Con il 90 per cento delle schede scrutinate, la maggioranza uscente resta avanti. Il voto ridisegna però gli equilibri del parlamento, con un forte avanzamento delle opposizioni e nuove incognite sulla formazione della futura coalizione di governo
Il blocco conservatore e filo-ucraino Lista unita del premier uscente Andris Kulbergs si conferma primo partito alle elezioni legislative in Lettonia. Con il 90 per cento delle schede scrutinate, la formazione del capo del governo ottiene il 35,4 per cento dei voti e, secondo le prime proiezioni, dovrebbe conquistare 41 o 42 dei cento seggi del Saeima, il parlamento monocamerale lettone.
Il risultato è superiore alle attese della vigilia e rafforza Kulbergs, arrivato alla guida del governo soltanto lo scorso maggio. «Meglio di quanto previsto. Significa che la gente vuole davvero un cambiamento, vale a dire crescita economica e un futuro per i figli», ha dichiarato il premier. Kulbergs ha sottolineato anche la posizione particolarmente delicata della Lettonia sul fianco orientale dell’Europa: «Dal momento che siamo la frontiera esterna dell’Europa dobbiamo poter contare su una economia forte, dobbiamo essere una regione di confine forte».
Negli ultimi mesi i sondaggi avevano indicato prospettive meno favorevoli per Lista unita, che invece è riuscita ad ampliare i propri consensi. Anche la coalizione uscente sembra poter mantenere una maggioranza, seppure con equilibri diversi rispetto alla legislatura precedente. L’Alleanza nazionale, altra formazione della coalizione di destra, è al 9,09 per cento e dovrebbe ottenere non più di 11 seggi. Nuova unità, il partito dell’ex premier Evika Siliņa, è invece al 6,18 per cento e dovrebbe conquistare 7 deputati.
Il dato politicamente più rilevante, accanto alla vittoria di Kulbergs, è però l’aumento dei consensi per le forze populiste e favorevoli a una linea più morbida nei confronti di Mosca. Al secondo posto si colloca Lettonia Prima, il partito fondato dal magnate Ainārs Šlesers, con il 13,22 per cento dei voti e una proiezione di 17 seggi.
Segue Potere sovrano-Giovani lettoni, contrario all’aumento della spesa per la difesa e al sostegno militare all’Ucraina, che raggiunge l’11,73 per cento e dovrebbe ottenere 15 seggi. Crolla invece Armonia, il tradizionale punto di riferimento politico di una parte dell’elettorato russofono. I Progressisti, di orientamento liberale, sono accreditati del 7,24 per cento e di nove seggi, anche se una loro partecipazione a una futura coalizione di governo appare al momento difficile.
La vittoria di Kulbergs dovrebbe quindi consentire al premier di avviare le trattative per la formazione di un nuovo esecutivo da una posizione di forza. Allo stesso tempo, il voto restituisce l’immagine di un parlamento più polarizzato sul rapporto con la Russia e sul sostegno all’Ucraina, con una presenza più consistente di deputati contrari o critici rispetto alla linea seguita finora da Riga.
Il contesto
Le elezioni arrivano dopo mesi nei quali sicurezza, guerra in Ucraina e rapporti con Mosca hanno dominato il dibattito politico lettone. La Lettonia confina con Russia e Bielorussia, si trova sul fianco orientale della Nato e, come Estonia e Lituania, è stata negli ultimi anni tra i sostenitori più convinti di Kiev. La campagna elettorale si è svolta in un clima segnato dal timore di possibili operazioni ibride russe e dalle preoccupazioni per la sicurezza dello spazio aereo.
A maggio, lo sconfinamento di alcuni droni di possibile provenienza ucraina e le polemiche sulla loro mancata individuazione avevano contribuito alla crisi del governo guidato da Evika Siliņa e all’arrivo di Kulbergs alla guida dell’esecutivo. Il premier ha poi costruito parte della propria campagna sulla promessa di rafforzare la difesa del paese e mantenere il sostegno a Kiev.
Ma il voto si è giocato anche sui problemi economici interni. Prezzi elevati, salari bassi e stagnazione hanno alimentato il malcontento su cui hanno puntato soprattutto Potere sovrano e Lettonia Prima, entrambe favorevoli, con sfumature diverse, a un atteggiamento meno rigido verso la Russia. La crescita di queste formazioni potrebbe quindi aumentare nel nuovo parlamento il numero dei deputati critici nei confronti degli aiuti economici e militari all’Ucraina.
Alla vigilia delle elezioni la Nato aveva inoltre rafforzato temporaneamente la protezione dello spazio aereo lettone con quattro Eurofighter tedeschi, mentre i servizi di sicurezza di Riga avevano dichiarato di non aver individuato tentativi significativi o sistematici di interferenza russa a favore di specifici partiti o candidati.
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