«Stasera, come investigatori e investigatrici, raccoglieremo indizi su come sta l’Italia nel 2026: e in assenza di gaffe, polemiche, o imprevisti, lo faremo guardando nel posto più imprevisto: dentro le canzoni». A commentare il giovedì al festival per Domani c’è Lorenzo Maragoni
E anche quest’anno è arrivato quel fatidico momento. Quello con Sanremo, il festival ci ritroviamo a guardare ogni sera incollati allo schermo della tv. Per viverlo con un po’ più di leggerezza da cinque anni Domani lo segue in diretta aggiornando in real time le sue pagelle.
Non aspettatevi i voti e i giudizi di severi critici musicali, ma i commenti delle nostre firme e di ospiti che condivideranno con noi il loro sguardo ironico sui cantanti e sul festival nazional popolare per antonomasia. Quest’anno abbiamo deciso di affidare ogni serata a una penna diverse.
La sera di giovedì 26 febbraio è affidata al campione di poetry slam, autore della Posta del Bro, Lorenzo Maragoni.
PUNTI CHIAVE
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La fine
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Sayf
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Mara Sattei
La fine
Cosa abbiamo dunque capito dell'Italia del 2026? Che lo sguardo degli artisti di Sanremo guarda più verso l'interno che verso il mondo intorno, e forse questa non è una novità, ma il mondo interiore riflette quello intorno a noi, il nostro modo di vivere le relazioni, le narrazioni a volte problematiche che ci portiamo appresso, ma anche dei tentativi, a volte semplici ma onesti, di cercare di guardarsi dentro con autenticità, e proporre qualche narrazione alternativa: siamo in Italia, e i cambiamenti sociali non possono che passare (anche) da come viviamo l'amore.
E questo tema, a Sanremo e non solo a Sanremo, è un tema politico, e un tema politico che non sarà mai irrilevante.
La cinquina che temo
La cinquina che temo è:
- Sal Da Vinci
- Eddie Brock
- Samurai Jay
- Hannibal Lecter
- Voldemort
La cinquina che vorrei
Bene, la cinquina che vorrei è:
- Serena Brancale
- Maria Antonietta e Colombre
- Malika Ayane
- Arisa
- Sayf
Mezzanotte-e-quarantanove
Non so cosa dire se non MA CHE ANNO È
Sayf
Sayf sembra essere l'unico artista di stasera a essere stato avvisato che esiste un mondo al di fuori delle proprie relazioni sentimentali (che vanno benissimo obv, segnalo solo la sproporzione di temi). A livello di scrittura forse le strofe migliori della serata, talmente tanto che forse non era rimasto molto per il ritornello che trovo un po' sotto rispetto al resto. Mi resta il dubbio sul nome su un bossolo che non sto riuscendo a far quadrare col resto, approfondirò. PRESENTE A SE STESSO 7
Mara Sattei
Mara Sattei tira fuori un instant classic, forse un pochino mangiata dalla sanremizzazione e la canzone forse non è particolarmente wow come concept né forse come testo, ma che le vogliamo dire? Resta subito nell'orecchio, lei è brava brava, e il parlare d'amore delle cose che non si sanno l'uno dell’altra lo trovo romantico e dolce. COME DIREBBERO A FERRARA, TENERINA 7
Luché
Luché mi sembra la versione pseudo gangster con il cuore d’oro di Michele Bravi, non so se siano già amici ma secondo me dovrebbero diventarlo e aiutarsi a ricucire i rispettivi cuori infranti. “Quando non so chi sono me lo urlano ai concerti” mio verso preferito della canzone, piena di immagini belle, forse un po' debole musicalmente ma chi sono io per dirlo. Allo stesso modo chi sono io per parlare del suo outfit ma non mi sembrava facile trovare una giacca dello stesso identico colore dei suoi capelli. ARMOCROMATICO 6
Michele Bravi
Michele Bravi mi sembra maturato e maturo, in una canzone forse non indimenticabile ma schietta, per dire che si può parlare del dolore della fine di una relazione senza andare nella minaccia nel ricatto o nella semplice inquietudine, sempre ammesso che “e sono sotto casa tua” si riferisca a una curiosa coincidenza e non a un appostamento VERO MICHÉ? PUFFO SOTTONE 6.5
Arisa
