Nel pomeriggio, tramite un blog, un gruppo di antagonisti ha espresso la propria adesione alle azioni di danneggiamento della linea ferroviaria di Bologna e Pesaro. Tuttavia, secondo fonti vicine all’indagine, non si tratterebbe di una rivendicazione
A due giorni dai danneggiamenti alla linea ferroviaria tra Emilia-Romagna e Marche, un gruppo anarchico ha rilasciato un comunicato in cui parla dell’attacco. Nel testo viene rivendicata la legittimità dell’azione, avvenuta su un modello simile del sabotaggio delle linee parigine durante l’inaugurazione dei giochi Olimpici del 2024. Il sabotaggio, avvenuto il 7 febbraio scorso, ha mandato in tilt la circolazione dei treni con disagi per migliaia di viaggiatori e ritardi di oltre due ore e mezza. Secondo alcune fonti vicine all’indagine, risulta a Domani, non si tratterebbe di una rivendicazione, ma un’adesione postuma dell’azione. Una differenza non secondaria: una rivendicazione è scritta dagli autori, l’adesione no, può farla chi si riconosce in quell’azione senza, tuttavia, spiegano le stesse fonti, averla compiuta.
Il comunicato degli anarchici
Nel loro comunicato - intitolato «Chi sabota è nemico dell’italia» e pubblicato su “sottobosko.noblogs” - gli anarchici aderiscono ai sabotaggi sulle linee ferroviarie di Bologna e Pesaro: «Queste Olimpiadi non potevano iniziare in maniera migliore. La mattina del 7 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale dei Giochi della Vergogna di Milano-Cortina 2026, ben tre sono state le linee ferroviarie sabotate e bloccate fino al pomeriggio. Intorno alle 6 sono stati piazzati due ordigni incendiari rudimentali accanto ai binari della linea ordinaria di Castel Maggiore, uno in direzione nord e uno in direzione sud.
L'obiettivo erano i cavi per il rilevamento della velocità: uno dei due ordigni, quello verso nord, si è azionato verso le 8 danneggiando i cavi, mentre il secondo, quello in direzione Ancona, è rimasto inesploso. Una cabina elettrica verso Pesaro, invece, ha preso fuoco interrompendo i treni da e verso le Marche».
Gli atti di sabotaggio dello scorso 7 febbraio vengono collegati nel comunicato per modalità a quelli avvenuti due anni fa in Francia in occasione delle Olimpiadi di Parigi: «Due anni fa, una serie di attacchi simili per modalità e contesto erano stati lanciati contro 5 diverse infrastrutture della rete LGV intorno a parigi, causando la cancellazione di un quarto dei treni ed enormi disagi dal 26 al 28 luglio, giorni di inaugurazione delle olimpiadi di parigi. Anche per via della militarizzazione completa della città, in quell'occasione le contestazioni dirette si erano limitate ad azioni di disobbedenza civile e non violente».
In quell’occasione, l’atto di rivendicazione metteva in luce l’ipocrisia con cui veniva sponsorizzata la manifestazione. Definita «una celebrazione del nazionalismo, una gigantesca messa in scena dell'assoggettamento dei popoli da parte degli Stati».
Poi il passaggio sull’ultimo decreto sicurezza voluto dalla maggioranza, sventolato come necessario soprattutto dopo gli scontri tra manifestanti e polizia durante il corteo di Torino per l’Askatasuna e quello di sabato a Milano contro le Olimpiadi invernali: «Nei mesi precedenti le olimpiadi di Parigi 2024 furono approvati due pacchetti di leggi, la "Loi sécurité globale" e la "Loi olympique", quest'ultima che autorizzava la sperimentazione di algoritmi per il riconoscimento facciale per tutta la durata delle Olimpiadi. Come in Francia, anche nella Penisola abbiamo visto promulgare il 5 febbraio di quest'anno, 2 giorni prima della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi, un nuovo pacchetto sicurezza che tra le altre cose consolida l'uso delle zone rosse come strumento di esclusione sociale, autorizza il trattenimento (già abitualmente praticato) per 12 ore da parte delle forze dell'ordine di individux "pericolosx" in concomitanza di manifestazioni pubbliche, introduce il carcere per l'elusione di un controllo di polizia e una pena pecuniaria fino a un massimo di 20mila euro per manifestazione non autorizzata (articolo 18 del TULPS, Regio decreto del 18 giugno 1931)».
Per questo il comunicato attacca frontalmente la linea sostenuta dall’esecutivo: «Dopo il corteo, Meloni e compagnia dichiarano in coro: "Chi manifesta contro le Olimpiadi è nemico dell’Italia". Che non ci si permetta assolutamente di mettere a critica lo spirito nazionalista, competitivo di questi "giochi" o il loro drenare quantità impressionanti di fondi pubblici mentre paesi interi crollano, in Sicilia, al passaggio di un uragano. D'altronde non c'è nulla di più importante al momento. Non c'è miglior strumento di distrazione per uno stato odierno. Non c'è maschera migliore, in Italia oggi come altrove in passato; solo un esempio sono le Olimpiadi di Berlino del 1936, in piena dittatura nazista».
«Pare chiaro – affermano gli anarchici - quando i pacchetti sicurezza diventano occasioni praticamente semestrali per stringere le reti della repressione e soffocarci qualunque dissenso, che il dissenso "pulito", esplicitamente rivendicato, portato avanti nella legalità, non possa più essere efficace. Così come inizia a non essere più ignorabile l'inefficacia delle modalità di scontro di piazza diretto portate avanti negli ultimi mesi e anni in tutto il territorio. Pare dunque necessario armarsi degli strumenti della clandestinità, della decentralizzazione del conflitto e la moltiplicazione dei suoi fronti, dell'autodifesa e del sabotaggio per sopravvivere ai tempi cui andiamo incontro. Per l'eradicazione di questo sistema di morte e sfruttamento, per la distruzione del controllo totalizzante che ci soffoca. Ingovernabili, non disobbedienti. Fuoco alle olimpiadi e a chi le produce. (A)»
Le indagini
Intanto anche la procura di Pesaro ha aperto un fascicolo. Le due procure, Pesaro e Bologna, si coordineranno. Nell’inchiesta coordinata dal procuratore Paolo Guido si procedere, oltre che per i reati di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti, anche per incendio doloso e danneggiamento aggravato. La digos e la polizia ferroviaria stanno ancora lavorando per risalire agli autori attraverso l’acquisizione delle videocamere.
I primi risultati potrebbero arrivare nelle prossime ore. Compresi quelli delle analisi sugli ordigni rinvenuti in stazione.
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