L'Unione camere penali italiane ha svolto a Brescia il suo congresso straordinario il 30 e 31 ottobre, che ha avuto al centro il tema dell'intelligenza artificiale, ma con in controluce il fallimento della battaglia per la separazione delle carriere con il referendum costituzionale. Il presidente Francesco Petrelli ha detto che «siamo tutti consapevoli di questo speciale contesto e della particolare condizione emotiva che ci attraversa e sarebbe un'ingenuità o peggio una ipocrisia non ricondurre la diffusa esigenza di confronto che ne deriva all'esito dell'esperienza referendaria e alla sconfitta subita. Una comunità politica matura, quale è divenuta negli anni l'Unione, non ha certo timore di confrontarsi con la complessità del momento, di guardare al suo interno e di riflettere anche sulle sue eventuali debolezze, sui suoi errori e sulle sue sconfitte».
Petrelli ha sottolineato il ruolo e la forza di rappresentanza espresse dall'Ucpi durante la campagna referendaria e ha aggiunto che «è bene dirci subito che l'idea politica della separazione delle carriere, in ogni sua declinazione ordinamentale e processuale, costituisce un principio razionale autosufficiente del giusto processo e che, per questa stessa ragione, se anche si decidesse di accantonarlo o di svalutarlo, esso si ripresenterebbe con forza come obbiettivo ineludibile della nostra azione politica».

In sintesi, «la separazione delle carriere resta un obbiettivo necessario, inequivoco ed ineludibile dell'azione politica dell'Unione delle Camere Penali, in quanto consustanziale alla concreta realizzazione del giusto ed equo processo penale». Anche se ora le condizioni politiche per il rilancio sono complicate, «sbagliamo anche a pensare che ci sia solo da attendere che si ripropongano condizioni favorevoli come se non fosse nella nostra disponibilità la costruzione di quelle condizioni. Operazione difficile e di non breve momento, ma non più durevole e difficile di quelle già intraprese in passato. Questo Congresso straordinario è già l'inizio di una nuova sfida».

gli stati generali dei garantisti

In una ideale ripresa del tema del congresso straordinario dell'Ucpi, proprio nella settimana a seguire, si sono svolti gli Stati generali dei garantisti, organizzati da Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, e da Gian Domenico Caiazza, presidente dell'Osservatorio Giustizia Liberale della Fondazione Einaudi. Il punto focale dell'evento, che si è svolto il 6 novembre, è quello di portare avanti la separazione delle carriere.

Caiazza, che è stato presidente del comitato per il sì alla riforma della giustizia, ha detto durante la presentazione dell'evento che "rilanciamo la battaglia sulla separazione delle carriere che è la regola in tutte le democrazie contemporanee. Il risultato del referendum preclude alcune soluzioni, ma ci mettiamo al lavoro per farlo senza modificare la Costituzione, che peraltro era stato uno degli argomenti forti di alcuni oppositori alla riforma costituzionale".
In altre parole, come confermato da Costa, Forza Italia ripresenterà la proposta di legge di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere, promossa dall'Unione delle Camere Penali, già depositata in Parlamento e sottoscritta da oltre 70 mila cittadini.

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