Umberto Bossi, il Senatùr, fondatore della Lega Nord, è morto giovedì sera a 84 anni a Varese. Il leader è stato ricoverato ieri in ospedale in terapia intensiva e in condizioni apparse subito critiche. La situazione è precipitata oggi e il decesso è avvenuto alle 20.30 di giovedì sera.

Nato nel 1941 a Cassano Magnago in provincia di Varese, ha fatto i lavori più disparati prima di entrare in politica. Iscritto alla facoltà di Medicina, non concluderà gli studi universitari, ma si avvicina ai movimenti di estrema sinistra, fino a iscriversi nel 1975 al Pci di Samarate. 

Nel 1979 incontra Bruno Salvadori, leader dell’Unione Valdôtaine. Dopo le elezioni europee, Bossi e Roberto Maroni fondano il giornale Nord Ovest, primo embrione di pensiero federalista. La Lega Autonomista Lombarda nasce nel 1984 a Varese: il movimento si presenta alle europee di quello stesso anno, alleato con altri movimenti indipendentisti ma ottiene solo 161mila voti. Nel 1985 arriva a eleggere un consigliere al Comune e uno alla provincia di Varese, mentre l’anno successivo cambia nome in Lega Lombarda e alle Politiche del 1987 Bossi viene eletto in Parlamento e diventa il “senatur”.

Il 4 dicembre 1989 nasce a Bergamo la Lega Nord, partito in cui convergono la Lega Lombarda, la Liga Veneta, il Piemont autonomista, l’Union ligure, l’Alleanza toscana e la Lega emiliano-romagnola. Nel 1989 l’incontro con il politologo Gianfranco Miglio, teorico del federalismo: il legame durerà fino al 1994, quando Miglio non diventerà ministro delle Riforme nel primo governo Berlusconi. L’exploit di voti arriva nel 1992, quando il partito ottiene l’8,2 per cento. 

La rottura (temporanea) con Berlusconi

Il rapporto con Berlusconi è tormentato e arriva, dopo soli sei mesi, a votare la sfiducia al governo. Nasce “il Parlamento del Nord” e Bossi nella campagna elettorale del 1996 punta forte sul tema della secessione della Padania così la Lega. In quell’occasione ottiene il 10 per cento a livello nazionale. Alle regionali del 2000 la Lega ritorna alleata di Forza Italia e la coalizione di centrodestra, la Casa delle libertà, l’anno successivo, vince le Politiche anche se il Carroccio scende al 3,9 per cento dei consensi.

Nel 2004, l’ictus e la paresi: nelle elezioni del 2008, tuttavia, la Lega arriva all’8 per cento, un risultato che consente a Bossi di riconquistare il posto da ministro per le Riforme. Il dominio assoluto sul partito durerà fino al 2011 quando, con la caduta del governo Berlusconi la Lega passa all’opposizione di Mario Monti. Pochi mesi dopo, nel 2012, il Senatùr rassegnerà le dimissioni da segretario a causa dello scandalo che investe lui e la sua famiglia. 

Bossi e i suoi figli sono accusati di aver usato più di mezzo milione di euro del partito per spese personali. A luglio 2017, Bossi viene condannato in primo grado a due anni e tre mesi per appropriazione indebita insieme al figlio Renzo e all’ex tesoriere Francesco Belsito. Dopo un anno di lontananza dalla scena pubblica si candida alle primarie interne contro Matteo Salvini. Sarà battuto, conquistando solo il 18 per cento dei consensi, ma non smetterà di criticare la linea nazionalista e sovranista di Salvini

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