La decisione del tribunale del Riesame a seguito dell’istanza presentata in precedenza. Nello stesso procedimento si indaga sul filone relativo all’opaca gestione dei fondi riservati dei servizi segreti
Il tribunale del Riesame di Roma ha accolto il ricorso presentato da Giuliano Tavaroli, tra gli indagati dell’inchiesta dei pm capitolini sulla cosiddetta Squadra fiore. Tradotto: è stato annullato il sequestro probatorio dei telefoni e altri device disposto precedentemente.
«Siamo molto soddisfatti – scrivono in una nota i legali di Tavaroli, Massimo Dinoia e Fabio Federico –. Non è ancora stata depositata la motivazione dell’ordinanza ma confidiamo che sia stata riconosciuta la totale assenza di indizi a suo carico come avevamo sostenuto. Non è ancora la chiusura tombale della vicenda, ma siamo certi che questo sia il primo passo verso l'archiviazione definitiva». Oltre a Tavaroli, avevano esercitato istanza di Riesame altri due indagati.
In un altro filone investigativo del procedimento, è iscritto l’ex numero due di Aisi e Dis, Giuseppe Del Deo, accusato di peculato. In questo caso la tesi accusatoria si basa sulla gestione opaca dei fondi riservati dei servizi segreti, appaltati a una serie di aziende “amiche”. Tra queste la Sind, riconducibile agli imprenditori Enrico Fincati e Nicola Franzoso, anche loro indagati per peculato, e al manager Carmine Saladino, ex proprietario di Maticmind, indagato anche per truffa.
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