«Se non c'è in questo caso la scriminante della legittima difesa, non so in quale altro caso possa esserci», ha detto l’avvocato dell’agente indagato per omicidio volontario. La vittima si era avvicinato con una pistola a salve tra le mani. Salvini cavalca il caso per spingere il nuovo pacchetto Sicurezza
È indagato per omicidio volontario il poliziotto che ha sparato e ucciso un giovane di 28 anni, nel quartiere di Rogoredo a Milano durante un’operazione antidroga. Nella notte il poliziotto è stato interrogato in Questura dal pm Giovanni Tarzia. Stando a quanto riferito nell'interrogatorio, l’agente ha raccontato che insieme a un collega avevano fermato un presunto spacciatore.
A quel punto, il 28enne, si scoprirà dopo con diversi precedenti alle spalle, si è sarebbe avvicinato ai due poliziotti e avrebbe estratto una pistola (che poi risulterà a salve) contro di loro. L’uomo a quel punto per una reazione «di paura e di difesa», si legge nel verbale dell’interrogatorio, ha sparato ferendolo a morte.
Ulteriori dettagli emergeranno dall’autopsia sul corpo della vittime e dagli accertamenti balistici per ricostruire la traiettoria dello sparo e la dinamica della vicenda.
Secondo la difesa, rappresentata da Pietro Porciani, sarà accertato che si è trattato di legittima difesa e cadrà la contestazione tecnica ipotizzata per svolgere le indagini.
«Se non c'è in questo caso la scriminante della legittima difesa, non so in quale altro caso possa esserci», ha detto l’avvocato.
Le reazioni politiche
Il caso ha già scatenato reazioni politiche. Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, si è subito schierato dalla parte dell’agente ancora prima di capire la dinamica dell’evento. «Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma», ha scritto sui suoi social Salvini, a cui si sono accodati alcuni parlamentari di Lega, FdI e Forza Italia.
Nella mattinata del 27 gennaio Salvini ha sponsorizzato il nuovo decreto sicurezza che introduce una norma affinché gli agenti non vengano indagati: «Durante un controllo antidroga nella periferia di Milano un nordafricano, irregolare e con vari precedenti, si avvicina puntando una pistola contro gli agenti (solo dopo si scoprirà che era a salve). Un poliziotto si difende, il balordo muore, l'agente viene indagato per omicidio volontario. Tutto sbagliato! Nel nuovo pacchetto sicurezza abbiamo previsto una norma che eviti che gli agenti vengano automaticamente indagati dopo essersi difesi. Io sto col poliziotto», ha scritto Salvini su X.
«Non ho motivo di presumere sulla legittimità o proporzionalità dell’intervento fatto, ma non diamo scudi immunitari a nessuno. Le autorità competenti adesso vaglieranno il caso. Chiedo solo di non fare presunzioni di colpevolezza», ha detto invece il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
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