È iniziata con tensioni tra manifestanti e polizia la giornata di mobilitazioni contro il carovita in Francia. A Parigi, a Place de la Republique, luogo di partenza del corteo alle 14, le forze dell’ordine hanno usato gas lacrimogeni contro centinaia di manifestanti. 

Il governo francese ha segnalato 32.800 manifestanti e 166 fermi in tutta la Francia, solo nella mattina di sabato. «Il movimento si traduce in una mobilitazione molto intensa da parte dell’area dell’estrema sinistra, che mira esclusivamente a creare disordine», hanno detto fonti vicine al ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, aggiungendo che «tali azioni sono caratterizzate da atti violenti e mirati, compiuti in alcune località da individui incappucciati organizzati in “black bloc”».

Gli scontri

Le manifestazioni di studenti e gilet gialli che si tengono in tutto il territorio nazionali hanno visto già scontri anche a Marsiglia, Rennes, Rouen. Nella capitale ci sono stati cento arresti. A Marsiglia, alcuni manifestanti sono entrati brevemente nell’atrio del municipio dopo aver sfondato la porta, come riferisce la France Presse. 

Sempre a Marsiglia, in centro, un commissariato di polizia è stato attaccato dai manifestanti: sono stati infranti dei vetri e all'interno sono state lanciate delle granate fumogene. Nella città diverse centinaia di manifestanti hanno bloccato il traffico, incendiando cassonetti e accendendo fumogeni, come scrive Le Figaro.

In Bretagna, a Rennes, fin dalle otto del mattino, i manifestanti hanno eretto posti di blocco, mentre alcune barricate in fiamme hanno ostacolato la circolazione sulla tangenziale. A Lione, le forze dell'ordine hanno disperso diversi gruppi di manifestanti che tentavano di bloccare il traffico. Blocchi sono stati segnalati anche a Nancy.

Organizzata dagli studenti che hanno manifestato in queste ultime settimane, insieme ai gilet gialli e ad alcuni sindacati, la dimostrazione ha come oggetto il crescente costo della vita e il caro carburanti. Il presidente Emmanuel Macron aveva rivolto da Bruxelles un appello «alla calma», sottolineando che il diritto di manifestare deve accompagnarsi al «rispetto», senza «insultare» né «distruggere».

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