Della canzone di Arisa la strofa mi piace tanto, sul ritornello e sull’arcobaleno mi sembra si slabbri un po' ma “a trent'anni tutti mi dicevano che bella la tua voce, a quaranta voglio solamente ritrovare un po' di pace, che mi piacerebbe ritornare tra le braccia di mia madre” vale il prezzo di tutta l'esibizione, mi sembra sincera, dolce, dolorosa e, in modo diverso ma simile a raf, in un'epoca in cui tutti vogliamo avere ventisette anni per sempre, in un bellissimo contatto con la sua età. AMICA CON CUI ANDARE A FARE BRUNCH CHE DIVENTA APERITIVO 7.5
Vincenzo De Lucia
Laura Pausini e Vincenzo De Lucia non so se sia divertente dire che ho trovato questa cosa sinceramente cringe ma ho trovato questa cosa sinceramente cringe
Samurai Jay
Samurai Jay spero che siano il suo nome e cognome all'anagrafe perché se se lo è scelto è peggio. Ma soprattutto spero che ci iscriviamo insieme a un bel corso di educazione sessuo affettiva dopo il quale il buon Samu dirà “pensate che nel 2026 dicevo cose come Stai dormendo nel letto di un altro che pena, giudicando le scelte sessuali della donna con cui andavo a letto, e romanticizzavo l'idea di amore come malattia. Da allora sono cresciuto molto e per testimoniare questo cambiamento ho cambiato legalmente nome e da oggi mi chiamo Samuel L Jackson”. DA RIVEDERE 5
Serena Brancale
Serena Brancale masterclass di interpretazione, potenza e dolcezza, raccoglimento ed esplosione, con tutta la disperazione e la commozione di una persona al tempo stesso adulta e bambina che dice alla mamma “guardami”, e mamma non può. GRAZIE 8.5
Max Pezzali
Quanto mi fa rosicare che max pezzali mi piaccia così tanto voglio essere un millennial speciale, fare il nonchalante e ignorare l'effetto nostalgia di quel mondo incantato che ci era stato promesso per cinque minuti ma senti qua quanta serotonina li mortacci sua
Eddie Brock/2
Fun fact gli avvoltoi era il titolo di un’omonima canzone degli 883 che pur musicalmente orrenda nel 1995 raccontava una dinamica simile in modo molto meno problematico consiglio l’ascolto
Eddie Brock
Eddie Brock frate mi dispiace ma questa canzone è tutta sbagliata. Da te che fai finta di non provare sentimenti per conquistare subdolamente la persona che ti piace, a te che attribuisci il fatto che non ti voglia al fatto che lei non capisca i tuoi sentimenti (che tu le tieni nascosti) e non semplicemente al fatto che NON TI VUOLE BRO STACCE, al fatto che vuoi decidere te cosa è meglio per lei. Se ci fosse il premio speciale red flag saresti un candidato forte ma temo ci stia aspettando qualcosa di peggio. GYM LEADER 4
The Kolors
The kolors ci ricordano che il punto non è fare le canzoni impegnate che alla fine sticazzi, è sufficiente chiedersi cosa si stia dicendo, cercare di non fare danni ED ESSERE DEI GRANDI INTRATTENITORI RAGA VI AMO AAAAA C’È FRUUUUU FUORI GARA 8
Francesco Renga
Francesco Renga è il sesto uomo su otto artisti finora e purtroppo si accolla di essere il sesto uomo su otto artisti finora, al netto che la canzone non è male e mi piace tanto che dica “se lo vorrai ti lascerò la mano”, mi piace molto meno il concept “perdona il peggio di me, lascialo in macchina” FRATE TROPPO FACILE e sopratutto la retorica “sei tu il meglio di me” FRATE ANCORA PIÙ TROPPO FACILE DELOCALIZZARE LA NOSTRA PARTE MIGLIORE ALLA DONNA CON CUI STIAMO, FAMO CHE SIAMO NOI LA PARTE MIGLIORE DI NOI? AIUTIAMOLO A CASA SUA 5.5
Alicia Keys ed Eros Ramazzotti
La giuria assegna il premio Bresh/Cristiano de André ad Alicia Keys ed Eros Ramazzotti
Eros Ramazzotti
Mi chiedo come alcuni artisti facciano a farsi accompagnare dalle loro canzoni per periodi così lunghi di vita, mi chiedo quante volte il verso “nato ai bordi di periferia, dove non ci torno quasi più” abbia cambiato il suo significato dentro Ramazzotti mentre lo cantava da venticinquenne, da trentenne, da quarantenne, e a cosa pensi adesso che lo canta da sessantaduenne, mi chiedo quanto cambino dentro di noi i rapporti con i luoghi da cui veniamo nel tempo, tra rifiuto e accettazione, fuga e nostalgia, e sono felice che una canzone e una performance di una canzone mi possano far pensare a tutto questo e chiedere queste cose di me, e dei miei colleghi esseri umani
