Due percorsi nati sotto riflettori molto diversi convergono sul palco più esposto della musica italiana, tra eredità ingombranti e nuove ambizioni di mercato
Lda ha un padre famosissimo (serve davvero dire chi è?) e con Aka7even condivide un’amica ancora più potente.
Entrambi arrivano dalla scuderia di Amici di Maria De Filippi, dove hanno partecipato a un anno di distanza (rispettivamente nel 2020 e nel 2021) e oggi sono anche coinquilini a Milano.
La loro partecipazione a Sanremo ha già regalato un primo momento di viralità involontaria: il Tg1, annunciandoli, ha usato per errore la foto dell’attore Stefano Scala al posto di Aka7even. Risultato prevedibile: ironie a valanga sui social e pubblicità indiretta.
Al di là dell’episodio, però, entrambi hanno un percorso artistico ancora emergente ma interessante, che si rischia sempre di banalizzare quando lo si riduce a poche righe di scheda biografica. Vale allora la pena considerarli prima singolarmente, per poi provare a immaginare cosa potranno fare insieme sul palco dell’Ariston.
Chi è Lda
Nato a Napoli nel 2003, è dunque uno dei “figli di” (in questo caso di Gigi D’Alessio). Una condizione che gli ha permesso di crescere nel privilegio di una famiglia dove la musica era un ambiente naturale.
Ha però sempre raccontato di aver vissuto anche l’altro risvolto della medaglia: il rapporto difficile con un’eredità che si trasforma in una prova da superare. Il problema di dimostrare di poter tagliare un traguardo per merito proprio, non per diritto di sangue.
Oltre alla passione per il calcio, ha dunque coltivato la musica fin da bambino. Il grande pubblico lo scopre appunto nel 2021 con Amici di Maria De Filippi, dove ancora dichiara apertamente lo stesso timore di essere percepito solo come “il figlio di”.
Per lui il talent show diventa dunque l’occasione per mettere in mostra il proprio talento: accede al serale e arriva quinto nella categoria canto. Ma soprattutto il singolo “Quello che fa male” diventa disco di platino, apprendo la strada a un debutto discografico immediato.
Nel 2023 Lda debutta in gara tra i big di Sanremo con “Se poi domani”, arrivando al quindicesimo posto. Nel frattempo pubblica il primo album “Quello che fa bene” e una serie di singoli che consolidano il suo posizionamento tra pop e urban, terreno su cui ha più volte detto di voler spingere anche il proprio immaginario musicale.
Dietro l’immagine pubblica resta il forte legame familiare, che nel suo caso non è mai del tutto privato. In sintesi: Lda è cresciuto sotto un riflettore inevitabile, sa che ha aspetti positivi e negativi, ma ha scelto di restarci dentro, provando a capire se ci si può far notare per quello che si è, senza il rischio di finire accecati.
Chi è Aka7Even
La storia di Aka7Even è profondamente diversa. All’anagrafe Luca Marzano, nato a Napoli nel 2000, è cresciuto in una famiglia numerosa e lontana dai riflettori: il padre camionista e la madre donna delle pulizie, com cinque figli. La musica, però, è sempre stata un linguaggio condiviso, soprattutto con il fratello Domenico, insegnante al conservatorio e primo vero compagno di viaggio creativo.
Il numero sette, che compare nel suo nome d’arte, non è casuale. A sette anni entra in coma per sette giorni e sette notti. È un’esperienza estrema che lui stesso ha raccontato come uno spartiacque esistenziale, al centro anche del libro autobiografico “7 vite”. Ha raccontato che da lì nasce anche la sua sensibilità narrativa, che si riflette poi nei testi e nel modo in cui costruisce la propria immagine pubblica.
Il primo contatto con il grande pubblico arriva nel 2018 con X Factor, ma è Amici 20 a trasformarlo davvero in un volto riconoscibile della nuova scena pop italiana. Seguito da Anna Pettinelli, arriva fino alla finale e ottiene un contratto con la Sony, entrando rapidamente nel circuito discografico mainstream.
Il suo stile oscilla tra pop melodico, influenze urban e una forte attenzione alla dimensione emotiva del racconto personale. Anche lui è già stato a Sanremo, nel 2022, arrivando tredicesimo.
Insieme
Il progetto del duo non si esaurirà all’Ariston, ma si tradurrà anche in un album in uscita il 6 marzo. Con un occhio probabilmente già rivolto all’estate.
“Poesie clandestine” – la canzone che portano a Sanremo – è una canzone d’amore, che loro dicono può essere dedicata a una città, un amico o una qualsiasi persona. «Cosa c’è tra la vita e la morte / Se non un paradiso di colpe / Siamo anime in preda alla sorte».
Non c’è dubbio che il progetto nasca sinceramente da un rapporto d’amicizia, ma ha anche un forte potenziale commerciale, soprattutto su alcune nicchie di pubblico. Per questo Sanremo può essere un buon trampolino di lancio.
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