È importante che le istituzioni diano il buon esempio. Che il presidente della Repubblica mantenga sempre la lucidità, che il governo si occupi dell’interesse di tutti, anche di chi non lo ha votato, e che il sindaco di un comune nel mezzo di un ciclone si precipiti a filmare gli effetti della calamità per testimoniare tutto in una diretta su Facebook.

Forse Cateno De Luca, detto anche “Scateno”, politico di professione da anni impegnato in una peculiare idea di risollevamento autonomista delle sorti siciliane, ora sindaco di Taormina, ha sbagliato mestiere. La sua vocazione per lo spettacolo, per chi ha già avuto modo di conoscere il personaggio, è cosa nota; per chi invece non ne avesse mai intercettato la verve istrionica, si tratta della stessa persona che durante il Covid fece girare per Messina dei droni con la sua voce per controllare che i cittadini rispettassero le regole e che ha tentato di bloccare il porto della città per quei corregionali che volevano rientrare prima del lockdown, salvo poi protestare contro Green Pass e dubitare dei vaccini.

Un uomo che contiene moltitudini, soprattutto di partiti e movimenti vari.

Lungomare

L’ultima impresa scatenata è stata quella contro il ciclone Harry, un regalo gentilmente offerto del cambiamento climatico che da qualche giorno flagella le coste di Sicilia orientale, Calabria e Sardegna. Accompagnato da un altro sindaco, Danilo Lo Giudice (primo cittadino di Santa Teresa di Riva), De Luca si è immolato per la causa del voyeurismo digitale filmando gli effetti delle onde, fino a farsi travolgere da un prevedibile destino nel grigio lungomare di gennaio.

Era fondamentale, infatti, infrangere tutti gli avvertimenti dell’allerta rossa per regalare al pubblico votante questo prezioso contributo cinematografico, che possa essere il primo tassello per l’emulazione di un vecchio trend. Il buon esempio, appunto.

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