Louis Theroux espone gli idoli degli incel, che mostrano una vita di facciata piena di donne disponibili, macchine veloci e sospensioni per quello che sono. Degli ex ragazzini che sfruttano le loro views per vendere prodotti ambigui e sono terrorizzati dalle loro madri e fidanzate
Dei poveretti. È difficile non provare pietà per le esistenze francamente tristi degli influencer della manosfera interpellati da Louis Theroux nel suo nuovo documentario che si può guardare su Netflix da qualche giorno. In Inside the Manosphere il documentarista prova a passare del tempo con alcuni dei content creator più estremi del mondo delle piattaforme che offrono a tanti ragazzi il materiale ideologico che – se consumato in maniera eccessiva – può trasformarli in Incel (involuntary celibates). Ma anche in casi con conseguenze meno estreme (capita che gli Incel vivano o addirittura mettano in pratica fantasie violente nei confronti delle donne che, a dir loro, li disprezzano) i contenuti proposti continuano a fare comunque schifo. C’è da specificare che i creator che compaiono nel documentario non sono loro stessi Incel, ma idoli della comunità che puntano proprio sui presunti oggetti del desiderio degli uomini che stanno avendo difficoltà nelle loro vite: donne a disposizione, ricchezza, una vita cool.
Il punto di partenza è sempre lo stesso: energia “mascolina”, soldi, sesso, virilità, macchine e sospensioni. A questo nocciolo duro di machismo “tradizionale” si aggiunge un pericoloso sottotesto moraleggiante, che consente alle star della manosfera di fare dirette con le star in bikini di Onlyfans per guadagnare views e contemporaneamente accusarle di tenere comportamenti sconvenienti. «Cosa dicono i tuoi genitori?» chiede HSTikkyTokky a una creator. «Sanno cosa faccio e ne vanno fieri». Lui le parla sopra, l’accusa di essere una «stupid blonde». I suoi contenuti vertono sul fitness, ma raccomanda anche i profili di alcune content creator Onlyfans via Telegram, dove ci sono meno restrizioni per quanto riguarda i contenuti a sfondo sessuale rispetto a Tiktok o Instagram. Ottenere una percentuale dalle creator è una delle sue fonti di denaro, anche se – come tanti influencer della manosfera – consiglia anche occasioni di investimento e app che dovrebbero gestire il risparmio allocato in borsa. Theroux fa un esperimento investendo cinquecento dollari su una piattaforma raccomandata, ma li perderà quasi tutti.
Harem e altri guai
Altro tema, il successo economico. Justin Waller si mostra come self-made man: «Buttami nudo in una qualsiasi città americana e mi trovi a piazzare acciaio nel giro di sei settimane» dice tronfio l’imprenditore siderurgico del sud della Louisiana. Si vanta della sua amicizia con Barron Trump che dimostra con una fotografia di sé stesso (in cui indossa una camicia molto stretta con molti bottoni purtroppo inutilizzati) in compagnia del figlio del presidente americano. La sua famiglia in un primo momento resta fuori dal documentario «perché ogni uomo la proteggerebbe». Poi conosceremo sua moglie Kristen, felice della sua «one-way monogamous relationship». Tradotto, una relazione aperta, ma solo dal lato di Waller.
L’ossessione di avere diverse relazioni mentre la moglie resta a casa ad aspettare sembra essere centrale nella lista delle priorità dei manfluencer. È un obiettivo importante anche per Myron Gaines, conduttore di Fresh&Fit podcast. «Ho bisogno che i ragazzi pensino di essere i dittatori all’interno della relazione» racconta, per spiegare le basi della sua dottrina. Ma non è misogino (almeno secondo lui): «Un misogino odia le donne, io le amo. Anzi, le capisco. Per questo so cos’è meglio per loro. Perché le donne vogliono qualcuno che le domini». Theroux gli chiede se attualmente frequenta altre donne oltre alla sua compagna Angie: «Vorrei avere diverse mogli in futuro, ma attualmente sto costruendo la mia vita». Proprio in quel momento Angie entra in scena: accanto a Gaines, lui con il loro barboncino in braccio, spiega: «Ha detto di voler avere più mogli in passato. Magari ne parliamo quando succederà». E l’influencer: «Ma poi chissà, magari cambio idea e voglio stare con una sola». Spoiler: non succederà, né ne parleranno, perché a fine documentario Theroux informa che Angie ha mollato Gaines. (Daje Angie).
Not all women
Gli uomini che Theroux passa in rassegna sono tanto ridicoli quanto si mettono in tiro di fronte a un microfono o una telecamera. HSTikkyTokky insulta come «gay» il documentarista perché il suo punteggio al Punchball di Miami è troppo basso, il complottista Sneako ci insegna come l’Islam a cui si è convertito vieti l’esposizione di corpi femminili nudi che “settano” gli uomini ingabbiati nel sistema, Ed Matthews si bulla degli “sting”, le esposizioni in pubblico di presunti pedofili che sono il suo core business sui social network.
Contemporaneamente, come Gaines non soffre visibilmente il fatto che la sua compagna dica la sua sui suoi programmi di eventuali futuri Harem, HSTikkyTokky ha una fifa matta di sua mamma: nei primi minuti del documentario confessa candidamente che se avesse detto davanti a lei quello che ha appena spiegato a Theroux – che se avesse un figlio gay lo disconoscerebbe – sua madre gli avrebbe dato un ceffone. La signora compare in uno degli incontri successivi e cerca di proteggere il figliolo e le sue tesi bislacche ma senza crederci fino in fondo, peccato in un’altra parte della diretta web del manfluencer si veda come sua altezza HSTikkyTokky viene rimproverato dalla mamma per aver sporcato per terra (e poi per aver usato l’asciugamano sbagliato per pulire).
La cosa davvero preoccupante sono le frotte di ragazzini che inseguono i creator per strada per strappare un selfie. Spesso in età da scuola media, i follower li adorano e assorbono i loro insegnamenti. E, magari, buttano pure qualche soldo nei programmi d’investimento da uomini veri. Theroux riesce a parlare con due fan più grandi, sulla venticinquina: uomini adulti che spiegano orgogliosi come Waller gli abbia insegnato a non mollare mai e a costruire il proprio valore (secondo le tavole della legge della manosfera, le donne, a differenza degli uomini, sono nate con un valore pari alla loro bellezza). Non credono nella depressione e devono diventare uomini «fantastici» per migliorare la propria vita e quella dei propri cari.
Insomma, la manosfera è «una speranza per chi vive delle difficoltà», per dirla con le parole del documentarista. «Combinata con una grandissima sfiducia nella realtà: l’idea di una “Matrix” (come quella del film, ndr) disegnata di proposito per far fallire gli uomini». Eppure, là fuori, una volta c’era un piccolo Sneako – quello anti-vaccinista, contrario al voto delle donne e super Maga che chiede che le femmine tornino in cucina – che in uno dei suoi primi video online spiega che voleva fare il medico, perché era quello che i suoi nonni filippini avrebbero voluto per lui. E anche un piccolo Matthews che a undici anni raccontava al suo pubblico di Youtube che di lì a poco avrebbe fatto coniglietti di marshmallow. Il documentario li mostra, l’immagine stride con gli uomini adulti e insicuri che segue per il resto del video. Chissà che fine hanno fatto.
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