«C’è stata una richiesta dell’Uspev (Ufficio per la sicurezza personale e per la vigilanza) e una disposizione del Comando generale della Guardia di Finanza: il ministro Carlo Nordio e la capa di gabinetto Giusi Bartolozzi avrebbero dovuto spostarsi a Capri utilizzando la motovedetta di Stato per partecipare al convegno sulla Giustizia del 3 ottobre scorso». Inizia così la risposta della sottosegretaria ai Rapporti col Parlamento Matilde Siracusano all’interpellanza del deputato di Avs Angelo Bonelli sullo spostamento “atipico” della zarina di via Arenula rivelato da Domani. 

Un fatto su cui la procura di Napoli – ha scritto Repubblica – ha già aperto un fascicolo. E sui lo stesso Bonelli ha depositato un esposto in procura a Roma per peculato e un altro alla Corte dei Conti per danno erariale. 

La sottosegretaria Siracusano riferisce che non c’è stata da parte di Bartolozzi alcuna «abnormità di condotta». «Il ministro Nordio – continua Siracusano – quel giorno veniva trattenuto a Roma per contingenti esigenze di sicurezza pubblica nazionale e così come da programma Bartolozzi, sotto misura tutoria, usava la motovedetta della Guardia di Finanza. La presenza del congiunto, il marito Gaetano Armao, è lecita in base a un direttiva dell’Ucis del 16 novembre del 2013 e a un parere dell’Avvocatura di Stato del 2023 che lo permette in via eccezionale». Siracusano enumera, inoltre, una serie di leggi, decreti e dispositivi che avallerebbero la “condotta” della capa di gabinetto e il suo utilizzo del mezzo della Gdf. «È stata fatta una valutazione di sicurezza – dice –  va precisato che il destinatario di misure predisposte a tutela dell’incolumità personale non può rifiutarle. La specifica questione va inquadrata non nell’ambito di prerogative di natura personale ma nell’alveo del sistema della tutela della sicurezza della persona». 

Bonelli, tuttavia, non ci sta e si dice «insoddisfatto della risposta». «Una risposta – dice il deputato – imbarazzante. Bartolozzi è sotto tutela? Perchè, allora, i numerosi magistrati partecipanti allo stesso evento a Capri del 3 ottobre scorso hanno preso il traghetto insieme al viceministro Francesco Paolo Sisto? Si tratta di magistrati sotto scorta e che rischiano la vita quotidianamente». 

Per l’esponente di Avs «tutte le norme citate da Siracusano non danno alcuna copertura a Bartolozzi. E la prova sta nel fatto che per il viaggio di ritorno la Guardia di Finanza si è rifiutata di accompagnarla a casa». «Approfondiremo la vicenda», conclude Bonelli. Un altro guaio, dunque, che si aggiunge alla grana giudiziaria della “ministra ombra” che è indagata dai pubblici ministeri di Piazzale Clodio per false dichiarazioni nell’ambito del caso Almasri. Sempre nell’ambito del caso Almasri, la Corte d’appello di Roma ha emesso un'ordinanza di remissione alla Corte Costituzionale in merito alla legittimità costituzionale della normativa che disciplina l'adeguamento dell'ordinamento italiano allo statuto di Roma, istitutivo della Corte Penale Internazionale.
L'ordinanza si riferisce alla parte della normativa che prevede che il procuratore generale debba attendere il parere del ministro della Giustizia prima di dare seguito alla Corte Penale internazionale.
Tradotto: la Corte d’Appello chiede alla Consulta se invece non sia più corretto che l'interlocuzione tra la Corte Penale e la procura avvenga senza l'intermediazione del ministro, quindi del Governo.

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