A Montecitorio passa la riforma della legge elettorale, la maggioranza ha retto alle tensioni. Il testo passa ora al Senato: Meloni ha fretta dell’approvazione definitiva. Schlein attacca: «Destra a casa con qualsiasi legge»
Nessuna sorpresa in aula, nessun agguato definitivo, che avrebbe potuto affossare del tutto la legge elettorale. Con un contraccolpo inevitabile per il governo. Il Melonellum è stato approvato alla Camera con 217 voti favorevoli e 152 contrari. Il testo ha superato l’ultimo scoglio del voto-segreto.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto continuare sulla via dell’approvazione a Montecitorio per inviare il provvedimento all’esame del Senato, nonostante la bocciatura dell’emendamento sulla reintroduzione delle preferenze.
Tentazione Senato
A Palazzo Madama dovrebbe essere incardinato prima della pausa estiva. La tentazione sarebbe quella di accelerare e cercare un via libera velocissimo, che farebbe entrare in vigore la legge elettorale.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha già dato disponibilità a correggere la legge elettorale per approvare l’emendamento Bignami-Cesa-Romano, che prevedeva l’espressione di tre preferenze, lasciando comunque i capilista bloccati (e i primi a scattare in caso di elezione della lista nel collegio).
Sfida del campo largo
Duro l’attacco delle opposizioni con il campo largo ringalluzzito dagli ultimi giorni alla Camera. «Siete andati sotto di un voto e lei non era qui a votare. Le opposizioni, invece sono state unite in questa battaglia», ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein. «Agli italiani ci penseremo noi con il salario minimo, il congedo paritario, con l’assunzione di medici e infermieri. Vi manderemo a casa con qualunque legge elettorale», ha aggiunto la leader dem, ribadendo un concetto più volte espresso nelle ultime ore: «L’unica ossessione di Giorgia Meloni è capire chi ha tradito nella sua maggioranza e cambiare la legge elettorale perché ha paura di perdere».
Il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, ha lanciato la sfida in ottica elettorale: «Vi state confezionando una legge elettorale vergognosa, che vi vorrebbe dare, per perpetuare il vostro potere, un premio di maggioranza assolutamente incostituzionale». L’ex premier ha sottolineato: «La battaglia che ci avete visto fare, e qui le opposizioni hanno dimostrato massima comprensione del momento storico, massima chiarezza politica, è solo all'inizio».
Fratelli d’Italia ha difeso il contenuto della riforma. «Non torneremo a maggioranza che hanno una stabilità inferiore alle coppie di Temptation island, un Parlamento debole porta una democrazia debole. Una legge che consente un Parlamento forte è una legge di democrazia», ha detto il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, che ha attaccato le opposizioni sulla bocciatura dell’emendamento sulle preferenze.
«Avete segnato un colpo e avete fatto bene a festeggiare come aveste vinto i mondiali per aver impedito agli italiani di esprimere le preferenze: è una vittoria vostra e ve la lascio tutta. Almeno riuscirete a essere eletti nelle vostre liste bloccate e a prendere in giro ancora una volta gli italiani», ha detto il meloniano.
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