Se non sarà la premier, sarà il parlamento a concludere il mandato della ministra Daniela Santanchè. Il capogruppo del Movimento Cinque stelle al Senato, Luca Pirondini, ha annunciato di aver depositato una mozione di sfiducia per la ministra del Turismo e ha chiesto la calendarizzazione urgente. 

«Siamo stati i primi a farlo due anni fa, quando esplosero gli scandali che la riguardavano mentre Giorgia Meloni continuava incredibilmente a difenderla – ha spiegato Pirondini – Serviva evidentemente la sconfitta clamorosa al referendum per scaricare Santanchè. Chiediamo a Fratelli d'Italia e alla maggioranza di essere conseguenti, dando dare seguito a ciò che la stessa Meloni, con ritardo mostruoso, chiede. Santanchè deve lasciare la poltrona. Subito».

Santanchè: «Il mio caso è diverso»

La ministra, coinvolta già in diverse inchieste, ha respinto le richieste di dimissioni formulate dalla presidente del Consiglio dopo che il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, e la capa di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, hanno lasciato i loro incarichi

«Auspico che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè», ha detto la premier nella serata del 24 marzo. Per ora una prima risposta è arrivata, come riportato dal Corriere della Sera: «Il caso che coinvolge Delmastro è molto più grave del mio. Non sono stata io a far perdere il referendum e quindi non vedo perché dovrei andarmene proprio adesso».

Le opposizioni ma anche diversi membri della maggioranza ora chiedono le sue dimissioni. «Chi fa parte di una squadra di governo dovrebbe apprezzare le circostanze e rimettere il proprio mandato», ha detto il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (Fdi). «Se questo è ciò che viene richiesto dal presidente del Consiglio mi pare scontato che debba finire così». 

Delmastro

Sul caso Delmastro risponderà oggi 25 marzo il ministro Carlo Nordio durante un Question time alla Camera. Le interrogazioni, presentate dalle opposizioni, verteranno sulle recenti vicende di cronaca che hanno coinvolto oramai l’ex sottosegretario e sulle dimissioni di Bartolozzi.

Intanto, dopo aver lasciato l’incarico, Delmastro ha rilasciato al Corriere della Sera un’intervista in cui ha specificato: «Ho deciso di dimettermi perché, sin dall'inizio, ho improntato la mia azione di governo con provvedimenti incisivi contro la mafia. Non vorrei che una leggerezza indebolisse questa battaglia mia e del governo».

Delmastro è accusato di aver aperto una società con la figlia di un prestanome della Camorra. Sulla questione ha detto: «Non mi sono reso conto di chi avessi davanti fin quando il padre non è stato arrestato». E ancora: «Lui sembrava il classico oste romano di una volta, di quelli che non ci sono più. Si lamentava del locale grande, delle spese alte. Voleva avviarne uno piccolo per la figlia. È nata l'idea di fare con lei questa attività, nella quale, ahimè, ho coinvolto amici biellesi. Abbiamo pagato quote societarie. E un finanziamento soci per far partire la società, mai riscosso. Mi sono fidato. Appena ho saputo che il padre era stato arrestato, ho ceduto le mie quote e ne sono uscito immediatamente. Non ho guadagnato un euro. Ci ho solo rimesso soldi».

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