Alcuni tratti del vissuto ci accomunano e, proprio perché ovvi all’apparenza, difficilmente si trasformano in materia narrativa: abitudini, automatismi, minimi rituali inconsapevoli. È la prospettiva dei Pezzettini di Michela Rossi Sonno: un invito a sospendere le aspettative, a rinunciare a cercare significati prestabiliti, a lasciare che anche i più banali frammenti di realtà mettano in crisi lo sguardo.

Pezzettini è l’ultima striscia (pubblicata a puntate su questo giornale) di Sonno, autrice la cui opera, riconosciuta da diversi premi di settore, spazia tra formule estetiche variamente individuabili nel fumetto: graphic novel, storie brevi, vignette svolte in collaborazione con una moltitudine di riviste, istituzioni culturali e case editrici. La striscia, ormai stabile sul quotidiano sarà presentata in mostra presso Studio Mira lungo la sesta edizione del festival Pigneto in Love a Roma, organizzato da Utol Ceramica durante San Valentino.

Il festival 

La rassegna coinvolge 28 realtà del quartiere Pigneto in una proposta culturale diffusa, gratuita e aperta, che intreccia arte e artigianato come forme di relazione. Illustrazione, fumetto, pittura, fotografia, poesia, editoria indipendente, ceramica, design, street art, performance e musica si intrecciano in un programma all’insegna della contaminazione culturale: tra spazi, linguaggi, progetti emergenti e realtà consolidate.

Ogni spazio ospita artisti o collettivi esterni al proprio progetto e gode di piena libertà curatoriale, purché l’intervento si misuri con il tema dell’amore, in tutte le possibili declinazioni. Quella praticata da Pigneto in Love è diretta e concreta, impostata sulla condivisione di passioni, saperi e reti costruite nel tempo. Un modo di fare cultura che porta il pubblico nella vita quotidiana del quartiere.

Un’idea di normalità 

La visione di Sonno si colloca proprio dentro questi frammenti di quotidiano: scelte, parole, ragionamenti apparentemente insignificanti che raramente trovano spazio di approfondimento. A metà tra la tradizione della vignetta e il fumetto pensato per i social, le sue strisce puntano sulla sintesi e sulla mimesi, efficace perché verosimile, dei piccoli passaggi cerebrali che accompagnano i gesti dei personaggi. In quelle situazioni minime riconosciamo noi stessi, le nostre idiosincrasie, le piccole nevrosi che affollano la vita di tutti i giorni. Ciò che appare assurdo quando riguarda gli altri, osservato da vicino rivela tutta la fragilità dell’idea stessa di normalità.

Sonno interroga questa apparente normalità, scomponendola attraverso uno humour cerebrale e misurato, fatto di brevi scambi, guizzi, bizzarrie e ragionamenti ombelicali che si aprono a una dimensione più ampia: è anche così che possiamo accogliere l’altro nella sua diversità – una diversità che, a ben guardare, finisce per assomigliare alla nostra. L’osservazione attenta e senza condanne, la presa di misura delle nostre piccole rigidità, dei nostri vizi e difettucci, la contemplazione di contraddizioni che riguardano anche noi, ci permette di essere un pelo più indulgenti.

Le micronarrazioni dei Pezzettini non recano una morale né allestiscono una parabola: mostrano le cose per come potrebbero essere, o per come, almeno una volta (al giorno), sono state anche per noi. Per una striscia che si inscrive consapevolmente nel genere del divertimento leggero, è un risultato ben oltre l’atteso.

L’agilità del racconto è sostenuta dal ritmo delle vignette e dalla sequenzialità sospesa: sembra che nello spazio bianco tra una cornice e l’altra possa veramente accadere di tutto. Il disegno digitale è essenziale, la palette pastello mantiene un tono medio che rafforza la chiave ironica. I personaggi non sono stilizzati in caricature, anzi ne intuiamo la profondità, soprattutto quando sono raccontati nei momenti meno edificanti, tutt’altro che epici o romantici. Un equilibrio delicato, che nasce da un lavoro serio sul linguaggio.

La mostra

La mostra trova una collocazione naturale nello Studio Mira, spazio in cui le ceramiche di Ludovica Silvestri sono frutto di una ricerca attenta alle forme e ai materiali, e dove le mille pratiche all’intersezione tra visualità e narrazione di Nora articolano una continua tensione tra reale e immaginario, tra gesto quotidiano e dimensione simbolica. In questo contesto, disegno e scrittura si inseguono e si contaminano, secondo un’estetica condivisa.

La presenza dei Pezzettini di Sonno appare quindi pienamente coerente con l’offerta di Pigneto in Love, festival che da tempo si distingue per l’attenzione particolare riservata ai linguaggi di intersezione tra scrittura e disegno. Ne sono esempi la mostra di illustrazioni legate al complesso senso del perturbante femminile di Laura Angelucci, ospitata allo storico Necci, la collaborazione con la libreria specializzata in graphic novel Risma Bookshop e l’interesse per la poesia visiva, testimoniato dalla mostra-reading di Antonio Malatesta presso Ganjika.

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