Non è un fenomeno così inspiegabile, quello del transfert freudiano nei confronti del presidente, se consideriamo i tanti momenti di questi suoi mandati in cui più che il capo dello Stato sembrava il preside di una scuola elementare
«La blinderei per altri 7 anni al Quirinale», dice Luciana Littizzetto nella sua consueta posa rannicchiata sulla scrivania di Fazio. Chissà se Sergio Mattarella, in quel febbraio di undici anni fa, si sarebbe immaginato che oltre all’incarico di presidente della Repubblica si sarebbe dovuto accollare anche questo ruolo di genitore per chi oggi è alla ricerca spasmodica di figure di riferimento a cui aggrapparsi.
Non è un fenomeno così inspiegabile, quello del transfert freudiano nei confronti del presidente, se consideriamo i tanti momenti di questi suoi mandati in cui più che il capo dello Stato sembrava il preside di una scuola elementare che prova a mettere ordine tra i capricci degli alunni piagnoni. Oltre alla paura del caos attuale, che già non è poca, e al desiderio di poter avere un modello politico che infonda un minimo di saggezza e buon senso, è il terrore per un futuro nero – non solo metaforicamente – a prevalere, quello che produce letterine di supplica e sguardi di smarrimento. E dopo, chi verrà?
Forse è una reazione di difesa all’horror vacui. Forse, orfani di Pertini, eravamo bisognosi di quella sensazione rassicurante che accompagna la vista di una figura seria che si rende umana, districandosi con garbo nel delicato equilibrio tra il simpatico e il ridicolo, e l’abbiamo trovata. Sta di fatto che da quell’inaspettato video gioviale girato per le Olimpiadi con Valentino Rossi, un tram chiamato Mattarella, la nostalgia preventiva per la fine del mandato sembra essersi acuita. Persino Sorrentino, per quanto il suo pdR fan di Guè e delle sigarette con base techno sia un misto di vari presidenti, lo ha reso protagonista rivisitato del suo ultimo film, in piena consacrazione popolare. Ecco, non sappiamo chi verrà dopo, ma sappiamo che chi va via lo fa da star.
Le ultime puntate di “Nel paese delle meraviglie”
© Riproduzione riservata


