Il nome della criminologa è a rischio per lo scontro furioso con il vicedirettore degli Approfondimenti: l’organo sarà chiamato a decidere se le accuse rivolte al conduttore di Ore 14 possano essere incompatibili con una nuova conduzione
Un altro incendio da spegnere, in Rai. Stavolta, la grana che devono risolvere a via Severo riguarda il ruolo di Roberta Bruzzone, che potrebbe essere messo a rischio dalle rivendicazioni di Milo Infante. La criminologa, diventata un volto noto nei programmi che seguono la cronaca nera, è anche conduttrice di Nella mente di Narciso, docuserie che indaga sulle personalità narcisistiche protagoniste dei casi di cronaca nera, prodotta da La Casa rossa, società di proprietà di Francesca Verdini, per la Rai.
Da metà aprile la terza stagione è su Raiplay, dal 21 giugno andrà in onda in seconda serata anche su Rai2. Insomma, la coppia composta dalla criminologa e dalla produttrice figlia di Denis Verdini e compagna di Matteo Salvini è ormai collaudata, tanto che le due stanno già lavorando a un nuovo progetto per l’autunno, un breve ciclo di puntate che riguarderà le truffe agli anziani e come evitarle: un prodotto che potrebbe coinvolgere anche la Polizia di stato e che andrà in onda in uno spazio della direzione Approfondimento di Paolo Corsini.
Il caso
All’epoca della diffusione della notizia, Bruzzone aveva fatto titoli anche per un’accusa di stalking da parte di una sua collega, la psicologa forense Elisabetta Sionis, poi archiviata dalla procura di Roma. Un ostacolo schivato, anche se adesso un’altra complicazione potrebbe mettersi tra la criminologa e il suo nuovo programma: il comportamento di Bruzzone infatti è stato segnalato da Milo Infante, che oltre che conduttore di Ore 14 è anche vicedirettore degli Approfondimenti, al Comitato etico della Rai oltre che ai direttori di competenza.
Il conduttore sarebbe particolarmente risentito per alcuni commenti che la criminologa ha condiviso sui propri account social dopo la rottura con Infante in diretta: durante la puntata del 27 novembre, infatti, Bruzzone aveva lasciato il programma in polemica raccomandando agli altri ospiti di «leggere le carte». Infante aveva reagito stizzito: «Lo facciamo anche noi lo sforzo di leggerli, non le ha lette solo Lei».
Di lì la scelta dell’esperta di lasciare la trasmissione motivando la decisione come «scelta doverosa» e spiegando qualche settimana dopo nel podcast Burnout di aver lasciato il programma «perché è venuto meno il rapporto di amicizia con Milo Infante e di conseguenza tutto il resto».
Insomma, il rapporto appare irrecuperabile. «Ho capito che qualcosa era cambiato, non da parte mia, e che il mio ruolo in quella trasmissione cominciava ad essere qualcosa che non mi assomigliava più. Io non ho questa passione di arrabbiarmi a prescindere, però era diventato una sorta di marchio di fabbrica». Il caso poi esplode, si parla di messaggi personali a Infante diffusi dalla criminologa – circostanza smentita pubblicamente da Bruzzone – e altre frecciate tra i due. Il conduttore, però, ha scelto di alzare l’asticella dello scontro consegnando un dossier sugli insulti rivolti a lui al comitato, che ora dovrà decidere se sia opportuno affidare un ulteriore programma alla criminologa. La decisione è ancora lontana dal venire e, nel caso, non è detto che non si possa rimediare con delle scuse o altre tipologie di accordi.
Mettere le mani avanti
Tuttavia, raccontano i bene informati, domenica sarebbe andata in scena una riunione tra il vicedirettore degli Approfondimenti Giuseppe Malara e la produttrice di Nella mente di Narciso e del nuovo programma per valutare le diverse opzioni. Si tratta per altro, nota qualche maligno, di uno scontro all’interno della stessa scuderia: anche Infante, infatti, è considerato molto vicino al leader della Lega. Una circostanza che fa della vicenda un altro problema Rai targato Carroccio, come se non bastassero le ultime intemerate del responsabile editoria della Lega Alessandro Morelli, che non sono passate inosservate in azienda. In ogni caso, ci si prepara al peggio: sarebbero infatti circolati anche nomi di potenziali sostitute di Bruzzone, qualora la situazione si rivelasse davvero irrecuperabile.
Così, anche la cronaca nera, finora porto sicuro per la Rai (ma anche per Mediaset è diventata negli ultimi anni un asset importante) rischia di diventare un guaio: a Federica Sciarelli non sarebbe infatti piaciuta la scelta di spostare Carlo Conti e il suo Tale e quale al mercoledì nei prossimi palinsesti per provare ad “accendere” Rai1 anche in una serata tradizionalmente persa per la rete ammiraglia. A scapito, però, di un programma storico dell’Approfondimento di Rai3, sempre più Cenerentola di Telemeloni.
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