C’è il via libera dell’Aula della Camera alla stretta sulla sicurezza delle piscine. Con l’approvazione di maggioranza e opposizione di un emendamento presentato dalla Commissione cultura al decreto legge Sport.

Per la maggioranza di governo è la risposta concreta agli incidenti mortali delle ultime settimane e uno scudo preventivo per il futuro. E occupa lo spazio di una modifica di un testo incentrato soprattutto su disposizioni urgenti in materia di sport, svolgimento di grandi eventi e documento di identità.

Il provvedimento prevede che i sistemi di ricircolo per la depurazione e le prese di aspirazione delle acque, dai bocchettoni alle griglie di fondo, delle piscine pubbliche, private aperte al pubblico e a uso collettivo dovranno garantire standard tali da impedire l’effetto ventosa. Pena la chiusura immediata dell’impianto fino alla messa a norma.

Una norma che, tutt’altro che risolutiva in materia di sicurezza e prevenzione, pare monca perché non snocciola nessun altro dettaglio sui rischi e la sicurezza dei bagnanti e soprattutto dei minori.

Nessuno accenno per esempio sulle barriere protettive o sull’obbligo di accompagnamento dei bambini da parte di adulti.

Solo due righe scarne per dire che «Restano fermi gli ulteriori obblighi e responsabilità previsti dalla normativa vigente in materia di sicurezza, gestione e manutenzione delle piscine e degli impianti notatori». Una frase che suona di burocratese e che sa di guscio vuoto. Considerando che non c’è una legge statale le sulle piscine a cui fare riferimento. Ma solo una normativa frammentata in capo alle singole Regioni.

La legge quadro per la salute e la sicurezza nelle piscine (A.C. 2576), approvato in Consiglio dei Ministri, è invece ancora ferma in Commissione Affari Sociali della Camera. E il 22 luglio, il giorno prima dell’approvazione all’emendamento al dl Sport, il presidente della Commissione, Ugo Cappellacci, aveva detto all’Ansa: «Già domani potrebbe concludersi l'esame delle proposte di modifica al testo, se il Mef termina l’istruttoria sugli ultimi emendamenti. Siamo comunque fiduciosi che possa concludersi rapidamente per arrivare in Aula in pochi giorni, per poi passare all’approvazione definitiva in Senato».

Ma evidentemente la maggioranza ha voluto a suon di trombe fare una mossa di propaganda elettorale e raffazzonare in un emendamento spot e non risolutivo misure che dovrebbero ridurre invece significativamente il rischio vita, soprattutto dei minori.

Contattato da Domani, Marco Gigante, direttore della Società nazionale di salvamento – Roma, ha detto che l’emendamento al decreto-legge Sport «introduce un livello di sicurezza un po’ più alto rispetto a prima, ma non risolutivo al cento per cento. Ci sono tanti altri microaspetti che non vengono analizzati. Manca per esempio l’obbligo di costruzione delle barriere o recinzioni per bambini e il loro accompagnamento in piscina da parte di un adulto. È un inizio, e sarà nostro onere, se saremo invitati alle audizioni, far sì che venga alzato il livello di sicurezza.»

La legge quadro sulle piscine in discussione in Parlamento, che dovrebbe diventare la legge statale di riferimento, non si preannuncia, neanch’essa, risolutiva. Il provvedimento prevede sì, tra le altre cose, che, «al fine di garantire condizioni di igiene e di sicurezza nonché di prevenire gli incidenti domestici e i rischi di annegamento, le piscine domestiche» devono essere dotate di almeno uno dei seguenti dispositivi di protezione: la barriera o copertura di protezione invalicabile o la copertura di sicurezza portante. E stabilisce sì che tali dotazioni sono realizzate in modo tale da prevenire l’accesso dei minori di età in assenza di sorveglianza. Ma questo sembra non valere per le piscine pubbliche, che non sono incluse nei commi sulle dotazioni di sicurezza, in cui si fa esplicito riferimento solo agli impianti domestici.

«Noi di Salvamento, aggiunge Marco Gigante, stiamo constatando che anche nelle strutture pubbliche c’è una mancanza di controllo e di attenzione, e di regolamenti per cui i bambini devono necessariamente essere accompagnati dagli adulti. I bambini devono essere necessariamente accompagnati. E poi devono esserci le coperture sulle piscine, le piscine non possono essere lasciate incustodite. I controlli non ci sono né nelle piscine condominiali né in quelle pubbliche. E così anche nella legge quadro in discussione in Parlamento, ci sono delle carenze. Bisogna innalzare il livello sicurezza e prevedere le recinzioni anche nelle piscine pubbliche non solo in quelle domestiche. E sarà nostro onere alzare il livello di attenzione anche negli impianti pubblici». E quindi si spera che si ascolteranno costruttivamente le audizioni.

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