La premier condanna gli scontri avvenuti alla fine del corteo di Milano di sabato 7 febbraio e li mette in diretta relazione con il sabotaggio delle linee ferroviarie
La premier Giorgia Meloni condanna agli scontri tra manifestanti e polizia avvenuti alla fine del corteo a Milano, in protesta con le Olimpiadi e la presenza dell’Ice, e li mette in diretta connessione con il sabotaggio delle linee ferroviarie avvenuto sempre sabato 7 febbraio. Lo fa nella notte pubblicando un post su instagram con un video degli scontri.
«Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata».
Scrive la premier che continua: «Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani, che manifestano “contro le Olimpiadi”, facendo finire queste immagini sulle televisioni di mezzo mondo. Dopo che altri hanno tranciato i cavi della ferrovia per impedire ai treni di partire».
Il post si conclude la con la solidarietà «alle Forze dell’ordine, alla città di Milano, e a tutti coloro che vedranno il loro lavoro vanificato da queste bande di delinquenti».
Solidarietà a cui fa eco quella espressa, sempre sui social, dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana: «Esprimo la mia vicinanza e solidarietà alle Forze dell'Ordine che, ancora una volta, si ritrovano ad affrontare scontri e aggressioni da parte di alcuni manifestanti. Addirittura, contro le Olimpiadi di Milano-Cortina. Immagini che nessuno vorrebbe vedere, gesti violenti da condannare senza se e senza ma».
Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami chiama, invece, direttamente in causa Elly Schlein e Giuseppe Conte chiedendo che condannino quanto accaduto a Milano. «I soliti noti tornano con la loro violenza, devastando la città e aggredendo le Forze dell'Ordine. E questo mentre il mondo si complimenta con tutta Italia per lo spettacolo e l'organizzazione impeccabile di questi Giochi olimpici. È evidente il danno di immagine ma anche economico che si ripercuote sull'intera Nazione», ha dichiarato. Per poi chiosare: «Ma è necessario che tutte le forze politiche li isolino, senza ambiguità e distinguo. Per questo ci attendiamo che Elly Schlein e Giuseppe Conte condannino senza esitazioni queste violenze e quanto avvenuto a Milano. Lo ripetiamo: il tempo delle ambiguità è finito, o si sta con l'Italia o con i violenti».
Le ragioni del corteo
A promuovere il corteo di Milano contro le Olimpiadi «più insostenibili di sempre» è stato il Comitato Insostenibili Olimpiadi (Cio). I partecipanti sarebbero stati circa diecimila secondo gli organizzatori, tremila secondo le stime della questura. Alla manifestazione hanno aderito realtà diverse: dai centri sociali milanesi alle squadre di calcio popolare, dagli attivisti climatici di Extinction Rebellion e Ultima Generazione Milano alle femministe di Non una di meno, fino ai sindacati di base come la Cub locale e alle associazioni ambientaliste, tra cui Greenpeace.
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