L’Ucraina nella notte è stata attaccata in maniera massiccia dalla Russia nella notte del 9 gennaio: per la prima volta in assoluto il Cremlino ha utilizzato il missile ipersonico Oreshnik.

A Kiev si sono udite forti esplosioni dovete agli attacchi russi con droni. Lo riferiscono le autorità locali riprese dai media ucraini.
Il sindaco della capitale ucraina Klitschko ha riferito che un drone si è schiantato nel cortile di un edificio residenziale nel quartiere di Darnytskyi. Mentre un incendio è scoppiato in un edificio non residenziale nel distretto di Dnipro a causa della caduta di detriti di un drone.

Esplosioni sono state udite anche a Leopoli dove è stato diramato l'allarme aereo. Il sindaco Andriy Sadovyi e il capo dell'amministrazione regionale Maksym Kozytsky hanno confermato danni ad un'infrastruttura critica.

Una parte dell’attacco russo è avvenuta con l’utilizzo di droni: nel quartiere Desnyanskyi, un drone ha colpito il tetto di un edificio residenziale di 18 piani. L’attacco ha coinvolto anche il distretto di Pechersk  dove è scoppiato un incendio in un edificio residenziale di nove piani.

Le stime dell’attacco

Per ora il bilancio dell’attacco è di almeno quattro morti e diciannove feriti. Lo ha reso noto il sindaco della capitale ucraina Vitali Klitschko.
«Due persone sono morte nella capitale, altre cinque sono ferite - ha scritto su Telegram il sindaco -. Tre di loro sono state curate dai medici sul posto, altre due invece sono state trasportate in ospedale». Tuttavia, il bilancio è destinato ad aumentare.

L'aeronautica ucraina ha spiegato poi che alcuni attacchi sono stati registrati sulla città di Leopoli dove sono stati intercettati missili balistici che viaggiavano a velocità ipersonica, a circa 13mila km orari, cosa che ha portato il sindaco della città a chiedersi se si fosse trattato di un missile Oreshnik.

Cos’è l’Oreshnik

In russo significa «nocciolo» ed è il nome dato da Mosca a un missile balistico a raggio intermedio presentato come nuova arma ipersonica e potenzialmente a doppia capacità (convenzionale o nucleare).

Il 18 dicembre il Cremlino aveva annunciato il suo posizionamento in Bielorussia, paese alleato, per aggravare la minaccia verso i Paesi Nato riducendone i tempi di percorrenza in caso di attacco. 

Già il 21 novembre 2024 la Russia aveva utilizzato quest’arma distruttiva in un attacco nella città ucraina di Dnipro. Tuttavia, nelle ore successive all'attacco, fonti governative ucraine hanno detto che il missile trasportava più testate inerti, senza esplosivo, causando danni limitati: un elemento interpretato come indicazione di un impiego dimostrativo più che di massima capacità distruttiva. 

Nello specifico, l’Oreshnik sarebbe un messile sperimentale derivato dalla più grande famiglia dei missili russi di nuova generazione e derivato dall'RS-26 "Rubez”. 

La composizione del missile è a testata multipla ovvero con più “veicoli di rientro” che possono colpire bersagli multipli contemporaneamente e viaggia ad una gittata nell'ordine dei 5.000-5.500 km, sufficiente a coprire gran parte dell'Europa, per questo risulterebbe molto difficile da intercettare per i sistemi di difesa aerea.

La reazione ucraina

Successivamente all’attacco della notte del 9 gennaio – il più duro da inizio anno – il presidente ucraino Zelensky è intervenuto con una dichiarazione su Telegram sostenendo che «é necessaria una chiara reazione del mondo. Soprattutto degli Stati Uniti, che la Russia rispetta davvero». Per poi sottolineare come «la Russia deve ricevere segnali che è suo dovere concentrarsi sulla diplomazia e subire le conseguenze ogni volta che si concentra nuovamente su omicidi e distruzione delle infrastrutture». 

Per il leader ucraino l’attacco di questa notte rimette al centro la necessità – fortemente sostenuta da Zelensky – di fornire l’esercito ucraino di un sistema di difesa aerea. «L'attacco di oggi ricorda molto chiaramente a tutti i nostri partner che il supporto della difesa aerea per l'Ucraina è una priorità costante», ha detto Zelensky. «Non si può perdere neanche un giorno nelle forniture, nella produzione, negli accordi. Oggi informeremo i partner a tutti i livelli di quanto è successo e delle misure di risposta di cui abbiamo bisogno». 

Sugli attacchi di questa notte – 242 droni e 36 missili lanciati dalla Russia sull’Ucraina – si è espresso anche il ministro degli esteri di Kiev, Andrii Sybiha.

Su X il ministro ha detto: «La Russia afferma di aver utilizzato un missile balistico a raggio intermedio, il cosiddetto 'Oreshnik', contro la regione di Leopoli. Un attacco di questo tipo vicino al confine con l'Ue e la Nato rappresenta una grave minaccia per la sicurezza del continente europeo e un banco di prova per la comunità transatlantica. Chiediamo risposte forti alle azioni sconsiderate della Russia. Stiamo informando gli Stati Uniti, i partner europei e tutti i paesi e le organizzazioni internazionali sui dettagli di questo pericoloso attacco attraverso i canali diplomatici».

Per poi concludere: «È assurdo che la Russia cerchi di giustificare questo attacco con il falso ‘attacco alla residenza di Putin’ mai avvenuto. Un'ulteriore prova che Mosca non ha bisogno di vere ragioni per il suo terrore e la sua guerra", aggiunge. "Daremo corso ad un'azione internazionale: una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, una riunione del Consiglio Ucraina-Nato, nonché risposte all'interno dell'Ue, del Consiglio d'Europa e dell'Osce». 

La reazione russa

Il Cremlino – tramite il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev – ha sostenuto che l’attacco di stanotte anche con missili balistici è l’unico modo di agire contro i «pericolosi pazzi».

Lo scrive su Telegram, sostanziando il suo ragionamento con una riflessione di politica estera. «Dall'inizio dell'anno le relazioni internazionali sono diventate un caos totale – ha detto Medvedev –,  (la Russia, ndr) deve agire di conseguenza: ci sono troppe persone indisciplinate in giro».

La reazione dell’Unione europea

Bruxelles – tramite l’Alta rappresentante per gli Affari esteri Kaja Kallas – ha criticato duramente l’attacco russo di stanotte. Per Kallas «Putin non vuole la pace, la risposta della Russia alla diplomazia è più missili e distruzione. Questo schema letale di ripetuti attacchi russi su larga scala si ripeterà fino a quando non aiuteremo l'Ucraina a spezzarlo»

Poi l’ex premier estone ha commentato l’utilizzo di Oreshnik: «L'uso, come riportato, da parte della Russia di un missile Oreshnik è una chiara escalation contro l'Ucraina e vuole essere un avvertimento all'Europa e agli Stati Uniti», ha detto Kallas. «I paesi dell'Ue devono attingere maggiormente alle loro scorte di difesa aerea e fornire immediatamente gli aiuti necessari», è l’esortazione finale. 

Anche il governo federale tedesco è intervenuto – tramite il suo portavoce Steffen Meyer – sull’utilizzo di nuove armi tecnologiche nel conflitto in Ucraina. Meyer ha detto che: «La Russia sta perseguendo un'escalation» che non è stata «provocata» da Kiev. Per questo – ha aggiunto Meyer – Berlino è «risolutamente al fianco dell’Ucraina». 

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