Un libro, pubblicato da All Around, raccoglie cento prime pagine di Queer, inserto domenicale del quotidiano Liberazione uscito tra il 2005 e il 2006, rivoluzionario per i temi, dai femminicidi ai diritti della comunità Lgbtqia, curato dalla giornalista Angela Azzaro, scomparsa a febbraio. Un omaggio che arriva nelle librerie il 10 giugno, giorno in cui avrebbe compiuto 60 anni
Queerstorming, una tempesta queer. Come quella che travolse, facendo sobbalzare sulla sedia qualche dirigente di partito, la redazione di Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista. A scatenarla fu Angela Azzaro, caporedattrice della Cultura, quando decise che il supplemento Liberazione della domenica avrebbe custodito una nuova creatura. E che si sarebbe chiamata Queer. Era il 2005 e la parola queer, arrivata a noi grazie Judith Butler, non era affatto pop. Ma Angela era una mente inquieta e aveva uno sguardo capace di vedere oltre, arrivare fin dove gli altri non osavano guardare. Aveva, al passato, perché Angela Azzaro è scomparsa a febbraio. Queerstorming (All Around edizioni) è il titolo che abbiamo scelto – noi colleghe del tempo, con le persone che l’hanno amata, riunite nell’associazione Angelessa – per un libro a lei dedicato. E in cui convergono, grazie alla Biblioteca della Fondazione Lelio e Lesli Basso che le ha conservate, «cento prime pagine rivoluzionarie» di Queer. Arriva in libreria il 10 giugno, giorno in cui Angela avrebbe compiuto 60 anni.
Come scrive Carla Cotti, collega e compagna di avventure editoriali e lotte femministe, Azzaro aveva «una capacità rara di scoprire e valorizzare i talenti delle altre, degli altri. L’urgenza di schierarsi, con la penna, con la voce, col corpo nelle piazze». Caratteristiche si riversarono nei 185 numeri della sua creatura più bella, Queer. Un virus che contagiò tutta la redazione di Liberazione, spiazzante nella grafica, visionaria per i temi che ha affrontato. Nato dall’incontro-scontro con Francesco “Warbear” Macarone Palmieri, teorico e pioniere della scena queer italiana E che, nel libro, ricorda l’importanza di quel lavoro in anni in cui: «L’ideologia della sinistra storica sosteneva che la lotta di classe dovesse avere la precedenza su tutto: il concetto era che “se non mangi, non puoi nemmeno permetterti di essere gay”. Ma era un paradosso, perché l’identità di una persona non svanisce in base alle condizioni economiche. Angela ha capito che l’umanità e i rapporti di potere sono fatti di una policromia che l'abbattimento del classismo da solo non riusciva a spiegare». E che la sovversione dell’esistente passava per la liberazione dei corpi. Così le pagine di Queer si sono aperte al garantismo, ai movimenti, alla comunità lgbtqia+, «alle riflessioni e alle lotte delle persone trans, afrodiscendenti, sex worker, di tutte quelle soggettività eccentriche che, ancora oggi, faticano a trovare spazio e narrazioni adeguate nelle pagine dei giornali». In un dialogo continuo con l’inserto “madre”.
Zerocalcare venne intervistato per la prima volta nella sua carriera proprio lì, poi collaborò con Queer. È sua la prima pagina (che pubblichiamo su Domani) Fino all’ultimo respiro, dedicata ai precari del mondo dello spettacolo. Stessa strada percorsa da MP5, che firma anche la copertina del libro. Sue le illustrazioni dell’intero numero dedicato alla manifestazione sulla violenza contro le donne del novembre 2007. La più grande, fino a quella del 2016 convocata da Non una di meno a cui, rete a cui proprio MP5 ha donato il logo. Il suo tratto era inconfondibile già allora, perfetto per un concetto che voleva rompere ogni barriera, come “queer”. Non a caso sarà poi scelta per curare il visual dei podcast e dei libri Morgana di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri, la cover di Corpi minori di Jonathan Bazzi. Queerstorming è anche il titolo scelto da Angelessa per il party di presentazione (il 13 giugno a Roma, da Riccio Capriccio), perché, come dice Carla Cotti, ricorda anche il «casino che vorremmo continuare a fare, camminando sulle orme di Angela». E ballando, come lei adorava fare.
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