A condurre la nuova stagione di Report saranno Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Entrambi vincitori del concorso interno Rai che nei mesi scorsi ha stabilizzato diverse partite iva che collaboravano con l’azienda, per la Rai la scelta è la prova che «l'azienda investe su nuove generazioni di giornalisti d'inchiesta e sul valore informativo di un vero servizio pubblico», si legge in un comunicato.

La reazione della redazione

«La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile» scrive la redazione in una lettera. «È inaccettabile per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report. Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma». 

I due capiautore di lunga carriera scelti per affiancare Presutti e Piervincenzi, Bernardo Iovene e Giulio Valesini, poco dopo il comunicato del gruppo redazionale hanno rinunciato all’incarico, di cui dicono di aver appreso solo dalle agenzie. 

Il futuro del conduttore

Per quanto riguarda Ranucci, il conduttore è diretto verso il Tg3, Rainews o una corrispondenza. Non importa dove, ma via da Report. È questo quello che conta per la governance Rai, che venerdì ha comunicato a Sigfrido Ranucci il suo allontanamento dal video dopo la diffusione della notizia della sua amicizia con Valter Lavitola, reo confesso di aver commissionato la bomba – o, secondo lui, pochi spari al cancello della villetta – sotto casa di Ranucci. 

Le motivazioni precise dell’allontanamento, effettivamente, continuano a restare oscure. Si è parlato molto di questioni di opportunità che oltre al rapporto con Lavitola riguardano pure alcuni rapporti con giornaliste interne alla redazione, come scrive il giornalista nel suo libro (poi definito «romanzato» da Ranucci), e la Rai ha messo in campo un’indagine interna affidata al comitato etico Rai. Avere ragioni solide per la governance è essenziale anche per scongiurare possibili ricorsi futuri del conduttore, che ha ben presenti i precedenti – finiti con un reintegro – di Michele Santoro e Paolo Ruffini. 

Ironia della sorte (o volontà di qualcuno), solo poche ore prima era comparso sulla pagina social del programma il video promo in cui lo stesso Ranucci lanciava le repliche estive – poi sospese dall’azienda – del programma. 

Il giornalista – che martedì sera a Cerveteri aveva annunciato al suo pubblico che sarebbe potuta essere l’ultimo spettacolo da conduttore di Report – in mattinata aveva elogiato l’editoriale di Marco Travaglio: «l pensiero di uno dei pochi giornalisti lucidi e indipendenti, fa lo slalom tra bombe, fango dei giornali, tentativi di rimozione da Report e l'utilizzo di cavalli di troia all'interno della redazione da parte dell'azienda per sfiduciarmi». A seguire, un video in cui promuove il suo spettacolo di venerdì sera a Favignana e sabato ad Agrigento. 

Per l’azienda, a questo punto, la speranza è che Ranucci accetti una delle tre proposte e si possa finalmente chiudere un agosto bollente – le maledizioni al conduttore per aver rovinato le vacanze dei dirigenti non si contano più – per la governance senza cascami giudiziari. Il giornalista avrà qualche decina di giorni per valutare cosa accettare: i direttori sono già stati sondati e hanno dato disponibilità a dare accoglienza al prossimo. 

Il futuro

Resta il dubbio sul futuro del programma: la squadra a settembre tornerà a riunirsi per riprendere a lavorare sulla prossima stagione, ma il futuro è tutto da scrivere. Le rassicurazioni sul fatto che la redazione continui a essere operativa e pronta ad andare in onda presentate al direttore dell’approfondimento Paolo Corsini – i «cavalli di Troia» dell’azienda «per sfiduciarlo» secondo Ranucci – sembrano invece segnare un passo verso lo scollamento tra il conduttore e la trasmissione, obiettivo che la governance aziendale si prefigge da tempo. 

Negli ultimi giorni dall’azienda era filtrata la volontà di tenere in conto anche i desiderata della redazione: di qui, forse, la manifestazione attiva della propria disponibilità da parte dei giornalisti di Report, che però si sono scagliati contro la possibilità di un “commissario” esterno.

Venerdì mattina, in ogni caso, i giornalisti hanno voluto precisare che non si tratterebbe di una sfiducia nei confronti di Ranucci. «Gli inviati di Report non hanno mai sfiduciato o 'scaricato” Sigfrido Ranucci. Non abbiamo alcuna intenzione di fare un favore di questo tipo a tutti i nemici storici e attuali di Report. Chi fa il gioco di accusare gli inviati di Report di una sorta di tradimento nei confronti di Sigfrido Ranucci ha in animo solamente di distruggere la trasmissione e di piegarla ai diktat della politica» si legge in una nuova lettera. «Negli scorsi giorni l'azienda ci ha annunciato la nostra convocazione per la prossima settimana allo scopo di comunicarci unilateralmente, senza margine di discussione, le soluzioni adottate per la nuova conduzione e gestione del programma».

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