Il presidente della Repubblica ha parlato al Quirinale in occasione della cerimonia di consegna delle onorificenze di Ordine al Merito della Repubblica Italiana, a quei cittadini che si sono distinti per eroismo e impegno civile
«La guerra è tornata a spargere sangue nel mondo, anche non lontano da noi». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato al Quirinale, alla cerimonia di consegna delle onorificenze Omri (Ordine al merito della Repubblica italiana). Quelle onorificenze conferite ai cittadini distintisi per atti di eroismo e impegno civile.
Mattarella: abbattere i muri della paura
Per il capo dello Stato, oggi nel mondo si confrontano «due modi contrapposti» di pensare: «Quello di preoccuparsi soltanto dei propri interessi, imponendosi sugli altri, e quello di condividere invece difficoltà e opportunità per cercare di conseguire successi insieme».
Mattarella quindi ha proseguito: «Il nostro paese è ricco di solidarietà. La scelta di non ignorare le esigenze degli altri rende più forti, anche le istituzioni. Particolarmente in questo nostro tempo à necessario abbattere i muri della paura e dell’indifferenza, la tentazione dell’isolamento».
«Trasmettere fiducia e speranza»
«Le vostre storie trasmettono fiducia e speranza in un tempo in cui abbiamo bisogno di fiducia e speranza» ha affermato il presidente Mattarella alle persone che ha insignito delle onorificenze. «Si vive in una comunità, non in un anonimo insieme di individui che si ignorano a vicenda. Indifferenti, gli uni agli altri. In più, la guerra è tornata a spargere sangue nel mondo e in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia» ha aggiunto.
Chi sono gli “eroi civili” premiati da Mattarella
Le onorificenze Omri sono state conferite lo scorso 31 gennaio a cittadine e cittadini «che si sono distinti per il loro impegno nel sociale, manifestato attraverso l’uso etico e responsabile dei social network, l’attività sportiva come mezzo di inclusione, l’arte come strumento di integrazione sociale, l’assistenza e il supporto ai detenuti, le attività solidali e di volontariato, per aver costruito un modello di imprenditoria etica, per l'impegno elargito nella tutela del bene della salute, anche al di là dei confini nazionali, per il coraggio e l’eroismo dimostrato, oltre i propri doveri professionali, per essersi resi esempi di cittadinanza attiva».
I nomi sono: Valentina Baldini, 30 anni, «per l'impegno nella valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica»; Antonio Diodato, 44 anni, «per essere cittadino attivo che presta particolare attenzione alle problematiche degli altri»; Giuseppe Fattore, 44 anni, «per il coraggio dimostrato nel prestare soccorso, andando oltre il proprio dovere»; Giovanni Giugliano, 44 anni, «per il coraggio dimostrato nel prestare soccorso, andando oltre il proprio dovere»; Mauro Glorioso, 26 anni, «per non essersi arreso alle avversità della vita»; Nadia Lauricella, 32 anni, «per aver costruito una rete sociale e di supporto attraverso i social media, condividendo le proprie esperienze di vita e fornendo consigli pratici volti ad affrontare con maggior consapevolezza la vita quotidiana».
E poi: Valentina Mastroianni, 39 anni, «per aver costruito una rete sociale e di supporto attraverso i social media, condividendo le proprie esperienze di vita e fornendo consigli pratici volti ad affrontare con maggior consapevolezza la vita quotidiana»; Tiziana Roggio, 38 anni, «per aver portato le proprie professionalità mediche al di là dei confini nazionali, divenendo fonte di speranza per i pazienti delle aree più povere e svantaggiate del mondo»; Andrea Albano Sciarretta e Tahereh Pisciotta, entrambi 38 anni, «uniti dal comune impegno per la valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica»; Teresa Scorza, 38 anni, «per aver reso il lavoro uno strumento di inclusione».
E ancora: Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, 47 e 61 anni, «per aver fatto dell’arte uno strumento per abbattere gli ostacoli della malattia e della disabilità»; Cristina Bernardi, 52 anni, «per aver reso lo sport uno strumento di inclusione»; Titina Ciccone, 65 anni, «per la sua lotta quotidiana contro la discriminazione e l’emarginazione sociale»; Fabrizio Facchinetti, 58 anni, «per aver reso lo sport uno strumento di inclusione»; Sauro Filippeschi, 55 anni, «per essere cittadino attivo che presta particolare attenzione alle problematiche degli altri»; Sonia Gerelli e Marco Damonte, 42 e 56 anni, «uniti dal comune impegno per la valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica».
Poi anche: Rodolfo Matto, 64 anni, «per l'impegno nella valorizzazione e la tutela della salute psico-fisica»; Cristina Monzali, 54 anni, «per aver messo la sua vita al servizio degli altri»; Vito Primavera, 58 anni, «per aver portato le proprie professionalità mediche al di là dei confini nazionali, divenendo fonte di speranza per i pazienti delle aree più povere e svantaggiate del mondo»; Chiara Ruaro e Teresa Giordano, 51 e 38 anni, «per aver fatto dell’arte uno strumento per abbattere gli ostacoli della malattia e della disabilità»; Cesina Russo e Zaira Giugliano, 53 e 56 anni, «per essere cittadine attive che prestano particolare attenzione alle problematiche degli altri».
Infine: Valerio Costa, 88 anni, «per essersi prodigato per gli altri nel corso dell’intera carriera». Gianfranco Onorato, “Jeff”, 73 anni, «per aver reso lo sport uno strumento di inclusione». Carmela Rosset, 87 anni, «per aver messo la sua vita al servizio degli altri»; Esther Sibylle von der Schulenburg, 71 anni, «per l’impegno profuso nel migliorare le condizioni di vita e le possibilità di reinserimento dei detenuti»; Suor Emma Zordan, 84 anni, «per l'impegno profuso nel migliorare le condizioni di vita e le possibilità di reinserimento dei detenuti».
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