«L’Ungheria ha scelto l’Europa», ha commentato la presidente della Commissione Ue von der Leyen, per cui la maggioranza ottenuta dal leader dell’opposizione Magyar rafforza l’Ue. I leader europei lo considerano un momento storico, mentre la premier italiana Giorgia Meloni ha ringraziato l’«amico per l’intensa collaborazione di questi anni»
La vittoria di Peter Magyar in Ungheria, che ha messo fine a 16 anni di governo dell’autocrate Viktor Orbán, ha segnato un cambio nel paese ma soprattutto negli equilibri interni all’Unione europea.
Orbán non ha mai nascosto il suo antieuropeismo e la sua vicinanza alla Russia. Per questo le istituzioni e i leader europei hanno considerato i risultati di Magyar, che ha ottenuto una maggioranza dei due terzi in parlamento, «un momento storico».
Dal palco di piazza Batthyány il futuro premier ha annunciato una svolta netta rispetto al passato, rivendicando un mandato popolare «storico» per ricostruire il paese. «Il governo Tisza rappresenterà tutti gli ungheresi», ha detto Magyar, portando un messaggio di unità: dunque, nessuna distinzione tra cittadini, esclusione, ma un progetto inclusivo.
Le reazioni in Ue
«L’Ungheria ha scelto l’Europa», ha scritto su X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. «L’Europa ha sempre scelto l’Ungheria. Un paese riprende il suo cammino europeo» e «l’Unione si rafforza». La presidente dell’Europarlamento, la popolare Roberta Metsola, ha affermato che «il posto dell’Ungheria è al cuore dell’Europa», mentre il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha elogiato «lo spirito democratico» del paese.
Anche la Francia ha salutato «una vittoria della partecipazione democratica e dell’attaccamento del popolo ungherese ai valori dell’Unione europea», ha scritto su X il presidente Emmanuel Macron, dopo aver parlato con Magyar. Mentre il leader del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha definito Orbán «un grande patriota». Così la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, alleata del primo ministro uscente, ha ringraziato il suo «amico Viktor Orbán per l’intensa collaborazione di questi anni», congratulandosi poi con Magyar per la «netta vittoria elettorale».
«È la democrazia», ha commentato il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, alleato e sostenitore di Orbán: «Uno vince e uno perde, è la democrazia». L’altro vicepremier italiano, il leader di Forza Italia Antonio Tajani, che in Ue siede invece nel Ppe, lo stesso gruppo di Magyar, ha esultato per la vittoria del «centrodestra europeista, moderato e popolare».
Il cancelliere tedesco Merz ha invitato a unire «le forze per un’Europa forte, sicura e soprattutto unita». Il passaggio di Orbán all’opposizione dopo 16 anni di governo è per il primo ministro britannico Keir Starmer «un momento storico, non solo per l’Ungheria ma per la democrazia europea».
«Un promemoria per tutti»
Alla sconfitta di Orbán ha reagito anche l’ex presidente Usa Barack Obama, che ha paragonato le elezioni in Ungheria alle legislative polacche del 2023: entrambe simboleggiano «una vittoria della democrazia, non solo in Europa ma in tutto il mondo». Soprattutto, ha aggiunto su X l’ex presidente, la vittoria dell’opposizione in Ungheria «è una testimonianza della resilienza e della determinazione del popolo ungherese – e un promemoria per tutti noi a continuare a impegnarci per equità, uguaglianza e stato di diritto».
La russia: «Accelera il collasso Ue»
Di segno opposto è la reazione di Mosca, che ha perso un alleato in Ue. Il primo commento sulla sconfitta elettorale di Orbán è dell’inviato speciale del Cremlino, Kirill Dmitriev, secondo il quale la vittoria di Magyar «non farà altro che accelerare il collasso dell’Ue». Rispondendo all’attivista di estrema destra Tommy Robinson Dmitriev ha invitato a verificare «se ho ragione tra quattro mesi», ha scritto.
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