Nei documenti del Dipartimento di giustizia americano si accusa il presidente venezuelano di aver usato gli strumenti dello stato per coprire e facilitare l’attività di narcotraffico internazionale e i gruppi terroristi. Su di lui c’era una taglia di 50 milioni di dollari
Dopo la cattura a Caracas il presidente venezuelano Nicolás Maduro è in carcere a Brooklyn e sarà processato a New York. Gli Stati Uniti lo accusano di essere a capo di una rete criminale internazionale che ha trasformato il Venezuela in uno stato narcotrafficante e terrorista. Secondo il Dipartimento di Stato Usa, Maduro è al centro di un’organizzazione criminale per il traffico di stupefacenti su vasta scala, in cui gli apparati dello stato sono al servizio delle attività illegali. Washington nel 2025 ha inserito il suo nome nel Narcotics Rewards Program, con una ricompensa fino a 50 milioni di dollari per informazioni che portino alla sua cattura.
Già nel 2020 il dipartimento di Giustizia Usa aveva accusato Maduro e altri 14 funzionari venezuelani di narco-terrorismo, traffico di droga, corruzione e altri reati. Secondo la ricostruzione statunitense, Maduro e i suoi colleghi avrebbero collaborato con gruppi armati stranieri – in particolare le Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC) – per utilizzare la cocaina come “arma” e «inondare di droga il mercato statunitense».
Le accuse contenute nel testo del 2020 includono: «cospirazione per commettere narco-terrorismo»; «cospirazione per importare centinaia di tonnellate di cocaina negli Stati Uniti» e «reati connessi alle armi in relazione alle operazioni di narcotraffico».
Secondo il dipartimento di Giustizia, Maduro e i suoi co-imputati avrebbero sfruttato la macchina statale venezuelana – inclusi apparati militari, giudiziari e politici – per proteggere e favorire il cartello interno soprannominato “Cártel de Los Soles” (Cartello dei Soli), alleandosi con narcotrafficanti e gruppi guerriglieri per proteggere rotte e produzioni di droga destinata all’estero.
Il documento evidenziava anche come l’alleanza con le Farc e altri partner criminali non fosse episodica ma protratta almeno dal 1999, con un coinvolgimento diretto di figure di vertice del regime venezuelano nella pianificazione e nella gestione dei traffici di cocaina.
Nella lettura delle autorità statunitensi, queste attività configurano non solo tradizionali reati legati alla droga, ma un fenomeno di narco-terrorismo, considerata la scala internazionale delle attività e la complicità dell’apparato statale venezuelano. Maduro e il governo venezuelano hanno più volte respinto queste accuse come strumentali.
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