Se il 17 ottobre era stato «l’atto I», per oggi è previsto l’atto II promosso dai gilet gialli dall’inizio dell’ondata studentesca. La gran parte delle manifestazioni è stata vietata, quella dei sindacati dirottata. A Orléans migliaia di persone hanno sfilato per protesta verso il congresso del partito di Le Pen
«Si parte da Porte de l’Italie alle 14!», ha annunciato questa mattina la confederazione sindacale CGT, mentre i lavoratori cominciavano a confluire in corteo dal E c’è stato proprio bisogno di dirlo, perché fra tutte le manifestazioni che potevano attraversale la Francia oggi, quella dei sindacati era l’unica che aveva avuto il via libera esplicito dell’Eliseo; ma nonostante questo, il suo percorso era stato dirottato dalle istituzioni fino all’ultimo.
Quella di sabato è una giornata movimentata per la Francia, sia per il versante politico che per quello della gestione dell’ordine pubblico, che sarà a macchia di leopardo, proprio come i coprifuoco «locali e temporanei» avviati dal primo ministro e diversi di città in città. Nel frattempo questo weekend si svolge anche il congresso del Rassemblement National, il partito di Marine Le Pen candidata all’Eliseo, e pure quest’evento susciterà contromanifestazioni: già dalla mattina, a Orléans migliaia e migliaia di persone, con sindacati e partiti, hanno sfilato in corteo per opporsi all’RN.
Ecco una guida per districarsi.
Perché il 24 ottobre
Inizialmente le manifestazioni in Francia sono partite dai licei, trovando subito sponda nei lavoratori del settore e nei sindacati; su questo fronte, da tempo è stata convocata una mobilitazione con sciopero per il 5 novembre, anche per segnalare alla politica che la festa di ognissanti non avrebbe fiaccato le proteste, come il governo all’inizio sperava.
Nel frattempo però la protesta è diventata anche un’occasione per i gilet gialli per tornare a mobilitarsi. Perciò, dopo svariati “atti” di protesta degli studenti, i gilets jaunes hanno convocato per sabato 17 ottobre il loro “atto primo”. Il 24 ottobre è l’”atto secondo”.
Questo spiega anche perché sul sabato in corso si sono catalizzate così tante attenzioni: il 17 ottobre è stato in Francia un momento di grande mobilitazione pacifica di tanti studenti, con un versante di repressione e scontri polizieschi, ma si è rivelato anche il giorno in cui gruppi di casseurs hanno potuto – spesso lasciati indisturbati dalle forze dell’ordine, come hanno denunciato i sindaci – saccheggiare e distruggere in svariate città francesi.
Manifestazioni vietate o dirottate
Il governo stesso aveva dovuto riconoscere il flop in termini di gestione dell’ordine pubblico e in seguito Sébastien Lecornu ha vincolato gli spazi pubblici con coprifuoco «localizzati» prevalentemente notturni che hanno riguardato in modo differenziato svariate città.
A ciò si è aggiunta la decisione annunciata da Emmanuel Macron giovedì: vietare tutte le manifestazioni ovunque possibile, lasciando che si svolga quella dei sindacati. Ma non è finita qui: fino a poco prima che la manifestazione sindacale si svolgesse, ne è stato sviato il percorso dalle autorità. Nel frattempo il ministro dell’Interno aveva disposto anche l’intervento dell’esercito (i militari dell’operazione Sentinelle) per poter liberare risorse tra le forze dell’ordine e gestire così l’ordine.
L’esito è che all’ultimo le sigle sindacali hanno dovuto comunicare l’appuntamento non a Bastille ma a Porte d’Italie, nella capitale, alle 14 di oggi.
Intanto a Orléans: l’RN e la contromanif
Nel frattempo questa mattina – mentre Lecornu era chiuso in riunione con la cabina interministeriale dalle 11 – migliaia di persone hanno gonfiato il corteo a Orléans per protestare in direzione del Rassemblement National. Alle 13 la prefettura di Orléans contava già oltre 11mila partecipanti al corteo di protesta contro il congresso RN.
Questo weekend si tiene infatti il congresso del partito, e Marine Le Pen avrà un ulteriore palco dal quale rilanciare la sua candidatura all’Eliseo. Dopo il weekend del 17 ottobre, la fondatrice dell’RN ha invocato «ordine» ed è cresciuta di almeno un punto nei primi sondaggi.
Il contro-corteo, autorizzato e organizzato da sindacati e partiti, è partecipato anche da forze moderate, partecipa ad esempio il segretario del partito socialista Oliver Faure: «Non tenteremo un colpo di forza contro il congresso – ha detto lui questa mattina – ma siamo a Orléans per ricordare la nostra storia, in cui l’estrema destra ha rappresentato il peggio per la Francia».
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