Seggi aperti per rinnovare i 100 membri del parlamento. Lista Unita del premier Kulbergs avanti nei sondaggi, ma la maggioranza uscente appare fragile. Sicurezza, difesa dai droni, caro vita e rapporti con l’Ucraina sono al centro di un voto che arriva dopo mesi di tensioni politiche
Oggi, sabato 3 ottobre, la Lettonia torna alle urne per rinnovare il Saeima, il parlamento nazionale. La sicurezza, i rapporti con la Russia e il sostegno all’Ucraina sono tra i temi centrali di un voto che arriva dopo mesi di tensioni politiche.
I seggi si sono aperti alle 8 del mattino, ora locale, e chiuderanno alle 20 (quando in Italia saranno le 19). Dopo la chiusura sono attesi i primi risultati parziali. Circa 1,56 milioni di persone, su una popolazione di oltre 1,8 milioni, hanno diritto di voto.
Gli elettori sono chiamati a scegliere i 100 membri del Saeima, il parlamento monocamerale lettone. Il mandato dura quattro anni e sono 14 i partiti che partecipano alle elezioni. Per ottenere seggi in parlamento, una forza politica deve raggiungere almeno il 5% dei voti.
Perché queste elezioni sono importanti
La campagna elettorale è stata dominata soprattutto dal tema della sicurezza. La Lettonia si trova sul fianco orientale della Nato e confina sia con la Russia sia con la Bielorussia. Come gli altri paesi baltici, Lituania ed Estonia, sostiene con decisione l’Ucraina contro l’invasione russa.
Negli ultimi mesi è inoltre cresciuta la preoccupazione per possibili attacchi ibridi russi in Europa, e la Lettonia viene considerata particolarmente esposta.
A maggio scorso, la situazione era già diventata molto tesa dopo lo sconfinamento nello spazio aereo lettone di alcuni droni di possibile provenienza ucraina. Le polemiche sulla loro mancata individuazione avevano contribuito alla caduta del governo di centrodestra guidato da Evika Silina.
Dopo le dimissioni di Silina, la guida del governo è passata ad Andris Kulbergs, esponente della formazione conservatrice Lista Unita, che ha accettato di guidare il paese per i mesi che separavano la crisi politica dalle elezioni di ottobre, previste alla scadenza naturale della legislatura.
Kulbergs è un convinto sostenitore dell’Ucraina e ha costruito buona parte della sua campagna sui temi della sicurezza e della difesa. Nelle ultime settimane ha promesso un «sostegno incrollabile» a Kiev e un rafforzamento delle capacità lettoni di difesa contro i droni.
L’obiettivo dichiarato è proteggere il paese da nuovi sconfinamenti e da possibili provocazioni russe.
Cosa dicono i sondaggi
Secondo gli ultimi sondaggi, Lista Unita risulta in testa. La formazione di Kulbergs viene indicata al 14,4 per cento tra tutti gli elettori e al 22,7 per cento tra quelli che hanno già deciso come votare.
I sondaggi suggeriscono però che Lista Unita potrebbe uscire dal voto indebolita e che l’attuale coalizione di governo potrebbe non avere i numeri per essere confermata.
Il governo attualmente in carica è sostenuto da quattro forze politiche: Lista Unita, Nuova Unità, Alleanza Nazionale e Unione dei Verdi e degli Agricoltori. Il problema per Kulbergs è che, secondo le rilevazioni, gli alleati risultano molto più indietro rispetto a Lista Unita.
Per questo, dopo il voto potrebbe essere necessario trovare nuovi equilibri.
La crescita dei partiti filo-russi
I sondaggi mostrano anche una crescita delle forze sovraniste e populiste che propongono una linea più morbida nei confronti della Russia. Tra queste Potere Sovrano, espressione di una parte della numerosa minoranza russofona del paese.
La formazione viene collocata al secondo posto nei sondaggi, anche se a distanza da Lista Unita. In crescita anche Lettonia First, fondata da un magnate con alcuni legami con oligarchi russi.
Il risultato di Potere Sovrano e Lettonia First potrebbe incidere anche sulla politica lettone nei confronti di Kiev: un loro buon risultato potrebbe aumentare il numero dei deputati contrari all’invio di aiuti economici e militari all’Ucraina.
Economia, sicurezza e malcontento sociale
La campagna elettorale non si è concentrata soltanto sulla sicurezza. Potere Sovrano e Lettonia First hanno cercato di intercettare anche il malcontento legato ai prezzi elevati, ai salari bassi e a un’economia descritta come stagnante. Le difficoltà economiche sono quindi un altro elemento importante del voto.
In vista delle elezioni, la Nato ha rafforzato la protezione dello spazio aereo lettone. La Germania ha inviato nel paese quattro Eurofighter per circa una settimana. Il Servizio di sicurezza statale lettone ha comunque dichiarato di non aver rilevato, fino alla scorsa settimana, tentativi significativi o sistematici da parte della Russia o di altri soggetti di influenzare le elezioni a favore di un determinato partito o candidato.
Gli scenari dopo il voto
Il panorama politico lettone resta molto frammentato. Per questo, è probabile che per formare un governo sia necessaria ancora una volta una coalizione composta da più partiti.
Molto dipenderà non soltanto da chi arriverà primo, ma anche da quanti partiti riusciranno a superare la soglia del 5 per cento e da quali maggioranze potranno essere costruite nel nuovo Saeima.
© Riproduzione riservata