In un lettera pubblica gli inviati di Report smentiscono di aver “scaricato” il conduttore Sigfrido Ranucci, in queste ore in attesa della decisione definitiva della Rai sul suo conto. Nelle ultime ore, il Fatto quotidiano aveva riferito che la squadra si fosse rivolta al direttore dell’approfondimento Paolo Corsini per farsi sapere pronta ad andare in onda la prossima stagione.

Il conduttore, da parte sua, venerdì mattina aveva elogiato l’editoriale di Marco Travaglio: «l pensiero di uno dei pochi giornalisti lucidi e indipendenti, fa lo slalom tra bombe, fango dei giornali, tentativi di rimozione da Report e l'utilizzo di cavalli di troia all'interno della redazione da parte dell'azienda per sfiduciarmi». A seguire, un video in cui promuove il suo spettacolo di venerdì sera a Favignana e sabato ad Agrigento.

Il merito

«Gli inviati di Report non hanno mai sfiduciato o "scaricato” Sigfrido Ranucci. Non abbiamo alcuna intenzione di fare un favore di questo tipo a tutti i nemici storici e attuali di Report. Chi fa il gioco di accusare gli inviati di Report di una sorta di tradimento nei confronti di Sigfrido Ranucci ha in animo solamente di distruggere la trasmissione e di piegarla ai diktat della politica. Non siamo certamente noi, che in queste settimane abbiamo sostenuto la riconferma di Ranucci, ad aver chiesto la sua sostituzione o rimozione, ma lo hanno fatto a gran voce esclusivamente i gruppi editoriali e i partiti della maggioranza di governo» si legge nella nuova lettera.  

E ancora: «Negli scorsi giorni l'azienda ci ha annunciato la nostra convocazione per la prossima settimana allo scopo di comunicarci unilateralmente, senza margine di discussione, le soluzioni adottate per la nuova conduzione e gestione del programma – affermano - Sappiamo che sono stati avviati già colloqui e sondaggi informali di soggetti esterni all'attuale squadra di Report per definire la nuova catena di comando del programma. Per questa ragione, abbiamo inviato al direttore Paolo Corsini una lettera per bloccare qualsiasi tentativo di commissariamento e normalizzazione di Report, spiegando che all'interno del programma ci sono tutte le professionalità necessarie per garantire l’operatività e continuare a rilanciare la trasmissione. L'unico nostro interesse è difendere l'indipendenza di Report e la libertà di svolgere il nostro lavoro, come abbiamo potuto fare finora, con passione, dedizione e autonomia».

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