Il ministro degli esteri nella sua informativa in Senato ha ribadito l’intenzione dell’Italia di costituirsi parte civile per quella che rappresenta «una ferita per tutto il paese». In mattinata condotta l’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti, la prima di queklle richieste dai pm capitolini. Dopo la conferma dell’arresto di Moretti, l’indagine della procura svizzera si allarga alle responsabilità del comune
«Continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e a garantire il nostro pieno supporto alle famiglie delle vittime». Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è tornato a parlare dell’incendio che la notte di capodanno ha ucciso 40 giovanissimi a Crans-Montana. Nel corso della sua informativa al Senato ha ricordato il doppio binario su cui si lavora in questi giorni: da un lato il lavoro incessante delle procure che indagano, dall’altro il supporto delle istituzioni alle famiglie colpite dalla tragedia.
E proprio dalle procure ci si attendono ora sviluppi. Nella mattinata di martedì a Roma è stata condotta la prima delle autopsie disposte dai pm capitolini, quella di Riccardo Minghetti. Dai primi risultati emerge come solo alcune lesioni sarebbero state causate dalle fiamme mentre la maggior parte sarebbero compatibili con un calpestamento della folla durante la fuga dal locale. Pur non potendo ancora affermare con certezza le cause del decesso, l’autopsia fornisce così ulteriori indizi su quanto sia accaduto la notte di capodanno all’interno del locale Le Constellation. Secondo le prime ipotesi, Riccardo Minghetti sarebbe morto per arresto cardiaco dovuto ad asfissia polmonare ma bisognerà attendere ancora qualche giorno per avere un quadro completo.
Intanto in Svizzera l’arresto di Jacques Moretti e della moglie Jessica, in carcere lui, ai domiciliari lei, non ha placato le polemiche intorno alla procura vallesana a cui è arrivata una richiesta formale per affidare le indagini a un procuratore esterno.
In Italia
Intervenuto in aula dopo il minuto di silenzio in ricordo delle vittime, il ministro Tajani ha ringraziato tutti gli attori coinvolti nei giorni successivi alla tragedia e sottolineato la capacità del nostro paese di «garantire cure tempestive ai feriti e supporto psicologico alle famiglie, dimostrando l'efficienza del nostro sistema di gestione delle emergenze». Un lavoro che non è ancora finito, ha ricordato, e che prosegue sia con le cure ai 14 italiani feriti sia nel supporto legale e psicologico alle famiglie.
Sul fronte medico nel pomeriggio di martedì Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia, ha sottolineato come la situazione resti delicata. «Per chi si trova in rianimazione le condizioni restano estremamente delicate. - ha detto - Due ragazzi in particolare ci preoccupano molto: le prossime 48 ore saranno decisive».
Sul versante giudiziario si attendono invece i risultati delle autopsie delle cinque vittime italiane. In mattinata al policlinico Gemelli di Roma sono stati eseguiti, come detto, gli esami medici legali sul corpo di Riccardo Minghetti, il sedicenne romano i cui funerali si erano svolti giovedì nella capitale. Sono attese per i prossimi giorni le autopsie anche delle altre quattro vittime per le quali la procura di Roma, ha dato mandato agli uffici territoriali di Milano, Genova e Bologna. Nel fascicolo aperto a piazzale Clodio, e al momento contro ignoti, si indaga per omicidio colposo, lesioni e disastro colposo. Nuovi sviluppi potrebbero arrivare nei prossimi giorni quando i magistrati romani invieranno una rogatoria ai colleghi svizzeri per chiedere la lista degli indagati, gli atti relativi agli interrogatori e l'attività istruttoria svolta in questi giorni.
E proprio sulle indagini condotte in Svizzera è tornato a chiedere fermezza Tajani, ribadendo l’intenzione del nostro paese di costituirsi parte civile per quella che rappresenta «una ferita inferta a tutto il Paese «Abbiamo chiesto e continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto. Anche alla luce dei comportamenti di negligenza che sono evidenti agli occhi di tutti».
Le indagini
E proprio sulle responsabilità del comune si starebbero concentrando in questi giorni le indagini della procura svizzera come ha dichiarato l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado, al termine di un incontro con la procuratrice generale Beatrice Pilloud. «vuole fare chiarezza, stabilire responsabilità, proporre pene - ha detto Cornado - stanno indagando anche sull’amministrazione comunale per capire responsabilità e omissioni».
Lunedì intanto è arrivata la convalida del fermo di Jacques Moretti da parte del giudice cha ha riconosciuto il rischio di fuga e confermato la detenzione preventiva per tre mesi. Nel confermare l’arresto, e i domiciliari per la moglie Jessica, il tribunale ha ribadito che si tratta di misure volte al corretto svolgimento delle indagini mentre prevale la presunzione di innocenza. Circostanze con cui si giustifica la «disponibilità a revocare la custodia cautelare a fronte di diverse misure richieste in via subordinata dal pubblico ministero, nel frattempo deve prevalere la privazione della libertà». Per la moglie per ora sono state disposte misure diverse: dovrà depositare i documenti di identità e presentarsi quotidianamente alla polizia.
Ma l’arresto dei Moretti non placa le critiche all’operato della procura. L’avvocato Miriam Mazou, che difende la famiglia di una giovane vittima svizzera, ha formalmente richiesto la nomina di un procuratore straordinario esterno al Cantone. Una possibilità formalmente prevista dalle leggi cantonali «in caso di impedimento o se sussiste un altro motivo importante» e a cui ora si appella la legale sostengo che questa indagine ricada nel secondo caso. Secondo Mazou, la necessità di un indagine imparziale e giusta, «vista la potata nazionale e internazionale di quanto accaduto, - ha dichiarato - non può che essere considerata come un fatto importante».
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