Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe danneggiare anche gli allevatori americani senza portare benefici reali ai consumatori
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Donald Trump è riuscito a fregare l’Unione Europea come farebbe un salumiere disonesto che affetta più di quanto richiesto dal cliente per poi dire “che faccio, lascio?” mentre ha già il dito sul registratore di cassa pronto a battere lo scontrino, sempre che lo batta. E lo ha fatto con l’aiuto del presidente argentino neoliberista Javier Milei.
I due hanno siglato un accordo, in poco più di tre mesi, che regolamenta l’export verso l’Argentina di prodotti alimentari come la mozzarella e il roquefort made in Usa mettendo a rischio le produzioni europee. Eppure quella che sembra una vittoria commerciale per Trump potrebbe trasformarsi in un boomerang in vista delle prossime elezioni di metà mandato.
La geopolitica è anche una questione di salumi e formaggi, perché l’intesa tra Washington e Buenos Aires, che dà una spallata all’Europa, stabilisce come l’Argentina permetterà l’ingresso nel proprio mercato a 39 denominazioni di formaggi e dieci di salumi, prodotti negli Usa, anche quando corrispondono a specialità europee. Alcuni dei nomi indicati dall'accordo sono Fontina, Gorgonzola, Asiago, Feta, Camembert, Pecorino, Mortadella e Prosciutto.
Sfida al Mercosur
Il trattato tra i due paesi del continente americano entra in pieno conflitto con il piano dell’Unione Europea per tutelare i suoi prodotti tipici verso il Mercosur, l’unione economica composta da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Le ricadute economiche per il vecchio continente potrebbero essere devastanti.
Gli Stati Uniti d’America infatti sono i leader globali nella produzione di alimenti european sounding, ovvero prodotti che richiamano nomi, immagini o simboli di paesi europei pur non avendo alcun legame con i territori d'origine. Il solo mercato dell’italian sounding vale, secondo Ambrosetti, almeno 63 miliardi di euro, per Coldiretti addirittura 120.
A onor del vero va detto che l’accordo tra Ue e Mercosur, che dovrebbe tutelare 347 Indicazioni Geografiche europee, è stato portato avanti con grande lentezza visto che i dialoghi proseguono da più di 25 anni.
L’accordo Ue-Mercosur non è ancora entrato in vigore nonostante la firma ufficiale della presidente della Commissione Ursula von der Leyen avvenuta all'inizio del 2026. Il parlamento europeo ha rinviato il testo del trattato alla Corte di Giustizia dell'Ue per una revisione legale. Questo ulteriore passaggio potrebbe far slittare l'approvazione finale fino a due anni.
Il terzo gode
Mentre i paesi del Sud America trattavano con l'Europa, Trump e Milei hanno visto un’opportunità e si sono accordati per far arrivare sugli scaffali dei supermercati argentini formaggi e salumi come il Parmesan o la Feta made in Usa, con tanto di bandierina italiana e greca sulla confezione, vicino al Parmigiano Reggiano o alla Feta prodotta nell’Epiro. Il tutto senza distinzione e senza che nessuno possa avviare un’azione legale per concorrenza sleale.
L’accordo, in pratica, permette ai produttori americani di sfruttare il marketing, i loghi e la reputazione del made in Italy o del made in France senza doversene accollare i costi e i vincoli che gli europei devono rispettare.
Il presidente argentino, che ha condotto la campagna elettorale brandendo una motosega come simbolo dei tagli alla pubblica amministrazione, ha anche promesso di eliminare dazi che arrivano fino al 28 per cento verso per i produttori americani e ha stabilito una quota agevolata di mille tonnellate per i formaggi made in Usa.
La contropartita che Trump ha garantito al collega sudamericano è quella di incrementare fino a cinque volte l’importazione di carne prodotta in Argentina e questo aspetto in particolare potrebbe costare caro al presidente americano in vista delle prossime elezioni per rinnovare il congresso. L’arrivo della carne argentina nelle macellerie statunitensi ha mandato su tutte le furie i produttori americani che lo avevano votato e che ora potrebbero voltargli le spalle.
Buck Wehrbein, presidente della National Cattlemen’s Beef Association, ha definito l’accordo fuorviante, sostenendo che danneggerà gli allevatori americani senza portare benefici reali ai consumatori sempre più in difficoltà per via dell’inflazione.
Il Financial Times ha definito la mossa di Donald Trump come un "sorpasso a destra" ai danni dell'Unione europea e del made in Italy alimentare. Un'operazione in pieno stile dottrina Donroe che considera il continente americano come il campo d’azione a uso esclusivo degli Stati Uniti. L’Europa, per dirla con le parole di Mario Draghi, è davvero sola, anche a tavola.
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