Il cantautore porta in gara all’Ariston AI, AI e ancora una volta dimostra di non tirarsi indietro quando c’è da parlare di politica. Dal «genocidio a Gaza» alla foto pubblicata dalla polizia dopo gli scontri per l’Askatasuna («Non possiamo più fidarci di quello che vediamo»), fino alla riforma della giustizia: «Prima ti viene raccontato: “Fidati che è per l'efficienza della giustizia” e subito dopo l’opposto»
La sua ultima volta a Sanremo è stata accompagnata da qualche polemica per la richiesta di cessate il fuoco a Gaza in diretta nazionale durante l’evento più visto della tv italiana. Era il 2024 e la guerra era iniziata solo da una manciata di mesi. Oggi, secondo Dargen D’Amico, un appello del genere dovrebbe risultare meno divisivo anche da un palco scivoloso come quello dell’Ariston: «Pure chi dubitava ha avuto la possibilità di bagnarsi col sangue di quelle immagini. Credo che, quindi, sia diventato un sentire comune e che nessuno abbia più dubbi su quanto avvenuto in Palestina». E dice di non dimenticarsi «che siamo complici del genocidio a Gaza come stato italiano».
Nel 2024 era in gara con Onda Alta, una canzone sulla navigazione di una barca di immigrati verso Malta. Tutto intorno il mare in burrasca e nessuna protezione. Il tema dell’accoglienza ritorna anche in AI AI che farà il suo debutto la sera del 24 febbraio. «Dice il Vangelo: ‘Darai da bere a chi è straniero’», recita un verso del brano. Il titolo sembra un grido di dolore, ma AI sta per Artificial Intelligence, intelligenza artificiale. Insomma, anche quest’anno Dargen D’Amico è sul pezzo, sull’attualità. Senza paura di esporsi.
«Non possiamo più fidarci di quello che vediamo»
«Alla base c'è sicuramente un grosso dubbio su cosa ci succederà tra poco, quando la macchina prenderà il controllo», spiega durante l’evento di presentazione del nuovo album Doppia Mozzarella, in uscita il 27 marzo. «In Italia non c’è un dibattito sui rischi dell’intelligenza artificiale, nonostante quest’ultima stia entrando in maniera molto forte, quasi violenta, nelle nostre vite».
Gli esempi sono molteplici: dalla realizzazione di giocattoli per bambini che sarebbero esposti al pericolo di hacker e di «lavaggio del cervello». Per il cantautore è importante che si apra il dibattito, «prima che diventi tutto post verità, prima che le forze dell'ordine decidono di utilizzare delle fotografie modificate con l’intelligenza artificiale». Il riferimento è alla foto pubblicata dalla polizia dopo gli scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine avvenuti il 31 gennaio a Torino, durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. E che, secondo alcune analisi sarebbe stata modificata proprio con l’Intelligenza artificiale. «Significa che non possiamo più fidarci di quello che vediamo», commenta. E ancora: «Per me ha dell'inverosimile che non se ne parli. Si è discusso tantissimo delle violenze che ci sono state, giustamente, ma su quello che è successo con questo scatto, che ha segnato una svolta epocale, non c’è stato alcun dibattito».
La riforma della giustizia
C’è invece un dibattito sulla riforma costituzionale, sul quale non si tira indietro: «C’è una tendenza a dire una cosa e poi a dire il contrario di tutto il giorno dopo. Prima ti viene raccontato: “Fidati che è per l'efficienza della giustizia” e subito dopo l’opposto». Tutto questo renderebbe, secondo il cantautore, molto difficile farsi un’idea chiara sui temi. Compreso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale: «Credo vada impiegata solo per questioni di vita o di morte. Poi, come tutti, la uso in maniera passiva perché è dappertutto e non so esattamente in quali device ci sia o non ci sia».
D’Amico crede che Doppia Mozzarella possa essere il suo ultimo disco prima che l’intelligenza artificiale entri totalmente nella sua produzione musicale: «Ancora, però, non sappiamo a chi vada il copyright di un testo scritto dall'intelligenza artificiale. È una discussione molto importante che non viene affrontata in Italia. Avrei voluto aprire il confronto dicendo che il mio brano è stato scritto in questo modo, ma avrei rischiato la squalifica», scherza. In passato ha provato effettivamente a realizzare qualche testo sfruttando la tecnologia, ma il risultato è stato deludente: «Mancano tutti gli errori che mi piace che ci siano».
Ma non è solo l’aspetto legato alla creatività quello sul quale si dovrebbe ragionare: «C’è anche il rapporto uomo-macchina e le sue evoluzioni». E poi, «da bravo sognatore», c’è il tema della salute: «Diventerà davvero democratica grazie all'intelligenza artificiale? Perché adesso viviamo in un mondo in cui c’è chi non può accedere alle cure», racconta alla vigilia di un Festival arrivato un po’ inaspettato.
«Non abbandoniamo la Rai, se ne stanno andando tutti»
«Dopo l’ultima volta non pensavo che la Rai mi riprendesse a Sanremo», confessa candidamente riferendosi all'edizione 2024. «Da quel momento non ci sono più stati grandi contatti», spiega il cantautore definendo la tv di stato una «casa madre» per la quale ha grande rispetto. «Penso che, insieme a Sanremo, abbia ancora un ruolo importante nella vita di questo paese. Non abbandoniamola. Non so se viene siete accorti, ma se ne stanno andando tutti», dice. «In questi anni, no, non è migliorata, ma ci penseremo noi, con il nostro Sanremo», aggiunge per poi citare il presidente Sergio Mattarella che ha definito la musica pop e la kermesse patrimonio italiano. «Non pensavate che avessimo un ruolo così importante», conclude rivolgendosi ai giornalisti con un tono tra il serio e lo scherzoso.
Il duetto con Pupo nella serata delle cover
Si fa più serio quando anticipa, senza sbottonarsi, quello che vedremo nella serata delle cover del venerdì: «Di solito si fanno i duetti, io vado in terzetto con Pupo e Fabrizio Bosso. Userò quell’occasione per lanciare un messaggio a cui tengo». Dice poco, ma lascia intendere che Su di noi di Pupo, da brano spensierato degli anni ’80, diventerà qualcosa di diverso, di impegnato. L’impressione è confermata anche dalle dichiarazioni dell’interprete e autore dell’originale che lo affiancherà a Sanremo. Ospite nel podcast Passa dal BSMT di Gianluca Gazzoli, Pupo ha svelato: «È scioccante perché ha tutto un altro impatto. È una versione è davvero commovente». Staremo a sentire.
© Riproduzione riservata


