«Io non ti ho fatto nessuna domanda, Maria Grazia». È il 31 dicembre del 1991 ed Enrica Bonaccorti non sa che sta per fare ciò che qualsiasi presentatore sogna: scrivere una memorabile pagina di televisione.

Scriverla, nonostante quel frammento abbia fatto storia proprio perché nessuno lo aveva previsto né scritto, appunto. Non è la Rai, il programma di Gianni Boncompagni e Irene Ghergo, breve ma intenso esperimento di avanguardia Fininvest che anticipa di trent’anni l’esercito di giovanissime ballerine della porta accanto su TikTok, era infatti la prima striscia quotidiana di Canale 5 ad andare in onda con la diretta, da quei famosi studi del Palatino spesso e volentieri presidiati da fan adoranti in cerca delle loro beniamine Ambra, Antonella, Alessia e le tante altre.

«Adesso tu mi devi dire come sai la risposta», Bonaccorti incalza con sguardo severo l’ascoltatrice che, durante il cruciverbone, ha anticipato la parola mancante, “eternit”. Maria Grazia da Bassano, che fino a quel momento non ne ha sbagliata una, fa calare il gelo. «Toglitemi tutte le musiche di suspance perché io qui voglio una mitragliatrice», prosegue la conduttrice con comprensibile indignazione.

Un moto di sincera onestà verso il pubblico che, a quanto pare, non fu troppo gradito dai piani alti della rete, ma che invece divenne un cavallo di battaglia, un tormentone, un meme, come avremmo detto un paio di decenni dopo, una scheggia mediatica che continua a navigare impazzita anche tra le pareti molto più larghe e sconfinate di internet.

Si potrebbe obiettare che Bonaccorti non è stata solo questo e che ricordare con una truffa la persona che, tra le altre cose, ha scritto La lontananza di Modugno, è riduttivo.

Giusto, ma chi ama il tubo catodico sa che non c’è consacrazione migliore di un momento come quello, l’equivalente televisivo di una statua a imperitura memoria.

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