In Spagna e in Francia la strada torna a essere il luogo in cui si misurano tensioni che la politica non riesce a ricomporre. A Madrid migliaia di persone manifestano da giorni per il diritto alla casa, chiedendo di dimezzare gli affitti, i contratti a tempo indeterminato e l'esproprio degli immobili dei grandi fondi, mentre la protesta guarda già allo sciopero generale. A Parigi decine di migliaia di persone hanno invece sfilato oggi, sabato 3 ottobre, per i diritti delle persone Lgbtqia+ e contro l'estrema destra, in una manifestazione che arriva dopo due settimane di proteste dei liceali, sfociate in scontri e migliaia di arresti.

Due cortei con obiettivi lontani, ma che si inseriscono entrambi in una fase di forte tensione sociale e politica nei due paesi.

La piazza di Madrid

Oltre cinquanta manifestazioni sono state convocate oggi in tutto la Spagna dal sindacato degli inquilini. Il corteo più grande si è svolto a Madrid, dove quattro colonne sono confluite in piazza Cibeles dietro uno striscione con la scritta «Verso lo sciopero generale». Gli organizzatori hanno parlato di 500mila partecipanti, mentre la delegazione del governo ne ha stimati 70mila. In ogni caso, una mobilitazione di dimensioni consistenti.

Gli slogan hanno puntato soprattutto sul costo degli affitti e sulla responsabilità dei proprietari e delle istituzioni: «Case senza gente, gente senza casa» e «Colpevoli i proprietari, responsabile il governo», accompagnati dal tintinnio delle chiavi.

La mobilitazione arriva dopo giorni di pressione sul governo di Pedro Sánchez e dopo il voto parlamentare che, secondo il sindacato degli inquilini, ha mostrato quanto sia difficile intervenire sul mercato immobiliare. A Madrid continua inoltre l'accampamento per il diritto alla casa, arrivato al settimo giorno. Tra le figure simbolo della protesta c'è Maricarmen, un'anziana sfrattata il 23 settembre dalla sua abitazione e che potrà rientrare dopo un accordo tra il sindacato e la società proprietaria.

La giornata non è stata pacifica ovunque. A Valencia il corteo è terminato con scontri davanti al Palau de les Arts, dove era in corso un congresso sugli investimenti immobiliari. Un gruppo di manifestanti ha abbattuto le transenne e le ha lanciate contro gli agenti, che hanno risposto con proiettili di gomma e fumogeni. Nove poliziotti sono rimasti feriti e una persona è stata arrestata. Manifestazioni si sono svolte anche a Santander, Palma, León, Santiago de Compostela, San Sebastián, Vitoria, Oviedo e Huelva. Il maltempo ha invece fatto cancellare quelle previste a Barcellona e L'Hospitalet de Llobregat.

Il Pride di Parigi

A Parigi la piazza è stata occupata dal Pride, con decine di migliaia di persone scese in strada per difendere i diritti Lgbtqia+ e denunciare l'ascesa dell'estrema destra. Molti manifestanti hanno esposto cartelli contro il Rassemblement national di Marine Le Pen, mentre dal corteo sono arrivati appelli a trasformare la mobilitazione in partecipazione politica in vista delle prossime elezioni. Alla manifestazione hanno partecipato anche esponenti della sinistra, tra cui il sindaco socialista di Parigi Emmanuel Grégoire, l'ecologista Sandrine Rousseau e Jean-Luc Mélenchon.

FOTO EPA
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Il corteo arriva dopo una fase di forte tensione iniziata nelle scuole. La mobilitazione era partita il 17 settembre dal liceo Saint-Exupéry di Créteil, dove gli insegnanti protestavano per la carenza di personale e risorse. Gli studenti si erano poi uniti alla protesta, fino alla diffusione dei blocchi in altre città. Negli ultimi giorni alcune manifestazioni sono sfociate in episodi di violenza e guerriglia urbana. Secondo la polizia, dall'inizio dell'ondata di proteste studentesche, il 28 settembre, sono state arrestate oltre 5mila persone.

Il Pride ha quindi portato in piazza una mobilitazione diversa da quella dei liceali, ma dentro lo stesso clima di tensione. La preoccupazione per l'avanzata dell'estrema destra è stata uno dei temi centrali del corteo. «È importante essere visibili prima di un periodo che sarà complicato per noi», ha detto Anaïs Perrin-Prevelle, presidente dell'associazione per i diritti delle persone transgender OUTrans, indicando nella crescita delle destre radicali in diversi paesi europei uno dei principali motivi di allarme per la comunità Lgbtqia+.

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