Dopo l’apertura di una indagine per corruzione e peculato a carico dei quattro membri dell’Autorità garante della privacy, sono arrivate le prime dimissioni.

A lasciare è Guido Scorza, che ha detto di aver « trasmesso al segretario generale del Garante le mie dimissioni irrevocabili da componente del collegio. Ho deciso di fare un passo indietro, credo si tratti di una decisione giusta e necessaria nell’interesse delle Istituzioni. Non ho nessuna remora nè imbarazzo nel confessare che è stata una delle decisioni più sofferte della mia vita», e ha spiegato in un video per spiegare le ragioni della scelta: «Un giorno che, purtroppo, non è oggi e non è vicino ci si renderà conto e si capirà che questo momento difficile dell’Autorità non è dovuto a errori o omissioni di chi ci ha lavorato, ci lavora e continuerà a lavorarci e non è dovuto, per quel che mi riguarda, a ciò che ho fatto o non ho fatto, fermo restando, naturalmente, che fare meglio e di più è sempre possibile, ma a fattori estranei all’Autorità e a patologie e derive di un sistema che non ha ancora trovato un punto di equilibrio sostenibile tra diritti, libertà e poteri, tutti egualmente centrali e irrinunciabili nella vita democratica del nostro Paese».

L’inchiesta

Il procedimento su cui lavora la procura «trae origine da due puntate della trasmissione giornalistica d’inchiesta» di Raitre e si incentra anche su altre vicende, finite sotto la lente degli inquirenti. C’è ad esempio quella che riguarda Ita Arways. In particolare, i quattro indagati, in qualità di «pubblici ufficiali, non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale, alla società Ita Arways, a fronte del riscontro di irregolarità, ricevevano come utilità tessere “Volare” classe executive, per il valore di euro 6mila cadauna».

Nel caso di Scorza, la procura sta indagando anche su possibili conflitti di interessi con lo studio legale che aveva fondato, E-Lex, e dove ancora lavora sua moglie: all’Asl Abruzzo 1, che si era avvalsa dall’assistenza dello stesso studio legale, il Garante avrebbe comminato un semplice provvedimento di ammonimento davanti alle irregolarità riscontrate.

© Riproduzione riservata