La trasmissione di Rai3 torna in onda domenica prossima con un nuovo approfondimento sui rapporti tra il partito della premier e il clan a cui era legato il padre della socia d’affari dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro: in buon rapporti con FdI sarebbe stato anche Gioacchino Amico, referente dei Senese in Lombardia
Un incontro, nel 2019, suggellato da un selfie per dimostrare la vicinanza con Giorgia Meloni, allora in campagna elettorale per le elezioni europee di quell’anno. Report – che torna in onda domenica 12 aprile – lancia l’anticipazione di un nuovo approfondimento sui rapporti tra Fratelli d’Italia e il clan Senese. La famiglia aveva legami forti anche con Mauro Caroccia, padre di quella Miriam che è stata per qualche mese socia in affari dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.
La vicenda
La storia ha travolto il compagno di partito di Meloni che ha dovuto lasciare la poltrona, ma a quanto pare non era il solo a essere finito nelle vicinanze del clan. La trasmissione di Sigfrido Ranucci rivela ora che a frequentare il partito tanto da aver ricevuto forse anche un tesserino che gli garantiva l’accesso senza controlli al parlamento sarebbe stato anche Gioacchino Amico, referente del clan Senese in Lombardia.
Di sicuro, il 2 febbraio del 2019 era presente all’Hotel Marriott di Milano, dove c’era anche l’intero gotha di Fratelli d’Italia. L’occasione era la prima grande iniziativa politica del partito al nord, in vista delle Europee di quell’anno. Amico sarebbe stato un pezzo da novanta nel mondo della mala lombarda, siciliano di nascita e capace di tenere i contatti tra Matteo Messina Denaro, le cosche ndranghetiste e la camorra romana.
Oltre allo scatto con la futura premier, mandato poi a una rete di contatti di Amico, l’uomo, che poi ha scelto di collaborare con gli inquirenti, sarebbe stato per un periodo vicino a Carlo Fidanza, già plenipotenziario di Meloni al parlamento europeo. Avrebbe avuto anche un incontro con Giovanni Donzelli, oggi responsabile territori del partito. Il diretto interessato, però, nega.
La replica
La premier Giorgia Meloni ha ribattuto parlando di «tesi bizzarra». Riferendosi a Report ha parlato di «un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata.
Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze.
Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento. Differenze.
Ma a questi “professionisti dell’informazione” non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica.
Poco importa. Non sono una persona che si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede».
Le domande del Pd
«Le notizie e le conferme delle connessioni politico-istituzionali tra esponenti della criminalità organizzata legati al clan Senese - come Gioacchino Amico - e ambienti della destra ed esponenti di Fdi sono ogni giorno più evidenti e ricche di particolari, grazie anche ai fari di luce accesi dal giornalismo d'inchiesta e da trasmissioni come Report.
Dopo il caso Delmastro e i suoi rapporti con il prestanome dei Senese, Caroccia, il caso Gioacchino Amico. Questi, oggi anche collaboratore di Giustizia sull'inchiesta Hydra (l'alleanza tra 'ndrangheta, camorra, cosa nostra che ha sviluppato in Lombardia un grande sistema di criminalità, narcotraffico, usura, controllo di appalti e penetrazione nell'economia e nella politica) ha frequentato nel tempo esponenti politici della destra, in particolare di Fratelli d'Italia - dalla sottosegretaria Frassinetti a una sua collaboratrice, alla senatrice Bucalo. Gli organi di informazione hanno perfino pubblicato un selfie di Amico con Giorgia Meloni, 'catturato' probabilmente durante una manifestazione politica. Ma Gioacchino Amico aveva anche libero accesso nei luoghi parlamentari, alla Camera in particolare, sempre - si legge - grazie ai rapporti con collaboratori di esponenti di Fdi. Come mai? Chi lo autorizzava? Per quale motivo accedeva in Parlamento? Di quali interessi si faceva portatore?
Sono domande ineludibili, come le risposte che attendiamo.
Porteremo in Antimafia anche questo aspetto della vicenda Hydra e, con interrogazioni, anche nei due rami del Parlamento», il commento dei parlamentari Pd membri dell'Antimafia Verini, Serracchiani, Rando, Provenzano, Ghio, Mirabelli, Barbagallo e Valente.
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