologie tumorali: «Per diversi anni molti lo hanno negato, ma l’Istituto superiore di sanità ha riconosciuto che c’è un nesso di causalità tra l’inquinamento e l’alto tasso di mortalità infantile. Negli ultimi 30 anni, solo ad Acerra, sono morti circa 150 tra ragazzi e giovani».
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