Starlight
SONO STARLIGHT O NON SONO STARLIGHT RAGA STO IMPAZZENDO
Raf
Volevo cercare di non essere autobiografico che alla fine dei fatti miei che vi frega a voi ma devo fare un'eccezione: quando ho scoperto la musica, nella mia adolescenza a Terni degli anni novanta, ascoltavo due artisti: i nirvana, e raf. Il perché di questa accoppiata è oggetto da anni di discussione con la mia terapeuta. Questo per dire che potrei essere un po' biased dagli infiniti ascolti di infinito nell'estate 2001, ma io a quest'uomo gli voglio bene. Mi sembra un artista che si racconta per l'età che ha, e già questo lo trovo onesto, e il verso “il tempo ti sta una meraviglia” lo trovo un esempio bellissimo di dichiarazione di un uomo alla donna che ama. Menzione speciale al fatto che non chiuda la canzone con un grande, lungo, vocalizzo (o come si dice) ma quasi con un parlato, asciutto e sincero. SIGNORE 7
Virginia Raffaele e Fabio de Luigi
Non so se sia cringe dire che ho trovato questa cosa sinceramente divertente ma ho trovato questa cosa sinceramente divertente ❤️
Tredici Pietro
Tredici Pietro ha un bel groove se si dice così, sul palco mi sembra carismatico e sa come conquistarsi l'attenzione del pubblico, lo trovo un botto cresciuto dalle sue ultime cose che avevo ascoltato - e i versi che contengono il titolo - insieme a “muovi tutto ciò che hai attorno come un dio della notte” mi piacciono un sacco. Inizio a chiedermi se sia possibile arrivare a fine canzone senza per forza immagini come “sei la lama trafitta e io il tuo polmone” ma ci voglio credere FORZA BOLOGNA 6.5
Cartellino giallo
“Non mollare” CARTELLINO GIALLO PATERNALISMO ABILISTA CHECK
Cartellino giallo portato metaforicamente in scena da laura pausini con sottile critica sociale brava laura
Sal da Vinci
Sal da Vinci questa canzone sono certo che sarà popolarissima e suonata a tutti i matrimoni d'Italia e ti auguro il successo che evidentemente avrai e probabilmente meriti ma amico mio te lo dico con tutto il bene alcune frasi di questo testo sono letteralmente la base delle relazioni violente: “io e te per sempre legati per la vita” è creepy, ma per chi ci crede è anche la formula del matrimonio e ci posso stare, ma “senza te non vale niente non ha senso vivere” non mi va di minimizzarla, è proprio una frase grave e il modo in cui viene detta, insieme alla chiusura della canzone con gesto brusco sull’anello, non lo trovo quello di un uomo tenero ma minaccioso. È chiaro che sei un bravo artista, se ti fai due domande in più secondo me fai un bene a tutti i matrimoni a cui la tua canzone sarà suonata RIPENSACI 5
Heal the world/5
Nonostante questo, sempre meglio che dire “continuiamo pure con le guerre” e di questi tempi non è scontato manco questo ❤️
Heal the world/4
Uno pensa che in teoria “tutte” sia più di “alcune”, ma nell’espressione “basta con tutte le guerre” ho l'impressione che nominarne anche una sola sarebbe qualcosa di più che dire tutte
Heal the world/3
Ok erano veramente degli starlight
Heal the world/2
No raga però perché agitiamo dei marshmallow?
Heal the world/1
* generic war running in background perché siamo contro tutte le guerre *
Malika Ayane
Malika Ayane ci tira fuori una hit a mio avviso, una canzone bella, un po' sexy, che secondo me che non ne capisco niente ci accompagnerà per un bel pezzo di questa primavera. Bellissimi i primi versi “siamo tutti in pace coi sensi degli altri, coi nostri invece non sappiamo che farci” e sempre bello il friccicore del trovare una scusa per scomparire insieme. Dalla sala VAR però ci segnalano i versi “non so più a chi appartengo se vai via” e “ignora la parola fine”, non dico che dobbiamo fare le canzoni sull’uscire dalla dipendenza affettiva e sul consenso MA MANCO CONTRO (so che è un dettaglio e non è intenzionale ciao malika tvb). AMICA DELLE TRESCHE 6.5
Mogol
Ho l'impressione che in Italia l'unica possibile sia tra i quarantasette e i cinquantanove anni, sopra sei trattato come uno che è meglio che parli il meno possibile, sotto come uno che è meglio che non parli proprio.
