Il vicedirettore degli Approfondimenti e conduttore su Rai2 di Ore 14 ha interrotto la trattative per il rinnovo del contratto con viale Mazzini. Dall’azienda filtra risentimento, ma Infante era insofferente da qualche tempo
È finita l’avventura di Milo Infante in Rai: il vicedirettore degli Approfondimenti e conduttore su Rai2 di Ore 14 lascia il servizio pubblico per Mediaset.
Il conduttore che ultimamente aveva portato a casa ottimi risultati anche in prima serata in un panorama desolato in termini di ascolti ha deciso di lasciare viale Mazzini soprattutto per divergenze sul compenso del conduttore, limitato dal tetto della Rai, filtra dalla tv di Stato. Il Biscione sulle cifre può giocare e avrebbe proposto un contratto ben più ricco.
Infante, 57 anni, gli ultimi 23 dei quali passati a Viale Mazzini, ha comunicato infatti alla Rai l’intenzione di non rinnovare il contratto, che stava discutendo insieme ai vertici, e quindi di rassegnare le dimissioni. «Rai comunica che si conclude la collaborazione professionale con Milo Infante, in seguito alla sua lettera di dimissioni formalizzata questa mattina al capo del personale. Nel ringraziarlo per l'attività svolta nel corso degli anni nelle strutture editoriali e produttive della Rai, l'Azienda gli rivolge i migliori auguri per il prosieguo del proprio percorso professionale», si legge in una nota pubblicata in mattinata dall’azienda.
Mediaset esce in contemporanea: «Infante sarà da subito al lavoro con il vertice aziendale per sviluppare nuovi progetti editoriali e televisivi. Il giornalista avrà inoltre un ruolo di vertice nell’area dell’informazione del gruppo, contribuendo alla definizione delle strategie e allo sviluppo dell’offerta news».
Le origini del malcontento
Vero è che Infante in Rai aveva raggiunto una posizione di tutto riguardo, da vicedirettore degli Approfondimenti al fianco di Paolo Corsini, ma sulla sua decisione avrebbero pesato anche altri elementi, come l'imposizione della striscia quotidiana di Tommaso Cerno all'inizio del suo programma, la controprogrammazione interna - con Tgr e La volta buona spesso sintonizzati sulle stesse vicende di cronaca nera e la concorrenza interna con Federica Sciarelli e il suo Chi l'ha visto su Rai3 - oltre alle angherie di Bruno Vespa, che più volte gli ha lanciato qualche frecciata, anche davanti alle telecamere di Porta a porta.
Il litigio con bruzzone
Ciliegina sulla torta, lo screzio con Roberta Bruzzone. Dopo la rottura personale tra il conduttore e la criminologa, Infante l'ha segnalata al comitato etico Rai per gli attacchi di Bruzzone nei suoi confronti. Il conduttore sarebbe particolarmente risentito per alcuni commenti che la criminologa ha condiviso sui propri account social dopo la rottura con Infante in diretta: durante la puntata del 27 novembre, infatti, Bruzzone aveva lasciato il programma in polemica raccomandando agli altri ospiti di «leggere le carte».
Infante aveva reagito stizzito: «Lo facciamo anche noi lo sforzo di leggerli, non le ha lette solo lei». Da lì sarebbe poi partita una serie di scambi in privato tra Infante e Bruzzone, con il primo che ha consegnato poi un dossier sugli insulti ricevuti al comitato, che dovrà decidere se sia opportuno affidare un ulteriore programma alla criminologa.
Dal comitato, però, non è ancora arrivata una presa di posizione e a oggi la criminologa è ancora al timone di Nella mente di Narciso e del programma prodotto da Francesca Verdini che dovrebbe andare in onda con la sua conduzione in autunno.
Negli ultimi giorni a viale Mazzini si è tentato di trovare una strada per trattenere un conduttore che dalla governance di centrodestra è sempre stato tenuto in palmo di mano, anche quando non era ancora campione d‘ascolto. Ora che la trattativa si è esaurita, c'è chi non nasconde del risentimento per la piega che ha preso il rapportato con Infante, dopo che – spiegano – l’ad Giampaolo Rossi si è sempre speso per lui, insieme a Ludovico Di Meo, allora direttore di Rai2. Il programma, effettivamente, nel giro di sei stagioni è passato dal 3,5 per cento di share a raggiungere picchi anche del 10 per cento nella stagione appena finita.
L’insofferenza filtra anche per le modalità dello “scippo” televisivo, a ridosso dei palinsesti, in programma tra meno di un mese: «Un po’ come successe con Bianca Berlinguer» ricorda un dirigente. Anche perché, sostiene chi ha avuto modo di parlarci nelle ultime ore, fino a qualche giorno fa Rossi era sì consapevole dell’irritazione del conduttore, ma non era al corrente della possibilità che si stava aprendo di fronte a Infante.
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