La divulgazione storica, quando è scorrevole, generosa e rassicurante come una voce narrante ben educata, viene premiata dai lettori. Angela e Cazzullo condividono la stessa fede laica nella Storia e la medesima vocazione missionaria: renderla accessibile, familiare, quasi domestica
Prima classifica dell’anno. Continua la corsa a due tra libri che si inseguono e si sorpassano come velocisti, senza doping, ma con ottime spalle mediatiche. A questo tornante Giulio Cesare di Alberto Angela (Mondadori) supera di un paio di lunghezze Francesco di Aldo Cazzullo (HarperCollins). Nulla di definitivo: più che una fuga è una lunga volata controllata. Si badi, non due romanzi, ma due libri rubricati nella saggistica in testa alla classifica post natalizia.
La divulgazione storica, quando è scorrevole, generosa e rassicurante come una voce narrante ben educata, viene premiata dai lettori. Angela e Cazzullo condividono la stessa fede laica nella Storia e la medesima vocazione missionaria: renderla accessibile, familiare, quasi domestica. Grandi figure del passato, linguaggio contemporaneo e narrativo, impaginazione amichevole e – dettaglio non secondario – una massiccia promozione televisiva.
È anche così che si spiega l’improvviso interesse simultaneo per Cesare e Francesco, due maschi, uno alfa, l’altro santo, del canone occidentale, diversissimi, divisi da quasi tredici secoli, ma perfettamente complementari. Sarebbe interessante conoscere il dato che non abbiamo: quanti lettori li leggono entrambi, e in quale ordine. Prima il condottiero o prima il santo?
Il 2026 segna l’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi. Un anniversario che non è solo liturgico ma simbolico, mediatico, identitario, narrativo. Torna il 4 ottobre come festa nazionale, celebrazioni ad Assisi e in tutta Italia, per un santo che da otto secoli non smette di essere citato, invocato, semplificato.
Nel caso del De Bello Gallico pesa invece la reminiscenza scolastica: Cesare al liceo, la versione, l’ablativo assoluto come trauma fondativo. Ma ciò che conta, più che il contenuto, è l’efficacia comunicativa dei due divulgatori: il loro modo di stare nel mondo (sui palchi, in tv) prima ancora che nei libri. Il libro di Angela è già stato venduto in Spagna, Germania, Polonia, Russia, Portogallo.
Cesare
È il 58 a.C. La Gallia è lontana, bellicosa, indomita, e ha già fatto male a Roma. Ma è anche ricca, fertile, promettente. Cesare la vuole: per Roma, certo, ma anche per sé. E per conquistarla accetta tutto: marce nella neve, battaglie sanguinose, intrighi e tradimenti, ponti da inventare, flotte da costruire dal nulla, foreste stregate e santuari con scheletri decapitati.
Un’epopea che Angela racconta come un viaggio di Ulisse: avventuroso e pieno di meraviglie. Ma anche un viaggio interiore accanto a un uomo implacabile e geniale, carismatico e instancabile, non privo di dubbi e paure. Violento e pensoso, stratega e scrittore, amante seriale e padre, marito e vedovo, eterosessuale e bisessuale: un personaggio post moderno ancor prima della modernità.
Sul fondo scorrono le comparse di lusso: Cicerone e Catullo, Cleopatra e Marco Antonio, Crasso e Pompeo, Calpurnia e Giulia. Un cast che oggi farebbe impazzire Netflix.
Francesco
«Di uomini così ne nasce uno ogni mille anni». Comincia così Francesco. Il primo italiano di Aldo Cazzullo. Dopo la Bibbia, un altro grande racconto fondativo, letto con gli occhi del presente. Francesco è il primo italiano perché contribuisce a inventare l’Italia: con il Cantico delle Creature, con il viaggio continuo nella penisola, con il presepe, con una visione del mondo che mescola spiritualità, poesia e buon umore.
Cazzullo racconta la giovinezza cavalleresca, la rottura col padre, la spoliazione, l’incontro con il Papa e il grande enigma delle stimmate. Miracolo? Imbroglio? Costruzione ecclesiastica? Lavorando sulle fonti medievali – da Tommaso da Celano a Le Goff e Frugoni – il libro diventa anche una storia del francescanesimo e dei suoi eredi: Antonio, Giotto, Dante, Colombo, padre Pio, fino al primo Papa che ha osato chiamarsi Francesco.
Best seller
Il resto della classifica è una guerra di posizione tra thriller nostrani e bestseller globali: Dan Brown, Ken Follett, Carrisi, Manzini. Quattro star che non fondano civiltà né ordini religiosi, ma tengono in piedi l’industria editoriale. Che, alla fine, è l’unico vero impero che non cade mai.
© Riproduzione riservata