Leo Gassman
Leo Gassman mi dà una bella vibe, mi sta simpatico e mi sembra saper fare bene il suo mestiere, la canzone non mi dispiace BUT visto che ho deciso che stasera non lascio passare niente mi chiedi se sia necessario accostare con questa nonchalance baci e schiaffi e se non c’era un’altra espressione per quanto ammetto che questa suoni molto bene ma mi pare un caso in cui estetica > etica. Anche il fatto che lei sia più bella “al naturale”, al di là dell’espressione che più che l'amore mi ricorda il tonno, forse lo lascerei decidere a lei, o semplicemente lo ometterei. CAPITAN FINDUS 6.5
A me mi
A ME MI NON SI DICE
Bacetti
A me mi cominciano a dà fastidio pure tutti sti bacetti senza consenso, che bella occasione sarebbe per poter mostrare uomini che chiedono “posso baciarti la guancia/la mano?” su un canale pubblico MA SARÒ STRANO IO
Maria Antonietta e Colombre
Maria Antonietta e Colombre parlano di un tema difficilissimo: il diritto alla felicità - e di come sia diverso se a rivendicarlo sia una persona di potere o meno. La frase “la felicità ce la prendiamo e basta”, se detta da un oligarca della silicon valley o da una stagista sottopagata dell’oligarca stesso, da angelica bove o da Laura Pausini mi sembra avere significati completamente diversi: è questo mi sembra il punto della canzone: “la colpa non è nostra”, è colpa della distribuzione diseguale di questa infame felicità e dei mezzi per raggiungerla, e allora passate a prendere anche noi, alziamo il volume a palla e andiamo a fare la rapina che ci meritiamo, ai danni di coloro dei quali la colpa è. SOCIALISMO SURREALE 7
50
Scusate Laura Pausini ha cinquant'anni mi so sbagliato MA COMUNQUE
Il premio
DIAMO IMPORTANZA AI CANTANTI NON AGLI OSPITI CHE NE HANNO GIÀ ABBASTANZA PER FAVORE IL PUNTO NON È RICEVERE IL PREMIO DA LAURA PAUSINI IL PUNTO È CHE HAI VINTO UN PREMIO VA BENE CHE SONO GIOVANI MA SONO ARTISTI CHE FANNO UNA PROVA DA ARTISTI ADULTI NON FACCIAMO I PATERNALISTI CHE SE GIÀ INIZIAMO CON “MI RICORDO IO ALL’ETÀ TUA” A QUARANT’ANNI A SESSANTA CHE FAMO? ok mi calmo
Nicolò Filippucci
Nicolò Filippucci punto primo sei un patato, punto secondo sento il tuo dolore on a spiritual level, “ero pronto a mettermi continuamente in discussione fino a dimenticarmi di me stesso” a quanti e quante di noi è successo? Detta così mi sembra credibile e mi fa contattare quella parte di me che ancora rosica per aver accettato quello che non avrebbe dovuto accettare. Se tutto questo ci scivoli addosso non lo so, magari tra un po', ma ci voglio credere. BRODER 6,5
Angelica Bove
Angelica Bove mi piace! È introspettiva, si osserva, si mette in discussione, dice (o fa dire all’io lirico) dei suoi aspetti problematici (dire cattiverie, perdere la pazienza), parla di salute mentale e di un percorso per raggiungerla, l'immagine del mattone come la metafora di figli e genitori è super bella e lei ci guida in questa canzone in modo credibile che ci fa stare con lei in questo percorso. AUTOCOSCIENTE 7
Gentiluomini
“Facciamo i gentiluomini” al quarto minuto di gioco il primo cartellino giallo della serata
Il pubblico
Ok mi sembrava nel pubblico avessero tutti gli starlight invece sono i polsini bianchi delle camicie… ok ok, ci sono
L'inizio
L’incubo di ogni artista, evento, festival, non è l’insuccesso: è l’irrilevanza. È la possibilità che, senza che tu abbia fatto qualcosa di troppo sbagliato, o fallito in modo straordinario, o fatto una figura di merda epocale, a un certo punto le persone inizino a girarsi dall’altra parte, e a dimenticarsi di te.
La sensazione, arrivando al terzo giorno di questo festival di Sanremo - dopo che la prima serata poteva essere quella della speranza e la seconda quella dell’orribile sospetto - è quella della certezza: entrando in questa serata, vediamo che stanno camminando tutti nella direzione opposta, con la faccia di chi dice: ma siete sicuri?
Ma amici, amiche, a noi non importa: noi siamo quelli che vanno controcorrente, siamo quelli che sfidano la possibile irrilevanza di questa edizione e la guardano, con coraggio, e con la calma zen di chi fissa una tela bianca, finché dalla tela (o dal nostro cervello che guarda la tela) non viene fuori un’immagine: l’immagine del nostro Paese.
Stasera, come investigatori e investigatrici, raccoglieremo indizi su come sta l’Italia nel 2026: e in assenza di gaffe, polemiche, o imprevisti, lo faremo guardando nel posto più imprevisto: dentro le canzoni.
E se saranno canzoni d’amore pazienza: parleremo d’amore.
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