Si riunisce domani, 18 ottobre, a Roma l’assemblea nazionale del Pd, che sarà chiamata a modificare l’articolo 8 dello statuto per consentire una proroga del mandato della segretaria Elly Schlein, il cui mandato scade a marzo 2027.

L’obiettivo è quello di permetterle di guidare il partito fino alle prossime elezioni politiche, previste nel 2027, in primavera oppure a fine anno.

Altro tema sarà la possibilità per altri esponenti del Pd di candidarsi alle primarie di coalizione. Nel caso in cui le primarie di coalizione non impedissero altre candidature dem oltre a quella della segretaria, tra i riformisti circola l’ipotesi di avanzare la candidatura dell’eurodeputato ed ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

I numeri fanno stare tranquilla la segretaria, ma a interessare davvero sarà il suo intervento in assemblea: nella sua relazione si attendono indicazioni sui prossimi passi del partito e della coalizione, a partire dal programma alle primarie. Questo del resto è il tema che rimane aperto: una data ancora non c’è e nemmeno ufficialmente la scelta di indirle, anche se il compagno di coalizione, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, ha fatto capire che margine per un terzo nome non ci sia e che dunque l’unica strada per individuare il candidato premier – come richiesto anche dalla nuova legge elettorale – sono le primarie.

Senza una data precisa per il voto, che oscilla oggi tra la primavera e l’autunno 2027, lo scenario rimane aperto e incerto.

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